Anno: 2024
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Pellegrinaggio a Caravaggio

Pellegrinaggio
Martedì 7 maggio 2024
Santuario di CARAVAGGIOp { line-height: 115%; text-align: left; orphans: 2; widows: 2; margin-bottom: 0.25cm; direction: ltr; background: transparent }Ore 16.00 partecipazione alla S. MESSA
Ore 16.30 partecipazione al ROSARIO
Partenza da piazza Conciliazione ore 13.15
Partecipazione con prenotazione presso SEGRETERIA PARROCCHIALEVIA CONCILIAZIONE 2TEL. 0362 621678LU/VE 8.00/12.00 – 14.00/17.00 QUOTA PARTECIPAZIONE €.15,00
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Per una Comunità fraterna
Nelle domeniche 14 e 21 aprile si raccoglieranno le candidature in vista del rinnovo del Consiglio della Comunità pastorale, che avrà luogo il 26 maggio p. v.

Oggi e nei prossimi numeri di “Comunità in cammino” vengono presentate le motivazioni sulla necessità di un Consiglio pastorale.
In queste poche righe mi limito a porre in evidenza perché valga la pena mettersi in gioco attraverso la partecipazione al Consiglio stesso.
Ogni famiglia ha bisogno di confronto, dialogo e riflessione in vista delle scelte capaci di orientare l’agire quotidiano.
Ogni famiglia di famiglie, come è una Comunità di discepoli di Cristo, non può rinunciare a forme di condivisione e di corresponsabilità nel pensare e offrire l’annuncio del Vangelo nel tempo e nel luogo in cui viviamo.
Nella nostra città non mancano persone, iniziative e azioni pronte a dare concretezza al Vangelo, ma un rischio, come tutti, lo corriamo anche noi, ed è quello di non “pensare” insieme, di non “discernere” come frutto di lettura della situazione e di rimandare a preti e suore il compito di animare la Chiesa.
Il Consiglio pastorale è, allora, oggi più che mai necessario, dal momento che siamo costantemente chiamati a pensare la Chiesa di oggi e del futuro prossimo, a leggere le provocazioni salutari che il nostro tempo pone ai discepoli di Cristo e a dare testimonianza di fraternità e condivisione.
Essere “un cuore solo e un’anima sola” è il mandato di Gesù alla Chiesa che vive in Desio “perché il mondo creda”.
E’ occasione da non perdere per vivere l’annuncio della Pasqua.
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Catecumenato
Questa domenica, il 7 di aprile, nella parrocchia di San Giovanni Sharon, una ragazza di 24 anni, riceverà il battesimo. Riportiamo una breve testimonianza relativa al suo percorso di catechesi e della sua scelta di ricevere il sacramento del battesimo.
Mi chiamo Sharon e ho 24 anni. I miei genitori hanno deciso di non battezzarmi da piccola ma di far prendere a me, in età adulta questa importante decisione. Il mio desiderio di chiedere il battesimo nasce dal fatto che sono arrivata a un tempo della mia vita di maturità, in cui penso di poter scegliere con maggiore consapevolezza. Inoltre, sono stata spinta dal fatto che vorrei essere la madrina di mia nipote. Per preparami al battesimo ho seguito un percorso di catecumenato della durata di due anni, accompagnata dalla mia catechista Federica. I nostri incontri con cadenza settimanale erano incentrati sulla lettura dei Vangeli, in particolare il vangelo di Marco. Oltre ai momenti di incontro conla catechista e con il don, sia per il primo che per il secondo anno di catecumenato sono previsti degli incontri di zona, alla quale sono presenti tutte le persone in età adulta che hanno chiesto il battesimo.
Quando ho partecipato a questi incontri e sono entrata in comunità, mi sono sentita meno sola in questo cammino, ho visto quante persone come me, in età adulta decidono di battezzarsi. Mi sono sentita accolta e parte di qualcosa. Da questo cammino ho capito l’importanza di avere un cuore nuovo, un cuore predisposto a ricevere l’amore di Dio e di conseguenza cambiare il mio modo di pormi con gli altri e con la comunità. Questo desiderio di avere un cuore nuovo, in particolare è nato durante la lettura di alcuni passi della Bibbia, in particolare mi ha colpito un passo nel vangelo di Marco capitolo 4 , versetti 3,8-9,14,20. 3: Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. 8-9: Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno”. E diceva: “Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!”. 14: Il seminatore semina la Parola.
20: Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno”. Se il mio terreno è spinoso o roccioso la parola di Dio non attacca oppure non permetto proprio alla parola di Dio di entrare, invece io voglio essere un terreno buono, per poter far entrare la parola di Dio e per far sì che da quei semi caduti crescano delle radici forti e sani, che per me rappresenta la mia Fede. Ringrazio la mia catechista e il Don per questi due anni di accompagnamento in questo prezioso cammino.
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Il pensiero della settimana – Domenica II di Pasqua
Carissimi, dovremmo tutti trovare un momento per riascoltare nel nostro cuore la Parola di Dio, luce e forza nella vita.
Nel brano sorge il “giorno del Signore” cristiano che è il ”primo giorno dopo il sabato “. Anche se la prima Comunità celebrava con gli altri ebrei il riposo il giorno di Sabato, nella coscienza dei discepoli di Gesù diventa sempre più importante il giorno della Risurrezione, cioè la domenica.
I cristiani, come i primi discepoli, si trovano insieme in questo giorno per incontrarsi con Gesù risorto, per ascoltare la sua parola, per nutrirsi di Lui e così avere la forza di testimoniarlo.
Per noi cristiani la domenica è la Pasqua settimanale in cui riviviamo lo “spezzare il pane”, l’Ultima Cena, la Passione e la Risurrezione di Gesù. La S. Messa è il centro di questa giornata che deve essere di gioia e di fraternità.
Gli Apostoli senza Gesù hanno paura (le porte del Cenacolo erano chiuse) mentre, quando riconoscono Gesù diventano felici: ci pare di essere fuori dal mondo, eppure non ci dobbiamo scoraggiare perché Il Signore è risorto, è con noi, ci sostiene.
Gesù continua la sua opera di salvezza attraverso gli uomini. Egli dà il potere di rimettere i peccati: dona il suo Spirito agli Apostoli perché possano continuare a dare il suo perdono.
Gesù sapeva che questo non era facile credere alla risurrezione e proclama: “beati quelli che, senza aver visto, crederanno”: tra questi ci siamo anche noi.
Chiediamo al Signore “accresci la nostra fede” e fà che la nostra vita sia testimonianza concreta del Vangelo in cui crediamo.
don Alberto
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Per dare un nuovo volto alla Chiesa in missione
Prima dell’estate verranno rinnovati in Diocesi i Consigli Pastorali delle parrocchie e delle Comunità pastorali presenti sul territorio. Si tratta di organismi rappresentativi nei quali i fedeli si fanno avanti per essere là dove la Chiesa decide le vie della missione e il volto della comunione. Si tratta di spazi in cui lo Spirito di Dio spinge a rendersi disponibili per contribuire a definire come la comunità cristiana sia chiamata a mettersi al servizio della gente. Si tratta del dono di una misteriosa gioia per la quale ci si raduna a condividere la fiducia e la stima vicendevoli per edificare con tenacia e intelligenza la Chiesa dalle genti, insomma per dare testimonianza della speranza che il Signore ci dona.
Noi cattolici siamo originali: perciò incoraggio a preparare il rinnovo dei consigli pastorali delle comunità pastorali e delle parrocchie come una forma semplice, fiduciosa e lieta dell’originalità del farsi avanti per le responsabilità, per servire, per appassionarci all’edificazione di comunità cristiane disponibili alla missione di Gesù per questo tempo e per il futuro. (Arcivescovo Mario Delpini)
A Desio le votazioni si terranno domenica 26 maggio 2024, ma naturalmente è adesso che i fedeli desiani possono cominciare a pensare alla propria candidatura o a proporre candidature di altre persone, cercando un confronto e un approfondimento proprio sul significato di questa partecipazione, alla luce dell’esperienza di Chiesa che si vive nella nostra città, partendo dalle famiglie e continuando con le comunità parrocchiali, gli oratori e tutti gli spazi di partecipazione che sono così ricchi nel nostro territorio.
Marina Doni – dal Direttorio per i consigli di comunità pastorali e parrocchiali
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Un giardino pieno di vita
La tradizione dell’incontro annuale del Vescovo di Milano con tutti i cresimandi della Diocesi risale ormai al 1983, e in questa festa generazioni di ragazzi hanno incontrato prima Carlo Maria Martini poi Dionigi Tettamanzi e Angelo Scola ed oggi Mario Delpini; non solo ma anche due Papi hanno partecipato all’evento: Papa Benedetto XVI nel 2012 e Papa Francesco nel 2017.
Domenica 24 marzo erano circa 50.000 i partecipanti all’incontro, sugli spalti dello Stadio Meazza. Grande il fascino dell’impianto, soprattutto per i ragazzi che magari ancora non lo conoscevano direttamente. Ma ancora più grande l’impatto degli anelli che prendevano via via colore grazie alle pettorine indossate da tutti i partecipanti, con i diversi colori delle 7 Zone Pastorali.
Ho detto partecipanti e non spettatori, perché tutti sono stati coinvolti nella realizzazione delle coreografie, insieme ai circa 800 adolescenti-figuranti presenti sul campo da gioco. Infatti già dalle 14.00 la musica riempiva l’aria ed ispirava i movimenti guidati dai coreografi. Poi mano a mano che il tempo passava movimenti e parole erano sempre più centrati sull’argomento della manifestazione: UN GIARDINO PIENO DI VITA.
Alle 17.00 finalmente ha fatto il suo ingresso il Vescovo Mario insieme ai suoi Vicari (tra i quali i desiani hanno certamente riconosciuto don Gianni Cesena, don Giuseppe Como e don Luca Raimondi) ed è cominciato il momento di preghiera vero e proprio. Se nella creazione Dio ha desiderato rendere donna e uomo partecipi della sua vita e della sua gioia, regalando loro un giardino ricco di frutti e fiori, con il dono di Gesù crocefisso e risorto Egli chiama tutti, ma in modo speciale coloro che hanno scelto di ricevere la Cresima, a ricostruire una umanità in cui si possa vivere felici. La vita di ognuno può essere come un giardino, ricco dei frutti dello Spirito Santo di amore, pace, bontà e fedeltà…che permettono di essere davvero felici seguendo Gesù.
Non poteva mancare una preghiera per la pace, e per tutte le persone che hanno il coraggio di prendersene cura, anche quando le voci più forti la fanno sembrare impossibile . Dobbiamo imparare fin da piccoli a fare il bene, ad essere strumenti di pace così come ognuno di noi ne è capace, affinché le nostre città, il nostro mondo possano tornare ad essere pieni di gente contenta.
Associata all’evento, quest’anno c’era una “microrealizzazione” destinata ad una cooperativa di Busto Arsizio che si occupa del reinserimento lavorativo di alcuni detenuti attraverso il lavoro agricolo, alla quale sono state devolute le offerte raccolte negli oratori. Al termine della celebrazione il Vescovo ha detto che i don e le suore hanno ricevuto in dono da parte sua svariate bustine di semi di girasole, che si dovranno piantare negli oratori o nelle proprie case, ma l’impegno vero sarà quello di seguire Gesù, così come il girasole segue il sole.
Dopo la benedizione i gruppi si sono avviati all’uscita, mentre palloncini colorati volavano alto nel cielo di Milano e nei cuori restava l’immagine delle gradinate vuote su cui erano distesi gli striscioni rappresentanti i girasoli e gli alberi con i 7 doni dello Spirito. E un vociare di ragazzi e adulti contenti accompagnava il rientro alle proprie case.


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Oltre
Incontro formativo
proposto dall’Azione Cattolica Cittadina
Domenica 7 aprile – ore 15:30
presso “Il Centro”
Tema: “Oltre” (Mc 6,1-6a)
Introduce: Ilario Tirelli


