Anno: 2018

  • Comunità in cammino 28 gennaio 2018

    basilica

    COMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 22 domenica 28 gennaio 2018

    TRASMETTERE LA FEDE IN FAMIGLIA

    Rileggiamo oggi un testo di Amoris Laetitia, l’esortazione apostolica di papa Francesco del 2016 sul tema dell’amore matrimoniale e familiare: un messaggio mai troppo meditato e approfondito. Il n. 287, qui sotto riportato, si intitola Trasmettere la fede.

    L’educazione dei figli dev’essere caratterizzata da un percorso di trasmissione della fede, che è reso difficile dallo stile di vita attuale, dagli orari di lavoro, dalla complessità del mondo di oggi, in cui molti, per sopravvivere, sostengono ritmi frenetici. Ciò nonostante, la famiglia deve continuare ad essere il luogo dove si insegna a cogliere le ragioni e la bellezza della fede, a pregare e a servire il prossimo. Questo inizia con il Battesimo, nel quale, come diceva sant’Agostino, le madri che portano i propri figli «cooperano al parto santo». Poi inizia il cammino della crescita di quella vita nuova. La fede è dono di Dio, ricevuto nel Battesimo, e non è il risultato di un’azione umana, però i genitori sono strumento di Dio per la sua maturazione e il suo sviluppo. Perciò «è bello quando le mamme insegnano ai figli piccoli a mandare un bacio a Gesù o alla Vergine. Quanta tenerezza c’è in quel gesto! In quel momento il cuore dei bambini si trasforma in spazio di preghiera». La trasmissione della fede presuppone che i genitori vivano l’esperienza reale di avere fiducia in Dio, di cercarlo, di averne bisogno, perché solo in questo modo «una generazione narra all’altra le tue opere, annuncia le tue imprese» (Sal 144,4) e «il padre farà conoscere ai figli la tua fedeltà» (Is 38,19).

    (altro…)

  • Comunità in cammino – 21 gennaio 2018

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 21 domenica 21 gennaio 2018

    DIPENDENZA? RESILIENZA?

     

     

    Dipendenza e resilienza: espressioni che provocano in maniera diversa. La prima perché si dice “Non capiterà mai a me (o ai miei cari)” di essere dipendente da droghe, alcool, sesso, gioco d’azzardo, cibo, internet ecc. La seconda, poco conosciuta, deriva dalla scienza dei materiali dove indica la capacità di un corpo di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi; per analogia in psicologia evoca la capacità di una persona di resistere a difficoltà e a situazioni problematiche e complesse, senza farsi travolgere né sentirsi esauriti, bensì migliorati

     

    Mi pare tuttavia che a entrambi i rischi corrisponda una complicità diffusa e poco responsabile, quando si esaltano personalità o comportamenti trasgressivi, che traggono valore dal non conformarsi a come si ritiene pensi o agisca la maggioranza delle persone, oppure quando atteggiamenti o parole conflittuali vengono non solo approvati, ma anche incoraggiati.

     

    Nei prossimi giorni la Comunità pastorale proporrà a tutti – adulti e giovani, educatori e genitori – alcuni momenti di attenta riflessione su questi temi che in realtà incrociano da vicinissimo il nostro vivere quotidiano, sollecitano a combattere apparenze e ipocrisie, aprono a un approccio educativo che orienti la libertà levando la maschera a comportamenti e scelte che nascono da disagi nelle relazioni, da chiusure sul proprio io, da carenze di valori.

     

    Certo: nell’educare e nell’educarsi occorre non poco “fiuto”, ma un po’ di sapienza nel condividere e valutare le esperienze vissute e nel promuovere approfondimenti e nuove conoscenze non può che fare bene a tutti.

     

    don Gianni

     

    (altro…)

  • La Comunità adulta educante

    In vista della prossima Settimana dell’educazione (21-31 gennaio), è utile recuperare il significato di alcune parole particolarmente importanti.

    Quando parliamo di Comunità educante a chi ci stiamo riferendo?  Nel vissuto quotidiano è immediato pensare all’insieme degli operatori pastorali dell’oratorio. Non è sbagliato, purché non si perda la consapevolezza che chi si dedica all’azione educativa può farlo solo se inserito in un vissuto ecclesiale vivo.

    Occorre andare oltre un’idea unicamente organizzativa della Chiesa e sentirsi inseriti nella richiesta del nostro Arcivescovo Mario: recuperare il desiderio di iniziare subito il Regno di Dio. Quando parliamo di Comunità educante vogliamo quindi riferirci alla Chiesa nel suo mistero e nella sua missione, visibili oggi in una Comunità concreta, fatta di uomini e di donne, bambini, giovani, anziani che amano, sperano, soffrono, in un particolare territorio. È una Comunità viva e cosciente di sé, che cammina con la cintura ai fianchi e il bastone in mano, pronta ad uscire per annunciare e vivere il Vangelo della gioia. Soltanto una Comunità che alimenta il desiderio missionario, può generare un’azione educativa vera e seria.

    Come ci ha insegnato il card. Martini, il vero credente non si esonera mai dalla responsabilità educativa. È un’affermazione forte che ci ricorda che, in quanto adulti, siamo sempre chiamati alla responsabilità e alla relazione educativa con i ragazzi in crescita. L’incontro con i ragazzi e i giovani ci provoca ad assumere peculiari responsabilità umane e sociali, soprattutto oggi che viviamo un contesto culturale in cui spesso sono proprio gli adulti a voler fuggire dalla loro condizione di maturità. In questo senso, la prima preoccupazione di una Comunità educante non è di formare, ma di formarsi!

    È inoltre bene ricordare che una Comunità può dirsi educante se sa riconoscere l’azione educativa del Padre verso di essa. Una Comunità deve quindi mantenere vivo il desiderio di incontrare la Parola del Vangelo, per rintracciare e assimilare lo stile educativo di Gesù, senza dimenticare la centralità di un vissuto fraterno intenso e l’acquisizione di nuove competenze pedagogiche specifiche necessarie per affrontare la complessità dei bisogni educativi di oggi.

    La settimana dell’educazione va colta quindi come l’occasione per rinnovare insieme la coscienza di essere educatori in quanto adulti credenti.

     

    don Stefano Guidi

    Direttore Fom
    Responsabile del Servizio per l’Oratorio e lo Sport
    Arcidiocesi di Milano

  • Comunità in cammino 14 gennaio 2018

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 20 domenica 14 gennaio 2018

    NEL 2018 I SINODO PER I GIOVANI

    Il lavoro per i giovani: chi non ha espresso questa preoccupazione all’inizio del nuovo anno? Dove vanno i giovani? Pare che solo il 7% sia interessato alla religione e il 4% alla politica. A Capodanno una ventina di giovanissimi si sono presentati in ospedale a Napoli colpiti da coma etilico. Mi piace il sorriso contagioso di Bebe Vio (chi non la conosce si informi) che pur con una grave disabilità è a vent’anni di età un emblema di gioia e fiducia. Non sono pochi i giovani italiani che, anche all’estero, inventano nuove forme di lavoro con una fantasia degna dei grandi del passato. Però si calcola che in Italia un paio di milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni siano NEET: Not engaged in Education, Employment or Training, cioè gente che non partecipa a percorsi di istruzione o formazione e non svolge un’attività lavorativa.

    Nelle nostre comunità quando un gruppo zoppica si cercano i giovani, ma poi pare arduo impegnarli. Va verificato anche quanto il linguaggio degli adulti – incluso il mio – incroci i loro interessi e sappia aiutare le loro scelte. Molti proiettano su di loro le esperienze della propria giovinezza, senza un paziente ascolto di una situazione che è totalmente inedita.

    Per l’autunno del 2018 il Papa ha indetto un sinodo su I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Ci aspettiamo molto da questo appuntamento mondiale. Tuttavia osservando una volta il volto poco entusiasta di alcuni adulti presenti a una Messa domenicale, mi chiedevo: come testimoniare a questi giovani, ipertecnologici e così incerti sul loro futuro, la gioia del Vangelo? Come non ostacolare la parola di Gesù che ancora dice loro: “Venite e vedrete”?

    don Gianni

     

    (altro…)

  • Cos’è ACmove?

    ACmove è un percorso di Azione Cattolica che nasce dal desiderio di custodire con i giovanissimi il loro territorio e la loro quotidianità imparando a leggere l’attualità alla luce del Vangelo per diventare davvero una Chiesa in uscita.
    Il primo incontro sarà giovedì 18 gennaio alle 19.30 presso i Saveriani di Desio (via Don Milani,2) e sarà tenuto da don Luca Ciotti – assistente diocesano dei giovani di AC – con l’aiuto di Davide e Simone, responsabili di zona.
    Durante l’incontro ci lasceremo provocare dalla vita per arrivare a domandarci come questa ci parli del Vangelo: i ragazzi saranno i veri protagonisti che dovranno mettersi in gioco e confrontarsi tra loro con i propri talenti!
    Per vivere al meglio una tale esperienza e calarla davvero nella quotidianità delle nostre vite ci prenderemo un tempio ampio per dare il via a relazioni significative: non è un incontro che si esaurirà in una sera, ma ci si fermerà a pernottare tutti insieme fino a condividere l’avvio del nuovo giorno, ognuno indirizzato verso i propri impegni e doveri (PORTATE MATERASSINO E SACCO A PELO).

    In sostanza ACmove è un di più, è un focus sulla vita, è una boccata di aria fresca che ti dà la carica per buttarti nella profondità della vita, è il la per iniziare un cammino di fede…

    Simone Mazzola

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora