Anno: 2024

  • Beati coloro che sperano in Lui

    Beati coloro che sperano in Lui


    Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere

    Is 30,19

    Queste parole dette da Dio al Profeta Isaia ci accompagnano nella Liturgia di oggi.

    C’è un popolo “di Sion” anche a Desio.

    Magari un po’ disperso, ma c’è.

    Famiglie e laici, che credono in Gesù e che sono un aiuto importante nella nostra comunità e nel mondo civile. Famiglie che si affacciano alle nostre realtà con docilità e curiosità; bambini ancora stupiti dall’amore di Dio e che Lo attendono nella I Comunione.

    Giovani educatori e cerimonieri che si dedicano ai più piccoli nei nostri oratori.

    Lo fanno di buon cuore. Famiglie che ci hanno aperto le porte di casa con un sorriso e con il Presepe appena preparato.

    Persone che soffrono, che poco intercettiamo, ma che non smettono di credere.   

    Anziani e ammalati che ogni giorno stringono tra le mani i grani del rosario e intercedono per noi.

    Fratelli e sorelle cristiani, di Paesi lontani, di confessioni diverse dalla nostra, che pregano ogni giorno Gesù come noi.

    C’è una fede semplice che non ha del tutto abbandonato le nostre vie.

    Non dovrei dirlo io, ma ci sono preti, diaconi, consacrate che non si sottraggono alla loro missione e lo fanno con passione.

    Ci sono molte persone di “buona volontà” che non si definiscono cattoliche, ma cercano di fare la loro buona parte nella vita.

    Tuttavia ci sono anche molte solitudini, povertà economiche, morali e spirituali; a volte noi stessi “uomini e donne di Chiesa” sperimentiamo    stanchezza e affanno; aleggia un certo disagio tra i più giovani, si colgono preoccupazioni e paure tra gli adulti; alcune porte chiuse durante le benedizioni ci dicono anche di indifferenze e fatica ad accostarsi alla nostra e Sua Chiesa.

    Questa è la nostra città da accogliere e da amare. Proprio ad essa il Signore Gesù aspetta con fiducia di fare grazia. Beati coloro che sperano in Lui.

    Don Marco Albertoni

  • Il pensiero della settimana – Vª domenica di Avvento

    Il pensiero della settimana – Vª domenica di Avvento

    In questa domenica incontriamo di nuovo Giovanni il Battista. Ci è stato presentato nel deserto come il predicatore austero e radicale nelle sue richieste; lo abbiamo visto, poi, in carcere, mentre si domanda se Gesù sia veramente il Messia o si debba aspettarne un altro; oggi lo ritroviamo nell’atto di battezzare presso il Giordano quando Gesù inizia il suo ministero. Il fatto suscita gelosia nei discepoli di Giovanni, ma lui, da una parte li aiuta a riscoprire il primato di Gesù, “lo sposo che viene“, e dall’altra ricorda che il suo compito è quello di prepararne la venuta, di essere l’amico dello sposo e che, quindi mentre Gesù cresce in importanza, lui deve diminuire. Ciascuno di noi deve, come il Battista, preparare la strada all’incontro con Gesù, in particolare se siamo genitori, educatori, catechisti e sacerdoti: quali insegnamenti ci vengono in questo compito, dal comportamento di Giovanni? L’annuncio riguarda la persona di Gesù e non le nostre idee e chi    ci ascolta deve essere affascinato dal Vangelo, non dalla nostra persona. Questo non è facile perché ciascuno di noi ha una sua personalità, sensibilità, formazione e un modo di vedere Gesù che siamo tentati di ritenere il migliore. Spesso si instaura tra chi educa e chi viene educato un rapporto di comunione profonda con il pericolo di una dipendenza che non lascia più libero l’educando dal suo educatore. Noi, al contrario, dobbiamo essere aperti come Giovanni Battista e Paolo ricordando che è il Signore da conoscere e da amare e che gli altri sono solo strumento.

    Giovanni ci insegna che dobbiamo essere capaci di metterci da parte. Ogni educatore deve saper portare chi gli è affidato a fare scelte libere e responsabili. Anche un genitore verso i figli passa da uno stato di autorità a uno di sempre maggiore libertà. Come educatori chiediamo allora di essere come Giovanni, alla continua ricerca del progetto di Dio su chi ci è affidato, pronti ad aiutarlo.

  • Confessioni S. Natale

    Confessioni S. Natale

    Ogni sabato dalle 16 in tutte le parrocchie e ogni giorno feriale in basilica dalle 8.30 alle 10 e dalle 17 alle 18.15 i sacerdoti sono a disposizione per il sacramento della Riconciliazione.

    CONFESSIONI COMUNITARIE

    • Lunedì 16 dicembre, ore 21, SGB, confessione comunitaria per adolescenti, 18/19enni e giovani
    • Venerdì 20 dicembre, ore 18, SSPP, confessione comunitaria per i preadolescenti
    • Venerdì 20 dicembre, ore 21, SSPP, confessione comunitaria per gli adulti
    • SS Siro e Materno
      • Sabato alle ore 8.30 alle ore 11 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30
      • Domenica in mattinata (durante le S. Messe) e dalle ore 16 alle ore 18.30
    • S. Giorgio: Don Silvio sarà a disposizione per le confessioni sabato 21 nel pomeriggio poi il 23 e il 24 mattina e pomeriggio
    • S. Pio X: Don Paolo sarà a disposizione da sabato 21 a mercoledì 24 dicembre per le confessioni
    • San Giovanni Battista:
      • Lunedì 16 dicembre ore 21: confessioni adolescenti e giovani
      • giovedì 19 dicembre ore 17.30: confessioni ragazzi
      • sabato 21 dicembre: ore 16 – 18
    • Santi Pietro e Paolo, venerdì 20 dicembre
      • ore 18: confessioni comunitarie preadolescenti
      • ore 21: confessioni comunitarie
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