Anno: 2024

  • Il cuore e le mani

    Il cuore e le mani

    Nell’articolo di domenica scorsa, rileggendo l’omelia dell’Arcivescovo proposta nelle nostre Parrocchie, ho fatto emergere le prime due priorità di quelle indicate alla Comunità Pastorale.

    Oggi, proseguendo la lettura, ne faccio emergere altre.

    Ricollegandosi alla centralità della Risurrezione di Gesù, il Vescovo afferma:

    “La cultura contemporanea non vuole ascoltare, a proposito di Gesù, che sia risorto: è considerato incredibile che Dio risusciti dai morti. 
Ma il Cristiano, senza Cristo, non ha senso.”

    E, nell’annunciare questo fatto, continua Monsignor Delpini:

    
“Noi abbiamo da dire di Gesù che lo incontriamo e lo riconosciamo presente nello spezzare del pane: la liturgia, in particolare la Messa domenicale, possa essere il cuore della fede dei Cristiani nella città, adulti, giovani e bambini”.


    Prendere con seria attenzione questa priorità, è cercare di far sì che la Messa non solo sia frequentata, ma partecipata e ogni nostra Chiesa non sia “monumento”, anche se storicamente significativo, ma casa di preghiera, di silenzio, di adorazione, ascolto, lode, intercessione.
É necessario rilanciare un gruppo liturgico della città che abbia a cuore una preghiera capace di favorire l’incontro con Dio e tra di noi.

    Riconoscendo il contesto in cui, come cristiani, viviamo oggi, caratterizzato da indifferenze e ostilità, l’Arcivescovo ci offre una ulteriore consegna quando dice:
“Lo Spirito di verità ci viene donato perché la missione continui nella nostra testimonianza di oggi. Il mondo, del resto, ne ha bisogno”.
Siamo presenza nella città con una originalità, che è quella di rendere concreto il Vangelo, la buona notizia, in azioni di annuncio, catechesi, in gesti di carità e di promozione culturale, oltre che di cittadinanza virtuosa, alla ricerca del bene di tutti e non di una parte.  

  • Il pensiero della settimana – Santissima Trinità

    Il pensiero della settimana – Santissima Trinità

    Celebriamo oggi il mistero della SS. Trinità, mistero centrale della nostra fede che ci contraddistingue dalle altre grandi religioni monoteiste.

    È il mistero che richiamiamo tutte le volte che facciamo il segno della Croce: nel nome singolare della Trinità. La S. Messa è tutta una preghiera al Padre, per Cristo, animati e sostenuti dallo Spirito. Tutti i sacramenti sono incontri con Gesù risorto, reso presente dallo Spirito santo, che ci fanno riscoprire in Dio un Padre.

    Ma all’importanza di questo mistero corrisponde l’indifferenza o l’ignoranza di tanti cristiani: la Ss. Trinità sembra quasi un teorema irrisolvibile, più che una “ bella notizia”.

    Forse perché definire la Trinità un mistero toglie la volontà di approfondimento.
    Eppure l’unicità traspare nel disegno di salvezza di Dio che rimane fedele al suo piano lungo tutta la storia umana: la Trinità si manifesta nei tempi e nelle operazioni diverse in questa storia.

    Pensiamo al primo capitolo della  Genesi, dove viene detto che siamo stati creati “ a immagine e somiglianza di Dio”: se Dio è comunità di amore, se è “ tre Persone” che si conoscono, si parlano, si donano totalmente l’una all’altra, l’uomo sarà riflesso di Dio quando conosce, parla, si dona, in una parola quando ama e fa comunità con gli altri: la Comunità per il cristiano, è un’esigenza stessa dell’uomo, è il rivelare la sua natura.

    Lo Spirito Santo che è l’amore, che ci fa riscoprire in Dio il Padre e negli altri, in Gesù, dei fratelli e ci permette di costruire una comunità.

    don Alberto

    don Alberto

  • Salutiamo Padre Emmanuel

    Salutiamo Padre Emmanuel

    Padre Adili Emmanuel é destinato ad essere missionario nel suo paese: la R.D. del Congo. Parte il prossimo luglio 2024

    Cari amici e amiche: GRAZIE E A RIVEDERCI
    Un confratello, poco fa, mi ha augurato buona missione con queste parole: «c’è una missione di andata e una di ritorno, che è una nuova ripartenza”.
    Il Signore mi ha concesso il dono di trascorrere quattordici anni in Italia al servizio del Vangelo: sei anni a Desio e otto a Parma. Sono grato a Dio, ai confratelli saveriani e a tutte le persone che il Signore mi ha fatto incontrare. Ora mi è stato chiesto – e sono grato e contento – di andare ad annunciare il Vangelo d’amore, di pace, di tenerezza, di misericordia, di liberazione ai miei fratelli congolesi che mi aspettano già.
    Sento forte queste parole di Paolo VI: “Voi africani siete oramai i missionari di voi stessi. La Chiesa di Cristo è davvero piantata in questa terra benedetta”».
    Ci lega la fede in Gesù Cristo, ci lega la preghiera quotidiana, ci lega l’affetto. Ci lega l’Amore di Cristo che ci spinge a raccontare ad altri come Lui ci ama.
    Ci lega la nostra umanità bella e ricca, benedetta e degna.
    A rivederci
    Non dimenticatevi di pregare per me
    Emmanuel Adili Mwassa

    Saluteremo Padre Emmuel nella Santa Messa sabato 1 giugno ore 20 nella casa dei Missionari Saveriani

  • Casa tua… Casa mia

    Casa tua… Casa mia

    Un progetto di Caritas Ambrosiana dedicato ai minori non accompagnati, a Milano ce ne sono oltre 1300 di cui circa 120 in carico alle cooperative consorziate con Caritas. La storia di Said.

    Said è un ragazzo egiziano, uno dei tanti arrivati con il barcone dopo un periodo in Libia e la traversata del mare che purtroppo non potrà mai dimenticare. Arriva a Milano che non ha ancora compiuto i sedici anni e viene portato in comunità. È un ragazzo educato e un po’ timido; è quasi analfabeta, è andato a scuola pochi anni e scrive e legge l’arabo con molta difficoltà. Sin da ragazzo si trasferiva in un’altra città per lavorare nei campi e portare qualche soldo a casa. Said ha altri sei fratelli e sorelle a cui vuole molto bene, la sua mamma gli manca tantissimo.

    Parte per l’Italia per cercare un futuro migliore e si impegna molto per costruirselo. Frequenta la scuola e in qualche anno riesce a superare l’esame di terza media. La comunità lo candida per una borsa -lavoro: Said inizia a lavorare in una pasticceria e a preparare le torte per tutti i compagni!

    Quando compie 18 anni Said deve lasciare la comunità, purtroppo però non ha trovato una casa. Ha risposto a mille annunci, ma è giovanissimo, è straniero e lavora con una borsa lavoro. Ha cercato anche insieme a degli amici, per condividere le spese, ma nessuno affitta a ragazzi cosi giovani, ancor meno se egiziani.

    Non ci sono alternative: Said contatta un connazionale e trova un posto letto: 120€ per un posto in un letto a castello, in un appartamento con altri 7 connazionali, turni per la cena e per il bagno, stili di vita molto diversi e idee diverse rispetto all’igiene. Dopo tre anni Said ha cambiato quattro volte posto letto, perché nonostante abbia un lavoro a tempo indeterminato con un buon stipendio, nessuno gli affitta una casa. In una città come Milano trovare un appartamento in affitto è sempre più difficile e lo è ancora di più quando si è giovani e stranieri.

    Per questo Caritas Ambrosiana vuole lanciare il progetto “Casa tua… casa mia” per dare una speranza di futuro ai giovani che sono stati nelle comunità delle sue cooperative, sono affidabili, hanno un lavoro, ma non trovano chi voglia affittare loro casa.

    Il progetto chiede a proprietari di appartamenti a Milano e hinterland la disponibilità a dare in affitto a prezzi equi i propri alloggi.

    Caritas Ambrosiana effettuerà la selezione dei ragazzi meritevoli, l’accompagnamento e la supervisione attraverso l’impiego di educatori che siano un riferimento per i proprietari per tutte le questioni legate all’abitazione, sgravandoli dalla gestione diretta. I ragazzi saranno sempre seguiti da Caritas in modo da evitare ogni possibile criticità. Infine sarà creato, tramite la raccolta fondi, un fondo per far fronte alla caparra e all’acquisto di eventuali mobili.

    Vito Bellofatto

  • La cura e la centralità

    La cura e la centralità

    La visita pastorale compiuta dall’Arcivescovo Mario ci offre delle consegne, delle attenzioni da vivere nell’agire quotidiano come Chiesa che vive nella città.

    In modo particolare, rileggendo insieme l’omelia proposta dal Vescovo, emergono alcune priorità:

    1. La cura e la presenza dimostrate dall’Arcivescovo nei giorni della visita, ci hanno fatto toccare con mano che c’è un’attenzione da parte di tutta la Chiesa diocesana alla nostra realtà desiana. Afferma il Vescovo:
      La visita pastorale è occasione per dirvi che voi mi siete cari, mi state a cuore, sento responsabilità per il cammino di fede e la vita di Comunità di questa città e di ogni persona”.
      Anche noi siamo parte di un insieme, di una Comunità che vive il Vangelo nel territorio della Diocesi. Ed è per questo che non possiamo non guardare insieme le sfide e le modalità con cui affrontarle. Insieme con il Vescovo, insieme tra noi preti e le consacrate, insieme come Cristiani di ogni Parrocchia.
    2. La centralità di Gesù Risorto per la vita della Chiesa nella città.
      Annunciare insieme il Vangelo è, prima di tutto, viverlo nella concretezza di ogni giorno e nella singole situazioni di vita. Il Vescovo ha posto al Signore Gesù una domanda ben precisa:
      Signore, che cosa vuoi dire per orientare il cammino di questa Comunità”?
      E indica la risposta così:
      Una cosa dobbiamo dire: Gesù è vivo, Gesù è risorto da morte. Gesù ci rende partecipi della sua vita….
      Ci dona lo Spirito di verità perchè possiamo interpretare questo tempo e la nostra vocazione”.

    Sono le prime due priorità che raccolgo e offro a tutti, per tornare domenica prossima su altri aspetti indicati dal Vescovo.  

  • Il pensiero della settimana – Pentecoste

    Il pensiero della settimana – Pentecoste

    L’Anno liturgico è un lungo cammino in cui  riviviamo il mistero della salvezza, quanto Dio ha fatto a continua a fare per noi, in Gesù Cristo, mediante la sua Chiesa.

    In questo cammino la Pentecoste è certamente una tappa fondamentale. Se non ci fosse lo Spirito Santo, la Chiesa sarebbe un organismo destinato a perire per il peccato delle sue membra: se dopo 2000 anni la Chiesa è viva, è perché lo Spirito Santo è in essa.

    Le fiammelle richiamano la luce e noi abbiamo bisogno tutti a sempre di questa luce. Un dono da chiedere continuamente è quello del discernimento, della luce dello Spirito per la nostra vita personale e per le grandi scelte che la nostra società è chiamata a compiere.

    Un secondo dono da chiedere è la forza, rappresentata dal “vento gagliardo”: non basta sapere, capire, ma bisogna attuare il disegno di Dio.

    Gli apostoli hanno dovuto affrontare un mondo a loro ostile o indifferente. Anche oggi i cristiani vivono un momento storico delicato sia perché si avvicinano ad essere minoranza sia per la presenza sempre più massiccia di altre religioni o forme di pensiero che tendono ad annullare la vera fede.

    La Pentecoste ci ricorda che la forza del Cristianesimo non sta nel numero ma nella presenza dello Spirito Santo. Il terzo dono da chiedere è sicuramente quello dell’unità. Nel brano degli Atti vengono ricordati ben 16 paesi diversi per razza e cultura che capiscono l’annuncio degli Apostoli.

    Gesù ha voluto l’unità come segno distintivo della sua Chiesa. È un dono da chiedere ed accogliere continuamente.

    don Alberto

  • Elezioni del Consiglio Pastorale cittadino

    Elezioni del Consiglio Pastorale cittadino

    Rinnovo dei Consigli Pastorali

    Sabato 25 e domenica 26 maggio durante le SS. Messe nella nostra città ci saranno le elezioni per il nuovo Consiglio Pastorale cittadino.

    Come esprimere la propria preferenza?

    • Un elettore può esprimere la propria preferenza partecipando alla celebrazione Eucaristica. Un elettore può esprime una sola volta la sua preferenza, anche partecipando a più celebrazioni.
    • È possibile esprimere fino a 2 preferenze per ogni lista, tracciando una X sulla casella corrispondente al nome dei candidati.
    • Si possono scegliere candidati appartenenti a parrocchie diverse dalla propria.
    • Prima di riconsegnare la scheda, ripiegarla con la parte votata rivolta all’interno.

    Lista candidati giovani 18-35 anni

    • Barbieri Martina S. Giovanni B.
    • Bongiolatti Rachele S.S. Siro e Materno
    • Ghidoli Paolo S. Pio X
    • Malberti Alessio S. Pio X
    • Palazzolo Jacopo S. Pio X
    • Villa Mattia S.S. Siro e Materno

    Lista candidati +36 anni

    • Arienti Sara S.Pio X
    • Bajo Marcella S.S. Siro e Materno
    • Bella Vincenzo S.Pio X
    • Bonfanti Paolo S. Giorgio
    • Bontempi Daniele S. Giovanni B.
    • Camnasio Luigi S. Giovanni B.
    • Cardogna Marzia S.S. Siro e Materno
    • Carnialetto Cristina S.Pio X
    • Castelluccia Omar S. Giorgio
    • Cattazzo Germana S.S. Pietro e Paolo
    • Cavaioni Fabio S.Pio X
    • Chinaglia Annalisa S.S. Siro e Materno
    • Cifarelli Michele S.Pio X
    • Colombo Ugo S.S. Siro e Materno
    • Dell’Orto Marco S.S. Pietro e Paolo
    • Doni Marina S.S. Pietro e Paolo
    • Fichera Nadia S.S. Pietro e Paolo
    • Forcella Aldina S.S. Pietro e Paolo
    • Limonta Elena S.S. Pietro e Paolo
    • Locatelli Armanda S.S. Siro e Materno
    • Luè Valentino S. Giovanni B.
    • Mariani Sara S.S. Siro e Materno
    • Mariani Sergio S.S. Pietro e Paolo
    • Mingotto Romeo S.S. Pietro e Paolo
    • Miotto Roberta S. Giorgio
    • Monedi Gianluca S.Pio X
    • Nicchio Claudio S. Giorgio
    • Piccaluga Liliana S.S. Siro e Materno
    • Redaelli Paolo S.S. Siro e Materno
    • Sala Franco S.S. Pietro e Paolo
    • Santamaria Carlo S. Giorgio
    • Smiraglia Donato S.Pio X
    • Terrevazzi Paolo S.Pio X
    • Valassina Claudia S.Pio X
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