Anno: 2018

  • Comunità in cammino 11 marzo 2018

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 28 domenica 11 marzo 2018

    DOMENICA MISSIONARIA SAVERIANA

    Lo scorso 4 dicembre, alla presenza dell’Arcivescovo Delpini, padre Piero, Superiore della Comunità Saveriana, così tratteggiava i 70 anni di presenza dei Saveriani a Desio.

    70 anni di storia non sono pochi, soprattutto se vissuti in un periodo che ha conosciuto tanti cambiamenti: da una parte l’accelerazione dello sviluppo della scienza e della tecnica, dall’altra enormi mutamenti dal punto di vista sociale, culturale ed ecclesiale. Senza dimenticare, in questi ultimi anni, i grandi spostamenti di persone e la convivenza di popoli diversi.

    Tanti giovani Saveriani hanno vissuto in questa città una tappa significativa della loro formazione e preparazione alla missione; tanti altri hanno svolto qui il loro servizio di animazione missionaria della Chiesa locale.

    Quanti volti, quanti incontri in tutti questi anni. Quanti Saveriani sono entrati nelle parrocchie e nelle case dei desiani, e quanti desiani hanno frequentato questa Comunità, respirando quell’aria di mondialità che una famiglia missionaria porta necessariamente con sé.

    Oggi, certamente con le forze sono un po’ ridotte, ma con lo stesso entusiasmo cerchiamo di portare avanti il nostro impegno missionario, principalmente: collaborando con l’Ufficio Missionario Diocesano, i Decanati e i Gruppi missionari; nell’incontro e nel tentativo di dialogo con le altre culture e religioni presenti sul territorio; con un’attenzione particolare ai giovani e, dove possibile, al mondo della scuola; collaborando con i Parroci della Zona.

    Con voi, vogliamo soprattutto ringraziare il Signore, questa Chiesa Locale e questa Città per la simpatia e il sostegno con cui siamo stati accompagnati in tutti questi anni.

    (altro…)

  • Il Sinodo: evento spirituale, di chiamata e di conversione personale ed ecclesiale

    Siamo nel momento cruciale e più generativo del sinodo diocesano: l’apparente silenzio della macchina sinodale è la cornice che dà spazio al suono prodotto dal fitto lavoro delle tante realtà ecclesiali che in modo capillare stanno trasformando l’annuncio e il discorso (la visione di una “Chiesa dalle genti”) in realtà, in carne ed ossa. Alcuni segnali raccolti muovendomi in Diocesi proprio per osservare tutto questo lavoro – e per imparare da esso – ci rimandano alcune constatazioni che rilancio come risorsa.

    Sono impressionato anzitutto dalle energie e dalla disponibilità che i territori e i diversi soggetti ecclesiali stanno manifestando. Penso sia corretto leggere questo dato come un primo “miracolo”: l’indizione del Sinodo ha consentito al corpo ecclesiale di scoprire delle energie e delle risorse che nessuno di noi pensava avessimo. Se il frutto fosse già soltanto la capacità di attivare in ogni decanato un luogo in cui leggere e interpretare i segni delle trasformazioni che stiamo vivendo come Chiesa diocesana, sarebbe sicuramente un grande risultato! Ci troviamo dentro un corpo ecclesiale che sta reagendo in modo positivo, che sta entrando nel processo sinodale vivendo come un evento spirituale, di chiamata e di conversione personale ed ecclesiale.

    Ulteriore osservazione: le energie e le azioni messe in campo possono essere rilette, alla luce dell’esercizio contemplativo richiesto dal testo guida, come segni di quella dinamica di attrazione esercitata dalla croce di Cristo che tutti siamo invitati a riscoprire dentro il cambiamento culturale e sociale delle nostre terre ambrosiane. Il Sinodo si rivela veramente come l’occasione per vedere la Chiesa mentre viene generata continuamente, in ogni epoca, dallo Spirito di Dio come corpo di Cristo. La radice teologica e spirituale del nostro lavoro pastorale davvero sta emergendo con chiarezza.

    Da qui un compito irrinunciabile: occorre che i decanati diventino sempre più il cuore pulsante del Sinodo. Diventando cioè un laboratorio, un luogo in cui non soltanto si raccolgono ma si interpretano i dati raccolti dalle varie parrocchie e dalle altre realtà ecclesiali e civili, favorendo così lo sviluppo di una lettura nuova, capace di riconoscere i segni dello Spirito che genera la Chiesa. Se il Sinodo minore fosse l’occasione per la nascita di simili luoghi, ci troveremmo di fronte ad un’operazione rivoluzionaria: stiamo per attivare una nuova epoca di implantatio ecclesiae, di radicamento della fede cristiana dentro la cultura e la società così profondamente in cambiamento. Stiamo cioè operando per dare corpo, realtà e carne, alla visione della Chiesa dalle genti che ci guida.

    Mons. Luca Bressan
    Presidente della Commissione di coordinamento Sinodo “Chiesa dalle genti”
    Vicario episcopale Arcidiocesi di Milano

  • Parrocchie a scuola di reti sociali

    Social media, istruzioni per l`uso. In  collaborazione con l`Università Cattolica,  l`Ufficio   comunicazioni sociali dell`Arcidiocesi di Milano organizza anche quest`anno un corso di formazione per aiutare le parrocchie a maneggiare con  cura Facebook, Instagram, Twitter e simili.
    Il nuovo ciclo di incontri rientra nel percorso avviato tre anni fa con l`obiettivo di preparare i responsabili della comunicazione parrocchiale, cioè figure incaricate di pensare e coordinare i vari aspetti del flusso informativo della comunità e la sua stessa immagine pubblica.
    Nel 2015 si è partiti dalla messa a punto di un piano di comunicazione parrocchiale insieme alla cura dei rapporti con le componenti diocesane e con i media del territorio, senza trascurare le modalità di gestione delle crisi. L`anno successivo il percorso formativo è proseguito con un approfondimento sulla natura dei vari media, da Internet ai video, dal notiziario ai giornali, alla radio. Nel 2017 ci si è invece soffermati su cinque “case study”: un approccio esperienziale per capire quali possono essere le migliori strategie comunicative nelle più diverse situazioni. Le tre edizioni del corso di formazione hanno registrato 160 adesioni, coinvolgendo in tutto circa 500 parrocchie.
    Quest`anno, inevitabilmente, l`attenzione si concentrerà sui social network, ormai divenuti canali di comunicazione privilegiati non solo per i giovani ma anche per gli adulti.
    Il corso, intitolato «La parrocchia comunica con i social media», si rivolge a tutti gli operatori parrocchiali della comunicazione – o aspiranti tali- ma è aperto anche ai giornalisti: il primo
    incontro vale infatti per accumulare crediti formativi.
    Il corso del 2018 mira a esplorare in profondità le novità introdotte da Facebook e dintorni sotto più punti di vista: mediale, etico, linguistico, psicologico e relazionale. Professionisti del settore si alterneranno in cattedra per offrire una panoramica concreta sull`universo social e per proporre l`uso di buone pratiche.
    Si comincia il 17 marzo: in collaborazione con l`Ucsi si discuterà sul tema «Ascoltare i media: testa, cuore o pancia?», con gli interventi di monsignor Paolo Martinelli, ausiliare di Milano, del direttore di Tg La7 Enrico Mentana e di Alessandro Chessa, esperto di Big data.
    Il 24 marzo ci si chiederà come le reti sociali stanno cambiando il nostro modo di comunicare (interventi di Pier Cesare Rivoltella, fondatore e direttore del Cremit in Università Cattolica, e di Giovanni Gobber, docente di linguistica nello stesso ateneo), mentre ll 7 aprile il giornalista Bruno Mastroianni illustrerà le nuove sfide della comunicazione digitale.  Il 14 aprile si passerà dalla teoria alla pratica: i giornalisti Marco Alfieri (caporedattore de IlSole24ore.com) e Alessandro Zaccuri (Avvenire) spiegheranno come scrivere per i social. Il 5 maggio ci saranno gli interventi dell`arcivescovo di Milano Mario Delpini e della presidente Aiart (Associazione italiana ascoltatori radio e televisione) di Milano Stefania Garassini. Entrambi si soffermeranno sull`impatto
    dei social network sui giovani e sull`educazione a una corretta fruizione delle reti digitali. Conclusione il 12 maggio con le esercitazioni.

    Iscrizioni aperte online
    Lezioni dal 17 marzo
    Per iscriversi al corso «La parrocchia comunica con i social media» chi è interessato in diocesi di Milano deve solo compilare la scheda pubblicata suwww.centropastoraleambrosiano.it (costo del corso 40 euro) entro il 14 marzo (il primo incontro sarà il 17). Per informazioni su iscrizioni e modalità di pagamento si può chiamare lo 028556240 o scrivere a comunicazione@diocesi.milano.it. La lezione inaugurale del corso è aperta anche ai giornalisti ed è valida per ottenere crediti formativi professionali.

    I contenuti.
    Ascoltiamo, non serve parlare sempre
    Tutti gli ambiti parrocchiali hanno una figura di riferimento. Per la comunicazione, però, capita di agire in modo frastagliato. Invece è fondamentale poter contare su una persona che metta a disposizione un bagaglio professionale adeguato».
    Monsignor Davide Milani, responsabile della comunicazione dell`Arcidiocesi di Milano, spiega così l`importanza del corso di formazione rivolto agli operatori delle comunità ambrosiane.
    «Si tratta di creare e far crescere figure che, tra vocazione e missione, mettano al servizio della loro parrocchia il carisma della comunicazione su mandato preciso del parroco». Milani anticipa che il corso 2018 aiuterà i partecipanti a chiedersi se e in che modo i social media possono rivelarsi utili per gli scopi della comunità. Partendo però non dall`ansia del dover dire qualcosa sempre e comunque, che spesso sconfina nell`autoreferenzialità, bensì dalla capacità di mettersi in paziente ascolto. «I social spesso per essere raccontano in modo distorto la realtà- continua don Milani -: gli ” esperti ci aiuteranno a capire come leggere e decifrare questa narrazione, lavorando in primo luogo sul linguaggio, che non è mai
    neutrale. Cercheremo di comprendere quali modifiche i social network hanno portato nel nostro modo di relazionarci, partendo da un presupposto: prima della tecnica c`è sempre l`uomo e il suo eterno desiderio di comunicare. Siamo di fronte a un vero e proprio alfabeto: bisogna impararlo bene prima di poter parlare in modo corretto».
    Il corso, iniziato nel 2015, non vuole però limitarsi a fornire gli “attrezzi del mestiere”: «Lavoriamo costantemente sulla spiritualità del responsabile della comunicazione. Di anno in anno, poi, aggiungiamo un pezzetto professionale. In questo modo il suo bagaglio si arricchisce, rendendolo capace di dialogare non solo con i fedeli e la diocesi ma anche con le altre realtà presenti sul territorio, per raccontare al meglio le attività parrocchiali, nella prospettiva di una Chiesa in uscita». (M.Bir.) 

  • Comunità in cammino – 4 marzo 2018

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 27 domenica 4 marzo 2018

    RITORNO ALL’ESSENZIALE

    Il pellegrinaggio in Terra Santa, svoltosi dal 21 al 28 febbraio, ha raccolto un’ottantina di persone appartenenti alla nostra comunità pastorale e ad altre comunità. Come sempre è stato grande lo stupore per i luoghi visti e gli incontri vissuti, anche per chi già aveva avuto l’opportunità di visitare quella terra che custodisce le nostre radici più profonde.

    Nello scorrere dei giorni, l’accumulo di nomi e riferimenti biblici, la percezione di un mondo come quello mediorientale, caratteristico per i suoi elementi politici, sociali e culturali e per l’incrocio di ebraismo, cristianesimo e islamismo, e il desiderio di vedere il più possibile in poco tempo, possono avere frastornato anche i pellegrini più esperti.

    Di fronte a tale abbondanza, peraltro utilissima e anzi necessaria, ho sentito l’esigenza di discernere l’essenziale, cercando una illuminazione, una sintesi capace di portare a un centro, all’incontro rinnovato con Gesù, manifestazione dell’amore e della misericordia del Padre.

    Il ritorno all’essenziale dovrebbe diventare esperienza di ogni discepolo, preoccupato non dell’ansia della perfezione o del soddisfacimento di pochi o molti doveri, ma di accogliere la tenerezza di Dio, vivendo la sequela umile della parola di Gesù, la pratica di una vita sobria, la confessione disarmata della propria insufficienza, con il sostegno certo di ciò che chiamiamo “grazia”: il suo Spirito, la sua Provvidenza, il suo perdono, il suo amore. Il resto non è per forza inutile o dannoso, ma conta di meno, rallenta il cammino e spesso fa perdere tempo ed energie.

    don Gianni

    (altro…)

  • Presbiteri e cammino sinodale

    Il cammino sinodale sulla “Chiesa dalle genti” si intensifica ogni giorno di più. Anche l’ultima sessione del consiglio presbiterale, tenutasi martedì 13 febbraio a Seveso, ha dedicato uno spazio formativo rilevante al tema del sinodo minore. Alcune testimonianze hanno aiutato a comprendere meglio la responsabilità dei presbiteri. Si tratta di maturare scelte molto concrete e coraggiose: come includere nei percorsi di iniziazione cristiana, nella pastorale famigliare, giovanile e vocazionale, nell’animazione liturgica i numerosi fedeli, presenti ormai sui nostri territori da più generazioni e portatori di tradizioni spirituali diverse? Il processo del meticciato di culture, in atto nella società, riguarda con tutta evidenza anche la Chiesa ambrosiana. Padre Dionysios, ieromonaco dell’arcidiocesi ortodossa di Italia ha ricordato ai consiglieri il senso del suo impegno di presbitero, alimentato da una profonda spiritualità monastica, nella cura degli immigrati ortodossi: sa che i loro fedeli per vivere in serenità il loro lavoro da noi hanno bisogno di trovare nel sacerdote e nel culto un punto di riferimento sicuro per la propria “identità in relazione”. Anche la testimonianza di suor Elsy, appartenente ad una congregazione messicana, presente nella nostra diocesi ormai da 20 anni ha colpito molto. Ha raccontato le fatiche di inserirsi in una cultura tanto diversa dalla sua, ma ha anche testimoniato l’accoglienza sincera del clero milanese che l’ha aiutata con generosità nel suo lavoro. Infine, padre René Manenti, scalabriniano, parroco a santa Maria del Carmine e della parrocchia di san Carlo per i fedeli di lingua inglese ha indicato il percorso di un “noi” ecclesiale che includa le differenze senza dissolverle, come occasione per tutti di conversione all’amore inclusivo di Dio Trinità. Ecco ciò che sta diventando più evidente per tutti in questo cammino sinodale: lavorare per una Chiesa dalle Genti vuol dire avere il coraggio di un percorso più profondo di conversione a Colui che, “innalzato da terra”, attira tutti a sé.

    + Paolo Martinelli
    Vescovo e Vicario episcopale

  • Comunità in cammino 25 febbraio 2018

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 26 domenica 25 febbraio 2018

    PROPOSTA PER UN VERO DIGIUNO

    Digiuno e penitenza, insieme con preghiera ed elemosina, sono le azioni caratteristiche del tempo quaresimale. Anche il Papa ne parla nel suo Messaggio per la Quaresima di quest’anno: “Dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi, per cercare finalmente la consolazione in Dio. Egli è nostro Padre e vuole per noi la vita. L’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mio. Il digiuno, infine, toglie forza alla nostra violenza, ci disarma, e costituisce un’importante occasione di crescita. Da una parte, ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario e conoscono i morsi quotidiani dalla fame; dall’altra, esprime la condizione del nostro spirito, affamato di bontà e assetato della vita di Dio. Il digiuno ci sveglia, ci fa più attenti a Dio e al prossimo, ridesta la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame”.

    Il digiuno ci sveglia… ci avevamo mai pensato? Non si tratta di togliere cose alla nostra vita (cibo, fumo, gioco, sesso, tv, musica, cellulare ecc.), ma di aggiungere. Mi piacerebbe proporre per questa Quaresima un digiuno (molto faticoso?) per coloro che in chiesa faticano a unirsi al coro della preghiera e del canto: il digiuno dal mutismo che li fa solo spettatori di una liturgia, per diventare attori di una partecipazione visibile e sensibile alla preghiera comune. Così alla domanda “Cosa fai tu per la tua comunità?” potranno serenamente rispondere: “Moltissimo! Prego e canto con tutti”.

    don Gianni

    (altro…)

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora