Autore: Paolo Redaelli

  • Il Sinodo Minore “Chiesa dalle genti”, percorso di ascolto per una lettura matura dei cambiamenti

    Con l’intenzione di dare spessore e solidità ad un cammino di rinnovamento avviato ormai da anni, monsignor Mario Delpini chiede alla Diocesi di iniziare un percorso inedito, quello del sinodo minore. Si tratta in un tempo relativamente breve (un anno) di attivare un percorso articolato e organizzato di ascolto e consultazione che porti il corpo ecclesiale ad una lettura matura dei cambiamenti che sta vivendo, nella convinzione che proprio dentro di essi va cercato il destino di grazia che Dio ci sta preparando.

    Come recita bene il titolo di questo sinodo minore (“Chiesa dalle genti”), ci è chiesto di leggere insieme come, in un periodo di grandi trasformazioni sociali e culturali, anche l’operazione di raccolta delle genti che lo Spirito santo compie da secoli qui a Milano stia conoscendo trasformazioni sensibili.

    C’è bisogno di un sinodo, per riuscire in un’operazione simile. Come nella precedente occasione (il sinodo 47°, nel 1995), riprendendo di quel sinodo il capitolo dedicato alla pastorale degli esteri. Questo testo chiede di essere adeguato ai cambiamenti che lo stanno interessando. Si tratta di comprendere come l’arrivo di nuovi popoli ci chiede non soltanto di attivare servizi di accoglienza e percorsi di integrazione, ma più profondamente ci chiama a realizzare una fraternità di diversi.

    Lo scopo di questo cammino sinodale è eminentemente pastorale. Ogni comunità cristiana, ogni realtà ecclesiale è invitata a reagire alle questioni poste da un testo che farà da guida al percorso sinodale. Ai consigli diocesani (pastorale e presbiterale) spetta il compito di fare sintesi del lungo momento di ascolto, trasformando le riflessioni raccolte in mozioni che verranno consegnate al Vescovo attraverso l’assemblea dei decani. L’esito sarà una Chiesa maggiormente consapevole della propria cattolicità. Una Chiesa dalle genti che con la propria vita quotidiana saprà trasmettere serenità e capacità di futuro anche al resto del corpo sociale, aiutando a superare le paralisi e le paure con cui guardiamo spesso al fenomeno dei migranti. Una Chiesa dalle genti, una Chiesa in sinodo che intende vivere questo cammino proprio per restare fedele alla sua identità ambrosiana: come ai tempi di sant’Ambrogio, in continuità con il suo spirito.

    Mons. Luca Bressan
    Vicario episcopale

  • Comunità in cammino 26 novembre 2017

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE

     

    SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

     

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 13 domenica 26 novembre 2017

    NARRAZIONI DI “NOSTRI” POVERI

    I (pochi?) lettori del nostro Notiziario si saranno certamente accorti che dall’inizio dell’Avvento sono offerti alcuni allegati. In particolare quello a cura del Centro di Ascolto della Caritas presenta racconti di storie che sono giunte all’attenzione dei nostri operatori e che svelano un volto della nostra città non sempre noto al pubblico, ma reale. L’idea di narrare nasce dalla Giornata Caritas del 5 novembre scorso, coincisa per la chiesa ambrosiana con la Giornata dei Poveri e dall’invito del Papa “Non facciamoci rubare la speranza!”.

    Tra l’altro oggi si chiede di contribuire anche per la Caritas diocesana, dopo l’occasione di sostegno al Centro di Ascolto organizzata la scorsa settimana, di cui si dà relazione più avanti.

    Che ci sia bisogno di denaro è evidente, così come è palese che, oltre alla Caritas, tanti gruppi e organismi della città e del territorio si dedicano ai poveri, insieme alle istituzioni pubbliche.

    Più che per accaparrarsi favori o donazioni, il vero intento di questa serie di narrazioni è educativo oltre che informativo: un cristiano dovrebbe conoscere bene le situazioni di bisogno, vicine e lontane, e magari intervenire in modo tempestivo e generoso. Ma non basta: l’indigenza, di italiani o stranieri che siano, mette in discussione il progetto di Dio sull’umanità. Gesù stesso si identifica con i poveri perché spesso è Lui l’unica e ultima loro difesa. Il discepolo del Vangelo non resta neutrale e fa pendere la bilancia delle sue convinzioni e delle sue scelte dalla stessa parte di Gesù.

    don Gianni

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  • Giornata colletta alimentare

    Sabato 25 Novembre 2017 ricorre l’appuntamento annuale con la giornata nazionale della Colletta Alimentare. L’iniziativa, arrivata quest’anno alla sua 21esima edizione, mobilita in tutta Italia 140mila volontari per raccogliere generi alimentari da destinare a famiglie/enti/persone bisognose.

    A Desio ci saranno 9 supermercati coinvolti; potrete riconoscere i volontari all’entrata dei punti vendita, con la tradizionale pettorina gialla.

    Per scoprire di più sull’iniziativa, http://www.bancoalimentare.it/it

    locandina raccolta Banco Alimentare 2017
    locandina raccolta Banco Alimentare 2017

     

     

  • Comunità in cammino 19 novembre 2017

    COMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    basilicaNOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 12 domenica 19 novembre 2017

    EUCARISTIA E PREGHIERA

    Parlando dell’Eucaristia papa Francesco nella catechesi settimanale del 15 novembre, all’udienza generale in piazza S. Pietro, ha sottolineato il rapporto tra Eucaristia e preghiera.

    Per comprendere la bellezza della celebrazione eucaristica desidero iniziare con un aspetto molto semplice: la Messa è preghiera, anzi, è la preghiera per eccellenza, la più alta, la più sublime, e nello stesso tempo la più “concreta”. Infatti è l’incontro d’amore con Dio mediante la sua Parola e il Corpo e Sangue di Gesù. È un incontro con il Signore.

    Che cosa è veramente la preghiera? Essa è anzitutto dialogo, relazione personale con Dio. E l’uomo è stato creato come essere in relazione personale con Dio che trova la sua piena realizzazione solamente nell’incontro con il suo Creatore. Pregare, come ogni vero dialogo, è anche saper rimanere in silenzio – nei dialoghi ci sono momenti di silenzio –, in silenzio insieme a Gesù. E quando noi andiamo a Messa, forse arriviamo cinque minuti prima e incominciamo a chiacchierare con questo che è accanto a noi. Ma non è il momento di chiacchierare: è il momento del silenzio per prepararci al dialogo. È il momento di raccogliersi nel cuore per prepararsi all’incontro con Gesù. Il silenzio è tanto importante! Non andiamo a uno spettacolo, andiamo all’incontro con il Signore e il silenzio ci prepara e ci accompagna. Rimanere in silenzio insieme a Gesù. E dal misterioso silenzio di Dio scaturisce la sua Parola che risuona nel nostro cuore. Gesù stesso ci insegna come realmente è possibile “stare” con il Padre e ce lo dimostra con la sua preghiera.

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  • Il cammino dei giovani verso il Sinodo

    Il desiderio della gioia abita tutte le stagioni della vita e nell’età giovanile esso si presenta in misura così evidente da poterlo considerare il suo tratto specifico.
    I giovani nati digitali vivono multitasking: oggi, la ricerca della gioia e del senso della vita li porta a vivere contemporaneamente su più piani.
    Così Papa Francesco si è rivolto ai giovani nella sua lettera in occasione del prossimo Sinodo: “Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori”.
    Il prossimo Sinodo dei Vescovi sui giovani, fortemente voluto da Papa Francesco, rappresenta quindi per la Chiesa l’occasione per riflettere circa il rapporto tra le generazioni.
    Il Sinodo chiede alla Chiesa di rileggere le pratiche pastorali fino ad oggi poste in essere.
    L’intento è quello di uscire incontro ai giovani, a tutti i giovani, nei loro diversi ambiti di vita per aiutarli a rispondere alla domanda “per chi sono io?”. Questa è infatti la “mossa sinodale”: un giovane incontra la gioia nel momento in cui scopre chi nella sua vita è chiamato a rendere felice.
    Diverse le proposte in calendario: dalla collaborazione con l’Università Cattolica, alle iniziative di ascolto nell’ambito dello sport, dell’università e del tempo libero, alle possibilità di accostarsi al discernimento attraverso l’iniziativa Start-Up!, al percorso del Gruppo Samuele, alla scuola di vita comune, all’itinerario delineato dalle Veglie di Redditio e in Traditione Symboli, nonché agli esercizi spirituali di Avvento e di Quaresima, per concludere con i pellegrinaggi estivi.
    Infatti, la prossima estate i nostri giovani saranno invitati dai loro educatori a camminare insieme lungo strade d’Italia ricche di storia e di spiritualità: pellegrinaggi che si concluderanno a Roma, sabato 11 e domenica 12 agosto 2018, dove tutti insieme ci si porrà in ascolto delle parole di Papa Francesco e si pregherà in vista del Sinodo.
    Il nostro augurio è che attraverso queste iniziative tutti i gruppi giovanili diocesani possano prepararsi al Sinodo attraverso la ricezione dei suggerimenti e degli spunti che il Documento Preparatorio ci ha offerto e continua a offrirci: il Sinodo è certamente “dei Vescovi”, ma è la Chiesa intera che vi partecipa a partire proprio dai giovani stessi e dai loro educatori.

    don Massimo Pirovano
    Responsabile del Servizio per i Giovani e l’Università

     

  • Comunità in cammino 12 novembre 2017

    basilicaCOMUNITÀ PASTORALE SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – DESIO

    NOTIZIARIO SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA SS. SIRO e MATERNO

    COMUNITÀ IN CAMMINO

    Anno 16 – Numero 11 domenica 12 novembre 2017

    NESSUNO VI INGANNI”

    All’inizio del tempo di Avvento risuona nel vangelo una parola di Gesù che può sorprenderci: “Badate che nessuno v’inganni!”.

    Per alcuni l’epoca odierna appare difficile: oscillano tra dichiarazioni di autosufficienza arrogante e di incertezze sul futuro (basta vedere come si reagisce alle proposte della politica); oppure non sanno comporre ricche qualifiche culturali e tecniche, frutto di esperienze ampie di studio e di lavoro, con la sapienza della vita, che sa guidare a scelte di valore, e si bloccano talvolta in una sorta di analfabetismo o di mutismo religioso; o, ancora, ci si esalta per la libertà che il nostro sistema di vita pare continuare a garantirci, e poi ci si sottomette silenziosi alla schiavitù di orari di lavoro rigidi se non opprimenti (e infatti solo quello che avanza viene definito “tempo libero”; ma l’altro, come lo chiameremmo?).

    Una degli inviti dell’Avvento è vigilare, perché il Signore può apparire all’improvviso nella nostra vita. Non si tratta di temere la fine della vita, ma di essere attenti alla vita di ogni giorno, di riscoprire il vigilare come non farsi ingannare: il Signore si presenta in famiglia, sul lavoro, negli studi, persino nella prova e nella malattia, o nelle amicizie e nelle inimicizie, mai per tenderci un tranello, ma per indicarci la via giusta nell’affrontare salite e discese, rettilinei e tornanti, per toglierci da visioni tristi o cattive. Però occorre che la familiarità con la preghiera e la sua Parola siano parte dei nostri pensieri, del nostro tempo, della nostra vita.

    don Gianni

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