Anno: 2017

  • Comunità in cammino 31 dicembre 2017

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

     

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 18 domenica 31 dicembre 2017

    PACE 2018: IL MESSAGGIO DEL PAPA

    Due parole tra tante sono risuonate nei messaggi natalizi. Una del Papa: «Oggi, mentre sul mondo soffiano venti di guerra e un modello di sviluppo ormai superato continua a produrre degrado umano, sociale e ambientale, il Natale ci richiama al segno del Bambino, e a riconoscerlo nei volti dei bambini, specialmente di quelli per i quali, come per Gesù, “non c’è posto nell’alloggio”». L’altra del nostro Arcivescovo: «Quale egoismo spropositato ha indotto a pensare che l’io è il centro del mondo e il criterio del bene e del male, questo io fragile, smarrito, e insieme arrogante e suscettibile, che non può ammettere d’aver ricevuto la vita e si vanta di potersi dare la morte?».

    Forti di queste osservazioni ci apprestiamo a concludere il 2017 e a iniziare il 2018, meditando il messaggio del Papa per la 51a Giornata della pace che si celebra il 1 gennaio con il titolo Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace., il cui testo viene distribuito nelle nostre chiese. Esso va accolto anzitutto con spirito di fede, con “sguardo contemplativo” (vedi al n. 3). Va accostato inoltre come “controinformazione”, perché non risponde a programmi politici o a suggestioni per il popolo, ma intende rendere coscienti i cristiani di tutto il mondo circa il tema della pace e i suoi sviluppi attuali e insegna a comprendere la storia presente guardando al di là del piccolo orticello in cui ciascuno può chiudersi, e con la lente del Vangelo.

    Che il 2018 sia, nonostante i venti di guerra, un anno di pace. Auguri a tutti!

    don Gianni

     

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  • Comunità in cammino 24 dicembre 2017

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

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    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 17 domenica 24 dicembre 2017

    NON C’ERA POSTO

    Non era vestito male, non appariva sicuramente come uno di quei vagabondi inquietanti che si incrociano per strada, ma si notava subito che veniva da fuori e che richiamava – come dire? – un non so che di “religioso”. Vide il cancello di una scuola, cercò di entrare, ma si sentì rispondere “Qui non c’è posto per te; per rispettare tutte le religioni, abbiamo deciso di non farne entrare nessuna”. Alla portineria di un ospedale fu allontanato: “Per sicurezza dovremmo verificare che tu non sia portatore di malattie pericolose; non c’è posto per te”. Si avvicinò per visitare una chiesa, ma si sentì dire: “Ora è riservato a chi si confessa, alle prove del coro, ai preparativi del presepio; spiacenti, ma non c’è posto”. In un supermercato fu avvicinato dagli addetti alla vigilanza: “In questi giorni non ci si può limitare a dare un’occhiata; bisogna acquistare, altrimenti non c’è posto”. Anche sotto i portici del centro fu allontanato: “Non c’è posto; qui è vietato bivaccare, i turisti non vanno disturbati”. A un citofono una voce dall’interno rispose: “Ah! Qui non c’è nessuno” (…nessuno?!). Chiese a un poeta, a un cantante e a un pittore di ascoltare la sua storia: “Non c’è posto per queste cose nella cultura moderna, dobbiamo essere all’altezza dei tempi”.

    Scrive il vangelo di Luca: Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro “non c’era posto”. Ma aggiunge il libro dell’Apocalisse: Sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Oggi sta bussando… Buon Natale!

    don Gianni

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  • Comunità in cammino 17 dicembre 2017

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE

    SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

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    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 16 domenica 17 dicembre 2017

    CHIESA “DALLE” GENTI

    Ho appena avviato un Sinodo minore, il cui scopo – come espresso bene dal titolo Chiesa dalle genti – è favorire una Chiesa che nel suo quotidiano sappia essere sempre più accogliente e capace di unità, mostrando come Dio ci rende un popolo solo, guarendo le paure che seminano diffidenza e donandoci la gioia che genera comunione e solidarietà”: così ha dichiarato il nuovo Arcivescovo mons. Delpini nel discorso di S. Ambrogio alla città di Milano.

    Chiesa dalle genti: già a Pentecoste i pellegrini a Gerusalemme assistevano meravigliati al fatto che le opere di Dio fossero proclamate in tutte le lingue. San Paolo ha fatto dell’annuncio alle genti la sua vocazione. In ogni secolo la missione della Chiesa si è caratterizzata nel rendere comprensibile la parola di Dio alle culture più diverse e vivibile nei contesti umani più vari.

    Oggi noi incrociamo le genti non nei libri o sui tavoli degli esperti, ma nelle nostre strade, nelle classi di scuola, nei condomini, nei luoghi di assistenza e di soccorso, e anche di preghiera.

    Come comunità cristiana non ci basta dare lodevolmente gli aiuti necessari (casa, lavoro, diritti, scuole di lingua ecc.), ma ci interroghiamo: quale Vangelo vissuto mostrare alle genti che vengono a noi? E anche: quale Vangelo accogliere dalle genti, specialmente da chi condivide la nostra fede cristiana, ma l’ha sperimentata in realtà diverse dalle nostre? E, se molti battezzati se ne vanno via stanchi e delusi, non saranno questi fratelli e sorelle credenti, provenienti dalle genti, a far rinascere una fede più fresca, più essenziale e più efficace?

    don Gianni

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  • Comunità in cammino 10 dicembre 2017

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    Anno 16 – Numero 15 domenica 10 dicembre 2017

    UNO CHE NON CONOSCETE”

    Troviamo oggi nel testo del vangelo una curiosa espressione di Giovanni il Battista, uno dei protagonisti del tempo di Avvento: «In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete». È chiaro che l’espressione si riferisce a Gesù e intende mettere sull’avviso gli interlocutori, per lo più esponenti della classe dirigente religiosa del tempo, che qualcosa di nuovo sta per accadere e che uno a loro sconosciuto porterà le novità promesse da Dio e annunciate dagli antichi profeti.

    A buon diritto, molti possono dire che oggi, dopo oltre duemila anni di cristianesimo, Gesù non è uno sconosciuto: ne sappiamo bene le tappe fondamentali della nascita, morte, e risurrezione; ne ricordiamo episodi o parabole (qui però la memoria di alcuni comincia a scricchiolare…). Insomma: anni e anni di catechismo, di scuola di religione, addirittura di scuola cattolica, non sono stati vani.

    La vera domanda non è però su quello che si sa o si ricorda di Lui, ma sulla vita con Lui: quale diario potremmo tenere circa questa straordinaria amicizia? quanto a lungo sostiamo con Lui? quanto tempo gli dedichiamo, mentre Lui per noi ha dato tutta la sua vita?

    «In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete»: lo conosciamo poco, ma è in mezzo a noi. Potremmo passargli accanto senza accorgercene; forse ci ha rivolto la parola e non l’abbiamo udita, ci ha fissato e abbiamo guardato altrove. O, forse, stiamo arrivando a capire che non può più rimanere sconosciuto, perché possiede il segreto della nostra vita e della nostra gioia.

    don Gianni

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  • Hanno bussato alla porta

    Stamattina quando è suonata la sveglia proprio non volevo uscire dal letto, la mamma come al solito è entrata con la sua voce delicata a dirmi che era tardi e che la colazione mi aspettava in cucina. Dopo essermi girato alcune volte tra le coperte calde, mi sono alzato e –non so bene come- sono riuscito ad affrontare l’intera mattinata a scuola, dove abbiamo fatto mille cose interessanti assieme alle maestre.

    Non vedevo l’ora di uscire, oggi mi veniva a prendere mia mamma e prima di andare a casa mi doveva acquistare un piccolo regalo, visto che è il mio compleanno; la festa vera la farò sabato con gli amici, il regalo è solo una piacevole anteprima. Alle 17.00 sono finalmente a casa e posso godermi il nuovo videogioco appena acquistato, almeno per oggi la mamma non mi darà fastidio in continuazione con la solita frase “Smettila di giocare che l’hai già fatto abbastanza”, per oggi parte del regalo è zero disturbi da parte sua.

    Sono preso dalle avventure proiettate sullo schermo della TV, quando qualcuno bussa alla porta. Chi sarà mai, non passa mai nessuno e poi, bussare, chi bussa senza prima aver citofonato, deve essere il vicino che ha bisogno di qualcosa. La mamma mi chiede di andare a vedere chi è, mi avvicino alla porta e chiedo “Chi è?”, dall’altra parte una voce sconosciuta risponde “Sono il prete per la benedizione della casa”. Abbastanza confuso dico alla mamma che è il prete e lei portando la mano destra alla fronte esclama ad alta voce “Cavolo la benedizione, me ne ero proprio dimenticata”, si gira verso l’ingresso e dice “Arrivo subito”, poi volta lo sguardo verso di me “Andrea spegni subito quel coso”. No, scusa? Oggi è il mio compleanno, avevamo fatto un accordo e adesso mi chiedi di spegnere, per chi? Per il prete? Ma il prete non lo devo sopportare solo la domenica a messa? Ora viene anche a casa? Servizio a domicilio? Consegna gratuita?

    Il giovane prete entra in casa bardato come se fossimo in Russia: giubbotto, cappellino, sciarpa. Appena scopre il volto mi guarda sorridente e mi chiede come mi chiamo, rispondo solo per educazione mentre vorrei lamentarmi per aver interrotto la mia partita. Rasserena mia mamma riguardo il presunto disordine della casa, dicendo che non è importante se si era dimenticata della visita, per pregare basta poco e l’ordine perfetto non è richiesto. Mi sorprende per la curiosità che ha nei miei confronti, vuole sapere dove vado a scuola, come mi trovo con i compagni, se vado in oratorio…mamma mia quante domande, a sto punto ne approfitto per dirgli che è il mio compleanno e lui mi stordisce gridando “Tanti auguri!”. Ringrazio, sempre solo per educazione.

    Estrae dalla borsa una piccola immaginetta con un disegno raffigurante una Natività e mi spiega che all’interno ci sono scritte alcune parole del Papa, mentre sul retro una tabella riporta gli orari delle messe. Invita me e la mamma a dire una piccola preghiera, prima di fare un segno di croce con uno strano strumento dal quale fuoriescono alcune gocce d’acqua. Ci fa ancora gli auguri di un felice Natale e mi saluta appoggiando la mano sulla mia testa come faceva il nonno quando ero piccolo, la mamma gli consegna una busta contenente un’offerta, poi esce e sento suonare il campanello del vicino.

    Che strana questa cosa della visita natalizia, devo ammettere che è stato piacevole accogliere il prete a casa mia, anche se sono stato costretto ad spegnere la Playstation. Sento sempre dire che la Chiesa siamo noi, che la Chiesa è vicina, beh oggi ho capito che non sono solo parole. Per la prima volta non sono stato io ad aprire il pesante portone della chiesa, ma mi è bastato aprire la porta di casa mia.

    Guardo il cartoncino che mi ha lasciato il don, c’è scritto “Dio non è lontano, non dobbiamo cercarlo nelle orbite celesti o in qualche mistica idea”, mi viene da dire che a volte è talmente vicino che bussa alla porta, ma non so se il don sarebbe d’accordo, forse esagero.

     

    don Pietro

  • Sosteniamo AVSI il 17 dicembre

    Anche quest’anno i volontari AVSI (Associazione Volontari Servizi Internazionali) allestiscono a Desio un banchetto di vendita di oggetti e regali natalizi, il cui ricavato sarà interamente devoluto a sostegno di 4 progetti concreti.

    Campagna natale 2018
    Campagna natale 2018

    La campagna di quest’anno si intitola ‘La casa dov’è?‘ e sostiene progetti che tentano di rispondere a un bisogno che ciascuno può riconoscere in se stesso: vale a dire il desiderio di “casa”, un luogo fisico, ma anche trama di relazioni buone, di cura, di accoglienza e protezione.

    Ecco i progetti ai quali sono destinati i soldi raccolti:

    Iraq : la ricostruzione di un asilo a Qaraqosh, luogo di educazione, protezione dell’infanzia, ma anche motore per la ricostruzione di una comunità ferita.

    Siria : “Ospedali aperti” a Damasco e Aleppo, per garantire le cure anche ai più indigenti.

    Uganda : un sistema integrato di azioni per l’accoglienza dei rifugiati e l’accompagnamento, educazione e formazione al lavoro dei giovani.

    Italia : “Portofranco”, luogo che offre gratuitamente ripetizioni e supporto nello

    studio a giovani in difficoltà, italiani e stranieri, e così favorisce l’accoglienza e l’integrazione.

    L’appuntamenrto è per domenica 17 dicembre, in piazza Conciliazione, dalle ore 8.30 alle 19.30.


  • Comunità in cammino 3 dicembre 2017

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    SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

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    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Negli scorsi fine settimana oltre trecento bambini e bambine del catechismo, accompagnati da genitori e famiglie, per la prima volta hanno celebrato il sacramento della Riconciliazione (o, se si preferisce: si sono accostati alla loro prima Confessione).

    Il sacramento non è stato vissuto nella penombra di vecchi confessionali, ma in forma comunitaria, ed è stato guidato dalla Parola di Dio: due coordinate – comunità e Parola – che faticano a entrare nella visione e nella pratica di questo sacramento.

    Non c’è dubbio che in passato siamo stati educati a una Confessione preoccupata anzitutto di cosa dover dire, al punto che oggi alcuni la disertano dicendo “Non so cosa dire” o “Non conosco i miei peccati”. C’è anche chi, pur parlando a lungo (e talvolta confessando sì i peccati, ma degli altri), non vive pienamente la verità profonda del sacramento.

    Verità che è presto detta, della Confessione come degli altri sacramenti (li ricordiamo tutti?): si tratta di un incontro con Gesù; la sua Parola ci aiuta a comprendere meglio luci e ombre della nostra vita e ci offre misericordia e perdono. L’incontro con Gesù è la parte rilevante, il dono della sua Riconciliazione è l’obiettivo; solo l’amore crocifisso ci renderà consapevoli delle nostre freddezze e omissioni, di ciò che manca alla pienezza della vita cristiana.

    Così vivremo soprattutto una confessione di fede: fiducia e sorpresa per un Dio che non si scandalizza delle nostre debolezze e mediante il perdono gratuito ci incoraggia nel cammino.

    don Gianni

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