Anno: 2013

  • Preparazione alla S.Comunione

    Domenica 5 maggio: giornata di riflessione, S Messa e condivisione per ragazzi di IV elementare e loro genitori per la preparazione del giorno solenne della 1° Comunione. Il tutto terminerà nel primo pomeriggio (verso le 15:00).

    Saranno presenti anche le famiglie delle Parrocchie SS. Siro e Materno e S Giorgio!

    Programma:

    • Per i genitori: riflessione proposta da DON GIANLUIGI FROVA;
    • per i ragazzi: proposta tematica con i catechisti e animatori.
    • Il pranzo per tutti sarà al sacco nell’oratorio che ci ospita.
    • Ci sarà un momento di COMUNICAZIONI IMPORTANTI CIRCA LA 1° COMUNIONE e ultimi appuntamenti preparatori sia per i ragazzi che per i genitori.
    • Ai ragazzi dell’Oratorio BVI è chiesto di portare il salvadanaio delle offerte quaresimali
    • Ci sarà anche un momento di S Messa per tutti nella chiesa parrocchiale
    • Ore 15.00: termine previsto di tutta la giornata di ritiro

     

  • Festa delle tende verso la professione di fede

    Sabato 4 maggio alle 18:30 presso il Collegio Pio XI: Celebrazione cittadina della FESTA delle TENDE con l’ISCRIZIONE AL CAMMINO DI PROFESSIONE DI FEDE per i ragazzi di seconda media e i genitori dei cinque oratori di Città. Segue nei singoli oratori continuazione della festa! Per i ragazzi si vivrà un pernottamento sotto la tensostruttura…

  • Raccolta degli indumenti usati

    Sabato 11 maggio 2013 si terrà la raccolta degli indumenti usati in tutte le parrocchie della Diocesi ambrosiana: invitiamo quanti avessero abiti ed indumenti non più utilizzati ad accantonarli già da ora per poterli poi consegnare negli appositi sacchi gialli e azzurri che si possono ritirare in fondo alle chiese della pastorale; il luogo di consegna verrà precisato appena possibile.

  • Omelie Triduo Pasquale

    S. Messa In Cœna Domini

    OMELIA

    Giovedì santo

    Desio, 28 Marzo 2013

    don Giuseppe Corbari

     «Andate in città, da un tale, e ditegli:

    “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”» (Mt 26,18)

    Attorno a questa mensa, in questa chiesa, durante questa notte, dopo duemila anni di storia ancora una volta un sacerdote celebra lo tua stessa cena, con l’esito di salvezza: la tua presenza reale! Reale è il tuo Corpo, reale è il tuo Sangue, reale è la tua Anima lì contenuta, reale è la tua Divinità presente in quei doni, frutti della terra, della vite e del lavoro umano.

    Perché tu sia presente in questo momento, perché tu ci possa salvare con il tuo Corpo e il tuo Sangue hai scelto di servirti degli uomini, nulla fai senza il consenso umano. Questo mi sorprende! Persino la creazione della vita, il concepimento di un bambino, squisita liturgia dell’amore, non può avvenire senza il consenso umano.

    Allora ecco: da una parte il sacerdote che rende presente la tua vita, dall’altra gli sposi che rendono presente la vita nei bambini che tu concedi loro di “creare”.

    Tu Dio hai scelto di non fare nulla senza il placet umano. Permettimi che, di questo, rimanga sconcertato! Questo mi fa tremare i polsi.

    “Andate in città da un tale e ditegli…”

    Ecco che hai deciso di avere bisogno anche di quel “tale” affinché ti concedesse la sala del ricevimento per la Pasqua. Perché Gesù hai bisogno di noi? Perché hai scelto di avere bisogno di me prete?

    Io mi sento un po’ come quel “tale”, mi hai chiesto di concederti la mia stanza interiore: l’anima! Desidero donarti l’anima! Questa è la mia stanza, qui puoi trovare dimora…

    Mi hai chiesto quest’anima, questa vita, mi hai chiesto l’intelletto, il cuore, i sentimenti, l’affetto, il corpo, la fertilità, la vita intera perché tu hai deciso di fare la Pasqua da me, e, perché io possa come prete, offrire la Pasqua domenicale alla tua Chiesa! Come non commuovermi? Come non rimanere meravigliati? Hai proprio bisogno di me? A questo proposito come non ricordare lo stupore del Curato di campagna al cospetto della contessa pacificata: «O meraviglia, che si possa così donare ciò che per se stessi non si possiede, o dolce miracolo delle nostre mani vuote»1. Esattamente con gli stessi sentimenti del “curato di campagna”: meravigliato perché posso donare (per grazia) ciò che in realtà non possiedo. Questo è il miracolo! Nulla puoi attribuire alla mia umanità ma tutto è dono della tua grazia! Se l’Eucaristia dipendesse dalle qualità del prete, per conto mio saresti già spacciato! Avverto tutto lo “scarto” tra ciò che si compie sul palmo della mia mano quando tengo il pane e pronuncio la preghiera di consacrazione e il mio cuore, ancora troppo lontano dalla fede di chi dice “solo Dio basta!”.

    Questo scarto è anche la fonte della mia consolazione: nessuna cosa potrà mai separarci da te, neppure un cuore che balbetta poche parole di fede.

    Mi consola che Tu abbia scelto Pietro non perché fosse perfetto ma perché lui stesso riconobbe la necessità della tua salvezza, proprio nella sua carne! Pietro è il primo perché è il primo a riconosce la necessità di essere guarito.

    Hai deciso di aver bisogno di noi!

    Hai deciso di aver bisogno della stanza per la Pasqua, hai deciso di essere sottomesso all’assenso di quel tale, hai deciso di aver avuto bisogno dei nostri piedi da lavare per darci l’esempio! Tu Dio che lavi i miei piedi!!!

    Lavi i miei piedi di prete perché senta sempre la necessità di essere purificato dal tuo perdono, dalla tua misericordia. Lavi i piedi di ogni cristiano perché avverta la bellezza e la leggerezza della danza della fede, capace di muovere i passi sul ritmo della tua sequela.

    In tutto ciò vi confesso un forte coinvolgimento e anche l’imbarazzo che nasce dal contrasto tra ciò che dirò e farò in questa liturgia e ciò che la mia vita è capace di fare e mostrare nella quotidianità come prete. Vi chiedo di avere pietà ogni volta che noterete questo evidente contrasto!

    Ma lui, il Signore, ha deciso di aver bisogno anche di me!

    Proprio questa indegnità crea la condizione affinché il “miracolo delle nostre mani vuote” possa compiersi, perché emerga la sua grazia. La “sua” grazia… la SUA grazia!!!

    Tutti abbiamo piedi e mani e cuori sporchi! All’inizio di questo Triduo Pasquale, ognuno di noi si renda capace di nuovo del coraggio avuto da Gesù. Il coraggio dell’umiltà. E non era lui a doversi umiliare: tra quei Dodici nessuno si salvava… tutti di lì a poco lo avrebbero abbandonato, rinnegato, tradito.

    Ricordate quando Giacomo e Giovanni avevano chiesto al Signore di prendere i primi posti nella gloria? Ebbene, Gesù si toglie le vesti e prende un asciugamano. Giuda ha preso i denari e Gesù si cinge l’asciugamano attorno alla vita. Pietro dirà tre “no”, e Gesù versa l’acqua nel catino e comincia a lavare i piedi. Noi ci riempiamo la bocca di tante parole… Gesù non parla, agisce!!!

    Ecco, davanti alla nostra indegnità di partecipare alla sua mensa Gesù ci si fa vicino, perché ci ama, mi ama così come sono. Perché l’amore vero non guarda in faccia; non cerca sorrisi di approvazione, sguardi di compiacimento; non teme occhi pieni di rabbia o lacrime da dovere asciugare; l’amore vero si china ai piedi anche quando sei calunniato, disprezzato e deriso. E quando si lavano i piedi non puoi guardare in faccia la persona che hai davanti. I piedi, anche a differenza delle mani che possono aprirsi e chiudersi, non hanno espressione. Sì, puoi distinguere il piede di un adulto da quello di un bambino, il piede di un uomo o di una donna, il colore della pelle… ma alla fine tutti sono ugualmente bisognosi di essere lavati.

    Ne fa esperienza chi accudisce un malato!

    Anche Gesù aveva sperimentato cosa significasse avere i piedi lavati… da una peccatrice. Un giorno una donna nella casa di Simone il fariseo era corsa ai suoi piedi, li aveva bagnati con le lacrime, asciugati con i capelli… Una donna, immagine dell’umanità, che esprimeva così tutto l’amore per Gesù.

    Ora è Gesù a ricambiare il gesto, non per cercare il perdono, ma per darlo. Ha voluto lavare le impurità, non solo dei piedi degli apostoli, ma di tutta l’umanità … anche le nostre. Ma perché tutto questo? Un gesto così radicale e concreto? Per amore e solo per amore! Un amore sino alla fine! Ma in questo modo amare significa fallire, essere perdenti, essere incompresi! Sì, agli occhi del mondo… Ma agli occhi di Dio no… L’amore vero non è mai un fallimento!

    Se l’amore fosse un fallimento, la stessa Eucarestia, sacramento dell’amore, sarebbe un controsenso.

    Il problema è che noi non ci crediamo veramente, o almeno che non ci crediamo abbastanza! Perché se credessimo in questo Dio fatto così, subito la vita, noi stessi, le cose, gli avvenimenti, il dolore stesso, la nostra comunità, tutto si trasfigurerebbe davanti ai nostri occhi.

    Il mondo ha reso sempre più difficile credere in Dio, nell’amore. Pensate che sono arrivato a credere che persino le parrocchie, per certi versi, non aiutano a credere in Dio! Si mettono davanti le proprie idee, i bisogni, i disaccordi, antiche nostalgie… si è diventati schiavi delle strutture e così si trascura la “grazia” di Dio, che è anzitutto credere in lui, nel Dio di Gesù Cristo!

    Ma noi crediamo in Dio? Siamo capaci di pregare?

    Gli uomini hanno bisogno di sapere che Dio li ama e nessuno meglio dei discepoli di Cristo è in grado di recare loro questa buona notizia. O noi diventiamo suoi discepoli oppure Gesù non può essere fatto conoscere… Quando Gesù riprende posto a tavola lascia la consegna ai suoi apostoli, ancora stupiti: Vi ho dato un esempio, perché anche voi facciate come ho fatto io (Gv 13,15).

    Vi dono me stesso nell’Eucaristia, perché anche voi possiate diventare eucaristia per l’altro, anche voi siete chiamati a spezzarvi per il prossimo. Ho bisogno che voi siate eucaristia!!!

    «Andate in città, da un tale, e ditegli:

    “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”»

    Allora Signore Gesù ti accogliamo nel nostro cuore per esaudire il tuo desiderio di fare la Pasqua da noi! Ma non sarai solo poiché ci saranno anche i tuoi discepoli… chi sarà discepolo farà la Pasqua, quella autentica!

    Mi piace concludere con una famosa preghiera al Crocifisso2 di un anonimo fiammingo del XV secolo:

    Cristo non ha più mani,
    ha soltanto le nostre mani
    per fare le sue opere.

    Cristo non ha più piedi,
    ha soltanto i nostri piedi
    per andare oggi agli uomini.

    Cristo non ha più voce,
    ha soltanto la nostra voce
    per parlare oggi di sé.

    Cristo non ha più forze,
    ha soltanto le nostre forze
    per guidare gli uomini a sé.

    Cristo non ha più Vangeli
    che essi leggano ancora.

    Ma ciò che facciamo in parole e opere
    è l’evangelio che si sta scrivendo.

      (altro…)

  • Gita-pellegrinaggio al Santuario N.S. di Lourdes (Verona)

    U. N. I. T. A. L. S. I. gruppo di Desio
    invita tutti
    SABATO 25 MAGGIO 2013
    alla

    Gita Pellegrinaggio

    al Santuario N.S. di Lourdes di Verona

    Programma:

    • ore 7,00 – Partenza da Viale Rimembranze (parcheggio Tribunale)
    • ore 10,30 – Celebrazione della S. Messa nel Santuario
    • ore 12,00 – Pranzo al “RISTORANTE S. MATTIA”
    • ore 15,00 – Partenza per Desio con sosta al
    • ore 11,00 – Santuario della “MADONNA della NEVE” di ADRO
    • ore 11,00 – per la recita del S. Rosario
    • ore 19,30 – Arrivo previsto a Desio.

    Quota di partecipazione: Euro 40.00 (viaggio e pranzo)

     

  • Per una Chiesa radicata in Dio per il mondo

    È l’elemento dello “stile” dell’Azione Cattolica che la presidente Valentina Soncini vuole sottolineare in vista della Giornata diocesana

    Il prossimo 28 aprile in tutta la Diocesi di Milano si celebrerà la Giornata dell’Azione Cattolica. Per la circostanza l’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, ha indirizzato alla Diocesi un messaggio nel quale invita con forza tutte le comunità parrocchiali a guardare all’AC con «simpatia» e a promuoverla nelle sue diverse articolazioni: ragazzi, giovani, adulti. In particolare, sottolinea l’Arcivescovo: «Chiedo a tutti coloro che hanno a cuore la loro parrocchia nell’orizzonte più reale e concreto della chiesa diocesana di confrontarsi con la proposta dell’Azione cattolica e di sentirsi chiamati ad aderire con semplicità e disponibilità perché la forma della Associazione è di grande aiuto per intensificare la propria vita spirituale, approfondire la comunione ecclesiale e la formazione». Il cardinal Scola ha così qualificato la storica Associazione di AC come uno degli elementi strategici della pastorale diocesana.

    Nella Diocesi di Milano sono circa 8000 gli iscritti all’Azione Cattolica, distribuiti in 400 gruppi. Ma sono almeno il doppio le persone che partecipano alle diverse iniziative promosse dall’Associazione. Caratteristiche peculiari dell’Azione Cattolica sono l’impegno per l’educazione integrale della persona alla responsabilità ecclesiale e civile; l’imprescindibile riferimento al Vescovo e al suo magistero; l’esperienza associativa come condivisione del cammino e come sostegno reciproco alla testimonianza cristiana in tutti gli ambienti di vita.

    In vista della Giornata diocesana i gruppi di Azione cattolica sono impegnati a promuovere iniziative per far conoscere meglio l’Associazione e presentare le sue proposte formative. Di particolare rilievo sarà poi l’evento programmato per il 19 maggio, quando diverse migliaia di Associati converranno a Mesero per quella che viene chiamata “La camminata del Sì”. Pubblicamente, al termine del cammino da Mesero a Magenta, verrà confermato il “sì” alla fede davanti all’Arcivescovo.

    La presidente dell’Azione Cattolica Ambrosiana, Valentina Soncini, sottolinea che «l’Azione Cattolica è importante coglierla come uno stile. L’Azione Cattolica concorre a edificare una Chiesa mai avvulsa dalla quotidianità, mai appiattita nel concreto, ma una Chiesa radicata in Dio per il mondo».

    Il focus sull’Associazione

    Azione Cattolica Italiana è una associazione religiosa fondata nel 1867 che conta circa 400 mila soci in Italia e che coinvolge nelle sue attività circa un milione di persone. Nel territorio della Diocesi di Milano conta circa 8 mila soci e 400 associazioni territoriali ed è chiamata Azione Cattolica Ambrosiana. Ha sede in via Sant’Antonio 5 a Milano. È un’associazione apolitica e apartitica proprio perché persegue «il fine aposto-lico generale della Chiesa» e agisce in stretto legame con la Chiesa Diocesana.

    Azione cattolica ambrosiana è un’associazione di laici impegnati a vivere, ciascuno “a propria misura” e in forma comunitaria, l’esperienza di fede, l’annuncio del Vangelo e la chiamata alla santità. Il laico impegnato in Ac ambrosiana crede che sia doveroso e possibile educare reciprocamente alla responsabilità, in un cammino personale e comunitario di formazione umana e cristiana. Fondamentale è l’attenzione, come singoli e come comunità, alla crescita delle persone. Le attività

    dell’Azione cattolica ambrosiana sono dunque divise in settori: adulti, giovani e ragazzi. I responsabili dei diversi settori organizzano attività con una forte attenzione alla formazione: per i ragazzi e i giovani il focus è rivolto ad accompagnare la crescita per un armonioso sviluppo della persona ottenuto attraverso il metodo del protagonismo della persona stessa all’interno del proprio percorso di formazione. Proprio questo protagonismo nella propria formazione è ciò che caratterizza le attività del settore adulti dell’associazione.

    L’Azione cattolica ambrosiana fin da principio ha scelto di rispondere alla vocazione missionaria, mettendosi a servizio della propria fede nelle singole Chiese locali. Il servizio alla Chiesa si esprime nella scelta di stare in maniera corresponsabile nelle diocesi e nelle parrocchie. Ma anche costruendo percorsi di comunione con le altre aggregazioni laicali, in fedeltà a quanto il Concilio ha chiesto a tutti i laici

     

  • Corso Animatori

    Per chi?

    Per tutti i ragazzi di I-II-III superiore che desiderano fare gli animatori durante il prossimo oratorio estivo.

    Perché?

    Per essere preparati a svolgere nella maniera migliore l’importante ruolo di animatore.

    Perché è obbligatorio se si vuole far parte della squadra del nostro oratorio.

    Se non frequenti il gruppo ADO durante l’anno, tranquillo basta fare due chiacchiere col don prima di iscriverti.

    Quando?

    Lunedì 6—13—20 maggio 21.00

    Dove?

    Oratorio San Giovanni Battista

    Costo?

    € 5,00

    Iscrizioni presso il Don

  • QUATTRO TAPPE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

    Guarda il flayer

    La commissione di pastorale sociale cittadina, consapevole del profondo disagio economico in cui versano molte famiglie in questo tempo di crisi, ha elaborato un progetto che viene qui di seguito illustrato e che si intitola:

    QUATTRO TAPPE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

    Lo scopo è generare una rinnovata sinergia, una crescente consapevolezza di strumenti economici praticabili, una rete di scambi e collaborazioni, in un clima di solidarietà, nel quale fare profitto è un mezzo più che un fine.

    Ecco il calendario dell’iniziativa:

    1. Per conoscere
    Per uscire dalla crisi occorre un grande sforzo di cambiamento, un ripensamento di modi, forme e processi economico-finanziari che sono di natura profondamente culturale prima ancora che tecnica. Serve una cultura etico-economica che rimetta al centro la persona e le implicazioni relazionali della vita quotidiana.
    ECONOMIA CIVILE PER UNA RINNOVATA CULTURA ECONOMICA
    Alessandra Smerilli, Docente di Economia, Università del Sacro Cuore di Roma
    Venerdì 12 aprile ore 21 – Auditorium Banco Desio Brianza, via Rovagnati,1

    2. Per confrontare
    Esistono esperienze positive in grado di dare speranza? Buone pratiche che possano offrire una prospettiva per l’impresa, il lavoro e l’occupazione?
    La seconda tappa intende esplorare, anche se in modo non esaustivo, attraverso esperienze concrete di attività imprenditoriali, quali opportunità siano ancora praticabili nell’attuale situazione di crisi.
    IMPRESA-OCCUPAZIONE: BUONE PRATICHE A CONFRONTO
    Maurizio Testa – A.D. Teamforce SRL
    Maurizio Panza- CCL (ACLI-CISL)
    Dario Mangili – Consulente amministratore unico di cooperativa
    Giuseppe Vergani – GAS Spiga & Madia (Triuggio)
    Rappresentanza banche del territorio
    Venerdì 3 maggio ore 21 – Auditorium Banco Desio Brianza, via Rovagnati,1

    3. Per approfondire
    Come passare dall’idea alla realizzazione: ricerca di mercato, business plan, organizzazione, marketing e comunicazione, amministrazione, forme societarie, aspetti fiscali, finanziamenti…
    “INTRAPRENDERE COME?”
    Maurizio Testa – A.D. Teamforce SRL
    Dario Mangili – Consulente amministratore unico di cooperativa
    Antonio De Vito – Commercialista – consulenza fiscale e societaria
    Venerdì 17 maggio ore 21- Auditorium Banco Desio Brianza, via Rovagnati,1

    4. Per concretizzare
    Le associazioni ANTROPOLIS e ACLI si propongono di istituire un comitato di coordinamento e di aggregare altre forze sociali e imprenditoriali, per promuovere la nascita di iniziative che offrano occasioni di lavoro.
    Questa fase, che è la più complessa e rappresenta lo snodo essenziale del percorso, può essere definita in modo puntuale con il concorso di tutti i partecipanti: auspichiamo con forza che finalità, competenze e risorse di soggetti diversi trovino un terreno comune d’incontro e un’idea da condividere, per dare vita a forme di impresa sul territorio. Pensiamo inoltre sia necessario far riferimento all’esistente mettendo in rete competenze collaudate e processi innovativi, oltre ad un lavoro di collaborazione fra pubblico e privato. MA QUESTA STORIA È ANCORA DA SCRIVERE. A più mani.

  • LECTIO DIVINA

    LECTIO DIVINA

    organizzata dall’ AC del decanato di Desio.

    Il quarto incontro si terrà giovedì 11 aprile 2013

    Tutti i credenti stavano insieme” (At 2,42-47)

    La dimensione ecclesiale della fede: un cuor solo e un’anima sola

    guida la meditazione:

    don GIANLUIGI FROVA

    rettore collegio arcivescovile Pio XI (Desio)  e Ballerini (Seregno)

    presso la parrocchia S. PIO X – DESIO (via Garibaldi, 288) ore 21.00

     Ricordarsi di portare il testo “E molti credettero”  per la preghiera comune.

  • La vera “potenza” su cui contare

    La vera “potenza” su cui contare

    Nella prova la nostra fiducia poggia sull’amore di Dio.

    Così la fede in Cristo “fa storia”

    di Pierantonio TREMOLADA – Vicario episcopale

    «La fede in Cristo fa storia: il trascorrere del tempo, l’evoluzione dei rapporti entro la famiglia, entro la comunità di appartenenza, il mutare delle situazioni, l’assunzione delle diverse responsabilità, il variare delle condizioni di lavoro, di salute… tutta la vita pone domande alla fede e tutta la vita riceve risposte, nuova luce dall’unica rivelazione di Gesù. La perseveranza nella fede scrive una storia salvata, in cui progressivamente si svela che “né morte, né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Gesù Cristo, nostro Signore” (Rm 8,38-39)». Questo ampio testo che conclude il n. 6 della lettera pastorale dell’Arcivescovo mette a tema il rapporto tra la fede e la storia. Un rapporto essenziale per la storia, ma anche per la fede.

    Quante cose cambiano nel corso della vita. La mutazione è un elemento costitutivo – direi strutturale – dell’esperienza umana. Basti pensare, appunto, alle età della vita e allo sviluppo della propria personalità: non a caso parliamo di “tappe” della crescita. Anche le situazioni cambiano, a volte improvvisamente. Vi sono infatti mutazioni previste a cui ci si può preparare e altre invece per nulla prevedibili, che nella gran parte dei casi ci colgono impreparati.

    È possibile stare saldi mentre tante cose mutano? Si deve forse pensare che con il cambiamento delle situazioni debba inevitabilmente cambiare anche ciò che noi siamo nel profondo di noi stessi? Non c’è qualcosa di noi e in noi che non può continuamente mutare? Si dice spesso di persone stimabili che sono persone “tutte d’un pezzo”, forti, sicure, affidabili. Nella prospettiva evangelica questo non significa che sono sicure di sé: sarebbe orgoglio e presunzione. Significa piuttosto che sono sostanzialmente serene e che davanti alle turbolenze della vita, ma anche solo alla mutazione degli scenari, non si smarriscono. Hanno certo coscienza della serietà di certe situazioni, della loro complessità, in certi casi del loro rischio. Non si sottraggono alle responsabilità che sono chiamati ad assumere. Semplicemente non si spaventano, non vanno in panico, non fuggono e nem-meno si deprimono.

    Piuttosto lottano con tutte le loro forze, si impegnano con tutte le loro energie, ma sempre con pacata magnanimità. E senza sentirsi degli eroi. Sanno su chi poggia la loro fiducia e sanno altresì che la potenza su cui possono contare per grazia è una potenza d’amore. potenza su cui possono contare per grazia è una potenza d’amore.

    «Nessuno potrà mai separarci dall’amore di Dio in Cristo Gesù nostro Signore», dice san Paolo nel passo della Lettera ai Romani che è stato citato. Lui che ben sapeva che cosa significasse perseverare nelle prove.

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