Anno: 2018

  • Comunità in cammino 10 giugno 2018

    basilica

    COMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

     

    COMUNITÀ IN CAMMINO

     

    Anno 16 – Numero 40 domenica 10 giugno 2018

     

    P COME PROGETTO, NON PARKING

    Mentre il vento fa sventolare le bandiere delle contrade, in attesa che il Palio cittadino viva il suo momento centrale con la corsa degli zoccoli, altri colori si preparano a rallegrare la città.

    Sono quelli dei cappellini, delle magliette, degli zainetti di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, animatori e animatrici, che affolleranno i cinque oratori desiani per il GREST 2018.

    Si tratta di un evento che ha anzitutto una rilevanza sociale: terminate le scuole e gran parte delle attività che talvolta saturano le giornate dei nostri minori, un programma di animazioni, giochi, gite, piscina e preghiera potrà tenerli occupati. Non ci si deve nascondere che così si viene incontro anche alle necessità di molte famiglie che a causa degli orari lavorativi non possono accudire liberamente i propri figli.

    Il progetto del GREST però non intende semplicemente riempire il tempo, ma ha una sua, per quanto fragile, qualità educativa. Non che altrove si insegnino cose sbagliate come mancanza di rispetto, disordine, indifferenza alle regole, ecc., ma in oratorio c’è ragione di aspettarsi che il fine educativo di ogni attività sia prevalente, programmatico.

    Un progetto educativo, inoltre, che si dichiara esplicitamente “cristiano”: l’invito alla preghiera, ad atteggiamenti fraterni, a evitare individualismi e menefreghismi non rappresentano la tassa da pagare a un recinto parrocchiale, ma sono il fondamento stesso della vita dell’oratorio, che non può limitarsi a essere un parcheggio, neppure per i bulli che talvolta vi mettono piede.

    don Gianni

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  • Comunità in cammino 3 giugno 2018

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 39 logo basilicadomenica 3 giugno 2018

    SE FOSSE CULTURA E NON FOLLIA?

    Studi ed esperienza mi portano a dire che alla base di sconvolgenti drammi familiari [come quello di Francavilla] raramente c’è un problema di “hardware” (qualcosa di fallato nel fisico della persona), solitamente c’è un problema di “software”, cioè di cultura e di mappe mentali che la persona utilizza per orientarsi nella vita al fine di decidere come comportarsi e cosa provare di fronte agli eventi. La realtà è che in questo nostro 2018 troppe persone utilizzano ancora mappe mentali fallate, che inducono a scelte controproducenti, impediscono la resilienza e promuovono intolleranza verso il diverso e le avversità della vita. Mappe mentali infettate da virus che impediscono di attuare nella pratica obiettivi come l’amore, il perdono, l’accettazione di limiti, debolezze e fallimenti. Mappe che portano a incastrarsi in relazioni soffocanti dove è impossibile attivare il reciproco rispetto. L’intensità del dolore che si prova davanti alle avversità della vita non è “responsabilità” di quelle stesse avversità (è infatti assolutamente inevitabile che nella vita le cose vadano prevalentemente in modo diverso da come si vorrebbe), ma appunto delle mappe mentali che si utilizzano per interpretarle. Contesti in cui si hanno convinzioni estreme (uno dei peggiori “virus”) sono ambiti di debolezza della persona, perché creano dipendenza e impediscono di piegarsi a un “piano B” (riorganizzare la vita in un modo diverso dal “piano A” quando questo non è perseguibile). I suicidi, gli omicidi e i femminicidi vanno intesi come atti conseguenti all’estremo dolore provato per la disattesa di modelli assoluti.

    Antonella Baiocchi – Psicoterapeuta specialista in criminologia (da Avvenire)

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  • Comunità in cammino 27 maggio 2018

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    COMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    LA RIVOLUZIONE DEL SILENZIO

    Nella settimana entrante la Comunità Pastorale propone in tutte le parrocchie le Giornate Eucaristiche; momenti di adorazione in giorni sia feriali sia festivi, che prolunghino nel profondo del cuore quanto la celebrazione della Messa già ci fa vivere: il contatto con Gesù, l’ascolto della sua Parola, l’adorazione della sua presenza.

    Nella frenesia della vita contemporanea, dove tutti hanno da correre e sono pieni di preoccupazioni, se non di angosce e di rabbie, si vorrebbe avere un po’ di tempo per sé, nella calma e nella solitudine. Ma quando osserviamo qualcuno nel silenzio imbarazzato di una sala d’attesa oppure correre nel parco o seduto in autobus o in metropolitana, spesso lo vediamo attraverso l’auricolare ascoltare musica o attendere qualsiasi chiamata telefonica, oppure compulsare furiosamente il cellulare alla ricerca di notizie, comunicazioni, contatti. Persino in chiesa pare necessario salutare i presenti, scambiare (più di) qualche parola, dimenticandosi del saluto dovuto al “padrone di casa” e del silenzio che favorisce la preghiera (per poi magari cadere nel mutismo quando la proclamazione o il canto diventano comunitari).

    L’adorazione a cui invitano le Giornate Eucaristiche è originariamente l’avvicinamento della bocca a colui che si venera (dal latino ad os: “alla bocca”, come il bacio dei Magi a Gesù Bambino per es.), un gesto interiore di affetto, attenzione e ascolto. E chiede una connessione, un collegamento: l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera con il Vangelo in mano. Ma affinché si realizzi e porti frutto dobbiamo scegliere il coraggio e la rivoluzione del silenzio.

    don Gianni

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  • Il cammino della “Chiesa dalle genti”: una nuova tappa

    Il giorno di Pentecoste, festa diocesana delle genti, la commissione per il coordinamento del Sinodo “Chiesa dalle genti” ha pubblicato lo strumento di lavoro per i Consigli diocesani (Presbiterale e Pastorale). Il Sinodo diocesano entra così nella sua seconda fase: dopo aver raccolto le osservazioni dei fedeli – e proprio a partire da esse – l’assemblea sinodale comincia il suo lavoro di riflessione e discernimento, per giungere a consegnare all’Arcivescovo, nella prossima festa di san Carlo, i frutti di tutto il cammino ovvero le costituzioni sinodali che riscriveranno il capitolo 14 del Sinodo 47°.

    Il mese di giugno sarà determinante per il cammino sinodale: il 4 e il 5 si è dato appuntamento il Consiglio Presbiterale, mentre il 23 e 24 si ritroverà il Consiglio Pastorale diocesano. Entrambi questi organismi non intendono lavorare in modo autonomo e distaccato. Per questo motivo, lo strumento di lavoro predisposto appositamente viene pubblicato sul sito diocesano: perché ogni realtà ecclesiale ne possa fare oggetto di studio e riflessione, e possa poi fare avere il frutto di questo discernimento a qualcuno dei membri dei due consigli (ogni decanato vede la presenza di ameno un membro di questi consigli diocesani). In questo modo il percorso sinodale continuerà ad essere un cammino di tutta la Chiesa Ambrosiana, che sta imparando a riconoscersi “Chiesa dalle genti”.

    Lasciando allo strumento di lavoro l’informazione dettagliata sugli esiti della consultazione diocesana, è utile dare rilievo a queste tre constatazioni che – come pilastri solidi e ben visibili – permettono al cammino sinodale di procedere sicuro dei frutti che stanno maturando. Primo: anche se in modo non uniforme, tutto il tessuto ecclesiale diocesano grazie al cammino sinodale sta scoprendo il volto colorato e pluriforme di una cattolicità vissuta nel quotidiano ma poco osservata e valorizzata. Secondo: occorre imparare a vivere la conversione dal “fare per” al “fare con”, perché la Chiesa dalle genti possa diventare realtà concreta e quotidiana. Terzo: il Sinodo diocesano non è che il punto di avvio di un percorso di maturazione che ci impegnerà in modo serio e denso di frutti nei prossimi anni.

    mons. Luca Bressan
    Presidente della Commissione di coordinamento Sinodo “Chiesa dalle genti”
    Vicario episcopale Arcidiocesi di Milano

  • Comunità in cammino 20 maggio 2018

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

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    Anno 16 – Numero 37 logo basilica domenica 20 maggio 2018

    PENTECOSTE FESTA NASCOSTA

    Per le feste di Natale, Epifania e Pasqua si organizzano uscite, incontri di famiglia, vacanze; partecipa alla Messa anche chi non la frequenta spesso; si fanno spese e regali. La solennità di Pentecoste appare invece una domenica qualsiasi, in qualche caso accompagnata da eventi di Prima Comunione o Cresima, che rendono sì straordinario il giorno, ma spesso in modo del tutto estraneo a ciò che la Pentecoste richiama e rappresenta.

    Se nella classificazione delle feste cristiane essa tiene il primo posto (proprio come il Natale e la Pasqua e a pari merito con loro), nel percorso della fede la Pentecoste definisce la nostra identità di cristiani: battezzati nello Spirito di Gesù, testimoni del Vangelo in parole e opere, ambasciatori di Cristo nel mondo, esperti dell’universale linguaggio dell’amore (“ciascuno li udiva parlare nella propria lingua”, leggiamo negli Atti degli Apostoli: è la lingua dell’amore!).

    Il dono dello Spirito agli Apostoli riuniti con Maria forma anzitutto la comunità dei credenti, che non è un agglomerato casuale di persone che hanno uguali opinioni o passatempi, ma costituisce una famiglia di fratelli, tutti discepoli di Gesù, capaci di riconoscersi come tali, di condividere la medesima fede. In secondo luogo lo Spirito porta “fuori”, a camminare sulle strade, come Gesù, portando fiducia, speranza, segni di amore.

    Forse è meglio che a Pentecoste non ci siano segni di festa troppo visibili, ma che si custodisca nel cuore il dono inestimabile dello Spirito di Dio in noi.

    don Gianni

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  • Comunità in cammino – 13 maggio 2018

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    Anno 16 – Numero 36 logo basilica domenica 13 maggio 2018

    I TEMPI DELL’EUCARISTIA

     

    In queste domeniche tutte le parrocchie della città vivono la festa, anzi la Messa della Prima Comunione, tappa essenziale dell’incontro personale con Gesù per i ragazzi che ricevono il corpo del Signore e compiono le sue parole: “Fate questo in memoria di me”. La circostanza richiama tutti noi al fatto che “l’Eucaristia è al centro della comunità”.

    È questa l’occasione per annunciare che le Giornate Eucaristiche (le Quarantore di un tempo) si svolgeranno nel 2018 non in ottobre come di recente, ma in concordanza con la solennità del Corpus Domini che cade giovedì 31 maggio prossimo. Quel giorno vivremo nelle parrocchie un programma particolare, con celebrazioni penitenziali in sostituzione delle SS. Messe e possibilità di accostarsi alla confessione; alla sera si celebrerà solennemente un’unica Eucaristia invitando tutti a parteciparvi anche se non sussiste il precetto. Tempi di silenzio e di adorazione saranno previsti nei giorni successivi, fino alla processione eucaristica di domenica 3 giugno sera, che muoverà dalla chiesa del Sacro Cuore verso la Basilica.

    Si potrebbe osservare che questa proposta appare superata, poco comprensibile a giovani e meno giovani, difficile da attuare nei tempi frenetici della città moderna. Oppure si potrebbe assumere la carica sempre nuova e rivoluzionaria del cristianesimo, che non si arrende e va controcorrente: vive il coraggio del silenzio e dell’ascolto della Parola e traduce quel “Fate questo in memoria di me” dalla preghiera intensa all’amore vissuto esemplarmente nel quotidiano, come Gesù e con la forza di Lui.

    don Gianni

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