Autore: Paolo Redaelli
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Avvisi domenica 6 settembre 2015
II Domenica dopo il Martirio di San Giovanni
Avvisi per la Basilica SS Siro e Materno
Domenica sera alle ore 20.45 in via grandi, davanti alla Chiesa dell’Oratorio: arrivo della Fiaccolina dal Santuario dell’Assunta in Morbegno; l’occasione per dare inizio al nuovo anni!
Sono disponibili presso il bar dellOratorio e sul suo sito i moduli di iscrizioni per la catechesi dell’Iniziazione Cristiana, secondo il seguente calendario.
- II elementare, nel 1° anno di accompagnamento in preparazione al Sacramento della Confessione e della Comunione ha l’incontro di CATECHESI il martedì dalle
ore 16.50 alle ore 17.50 a partire dal 3 novembre 2015, con scadenza quindicinale. - III elem da giovedì 17 settembre ogni giovedì dalle ore 16.50 alle ore 17.50
- IV elementare da venerdì 18 settembre, ogni venerdì dalle 16.50 alle ore 17.50.
- V elementare lunedì 14 settembre La V elementare, ogni lunedì dalle ore 16.50 alle ore 17.50
Coloro che si preparano alla celebrazione della Cresima il prossimo 25 ottobre, inizieranno gli incontri martedì 15 settembre alle ore 16.50.
incontri per genitori :
- IV elementare: domenica 27 settembre alle ore 17.00 e domenica 15 novembre ore 16.00
- V elementare: domenica 11 ottobre ore 16.00
- III elem: domenica 27 settembre alle ore 15.30
- II elementare: 3 incontri prima di iniziare la catechesi, necessari perché i figli possano iniziare il cammino. Le date sono: martedì 13 / 20 / 27 ottobre dalle ore 18.15
Lunedì mattina ripredenderà la celebrazione della S.Messa delle ore 9 nella chiesa della Beata Vergine Immacolata dell’Oratorio.
Lunedì sera alle ore 21.00 presso la chiesa di S.Giorgio ci sarà un’Eucarestia concelebrata in ricordo di Suor Lucia Pulici e delle sue consorelle trucidate in Burundi un anno fa.
Questa settimana riprenderà ance la celebraione della S.Messa delle ore 8.30 al martedì e al venerdì nella chiesa del S.Crocifisso.
Martedì mattina presso il Duomo di Milano l’Arcivescovo presenterà la nuova lettera pastorale dal titolo: “Educarsi al pensiero di Cristo”.
Giovedì alle ore 21, presso la sala congressi del Banco Desio in via Rovagnati, l’Azione Cattolica ci invita a partecipare al ricordo del Cardinal Martini, con gli interventi di Damiano Modena, Giovanni Colombo, Fabio Pizzul e Marco Vergottini.
Nel mese di settembre, presso l’ufficio parrocchiale si ricevono le iscrizioni al corso di preparazione al Matrimonio Cristiano, che si svolgerà nel mese di ottobre.
- II elementare, nel 1° anno di accompagnamento in preparazione al Sacramento della Confessione e della Comunione ha l’incontro di CATECHESI il martedì dalle
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Comunità in cammino – anno 13 numero 21
COMUNITÀ PASTORALE S. TERESA DI GESU’ BAMBINONOTIZIARIO QUINDICINALE DELLA PARROCCHIA S.S. SIRO E MATERNO IN DESIO
Anno 13 – Numero 21
GIORNATA PER LA CARITÀ DEL PAPA
di Vincenzo RINI
Domenica 28 giugno è la “Giornata per la carità del Papa”, nella quale il vescovo di Roma chiede ai fedeli di “dargli una mano” nel testimoniare al mondo che l’amore universale di Dio si manifesta attraverso l’amore efficace dei cristiani. Una Giornata forse non suffi-cientemente conosciuta dai cattolici. Vale la pena, quindi, riflettere sul suo significato. […]
Gli Atti degli Apostoli (4,32-35) raccontano che la Chiesa delle origini era fondata sulla carità verso i bisognosi, che diventava effettiva con il portare offerte agli apostoli, capitanati da Pietro, i quali pen-savano poi a distribuirle. I cristiani, si afferma, «avevano un cuore solo e un’anima sola»; manifestavano così che la Chiesa è carità. È quanto intende manifestare la Giornata per la carità del Papa: dire al mondo che la risurrezione di Cristo la si testimonia prima di tutto con una carità concreta che passa attraverso le mani del Papa.
Possiamo poi domandarci come deve essere compiuta la carità che i cristiani fanno al Papa perché lui la doni ai poveri del mondo. La risposta la troviamo nella seconda lettera di San Paolo ai Corinzi – nella quale l’Apostolo organizza una colletta a favore dei poveri di Gerusalemme -, in cui indica lo stile di questa carità che passa attraverso l’apostolo, fatto anzitutto di generosità; afferma infatti: «Chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà». Uno stile, inoltre, fatto di gioia: «Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza, né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia» (9,6-7).
[…] È il messaggio che continuamente ci invia papa Francesco: la Chiesa è una sola grande carità; la Chiesa è carità o non è. Una Chiesa che dimentica i poveri non è Chiesa, nega se stessa, perché nasconde la verità fondamentale del Vangelo: che Dio è amore universale, e che la Chiesa deve testimoniarlo. Testimonia pure, questa Giornata, che, come è vero che “credere, si crede insieme”, è altrettanto vero che “amare, si ama insieme”: insieme al Papa, per mezzo suo, con carità unica e indivisa.
Ecco perché è importante che la Giornata per la carità del Papa sia […]vissuta come esperienza “cattolica” nel senso vero del termine. Questo nella consapevolezza che oggi i poveri bisognosi di essere sorretti, vestiti, sfamati, si sono moltiplicati; di conseguenza, deve moltiplicarsi l’amore, la generosità, la gioia, secondo l’insegnamento di San Paolo: «C’è più gioia nel dare che nel ricevere» (Atti, 20,35). Certamente, in tutte le nostre parrocchie, si opera con carità verso i poveri; la Giornata della carità del Papa ci aiuta ad allargare lo sguardo, ad aprire il cuore, a misurare la nostra carità sulla carità universale di Dio, che è Padre di tutti.
Potete leggere la nuova lettera enciclica di Papa Francesco: «Laudato si’» in italiano direttamente sul sito del Vaticano, oppure potete richiederne una copia in sacrestia della Basilica.
LETTURA E RIFLESSIONE
ALLARGANO LA MENTE E IL CUORE
Grun A. – Le questioni della vita. Trovare un senso e un orientamento. A cura di R. Walter.
Queriniana, Brescia 2015, pp. 198, € 16.50.
L’A. – noto come uno dei più fecondi scrittori di spiritualità in Europa – affronta in questo vol. diverse questioni relative all’esistenza quotidiana dell’uomo: il lavoro, la fede, il fallimento, i rapporti interpersonali, il dolore e la malattia. Le risposte offerte dall’A. non vogliono essere intese come “ricette” per la soluzione di problemi, bensì come invito a osservare la propria situazione con altri occhi, scoprendo il senso della propria esistenza.
AA. VV. – Leggere la Bibbia nella Chiesa. Con il testo integrale della ‘Dei Verbum’, Edizioni Dehoniane, Bologna 2015, pp. 78, € 7,80.
Durante l’ultima sessione del Concilio Vaticano II (l’8 novembre 1965) veniva promulgata la Costituzione dogmatica sulla Divina Rivelazione. Il testo, nato da un confronto coraggioso e aperto, aveva saputo tenere insieme il rispetto per la tradizione della Chiesa e l’esigenza di un profondo rinnovamento pastorale. A mezzo secolo di distanza, qual è stato il cammino di quel documento? E in quale direzione la Chiesa oggi ritiene di dover camminare? Un monaco e due docenti di studi biblici cercano risposte a questi interrogativi, riflettendo sulla necessità che la Parola di Dio divenga sempre più il centro della vita e dell’esperienza di comunità cristiane aperte anche all’ecumenismo e ai non credenti.
Facchini F. (a cura di) – Natura e cultura nella questione del genere-
Edizioni Dehoniane Bologna 2015, pp. 192, € 18,00
La questione del “genere” (o, per chi preferisce, il gender) è senza dubbio uno degli ambiti di maggiore dibattito e confronto all’interno della cultura e della società contemporanee. Negli utlimi decenni si è infatti verificata un’accelerazione del costume che vuole mutata la percezione dell’identità dell’essere umano, tradizionalmente colto come maschio e femmina. Al centro del dibattito vi è il modo di pensare il rapporto tra natura e cultura: per la “teoria del gender” la concezione stessa di ‘natura’ è irrilevante nella costruzione dell’individuo e della società. La forza dirompente e pervasiva di questo modo di pensare è tale da mettere in crisi tutto il sistema educativo, inghiottendo principi di valore e di riferimento a cui ci siamo rifatti per secoli. A farne le spese è soprattutto l’istituto della famiglia tradizionale composta da un padre e una madre. IL cvolume curato da Mons. Fiorenzo Facchini raccoglie gli Atti di un seminario di studio dove sono intervenuti sociologi, antropologi e giuristi, sottolineando l’”unidualità” uomo-donna.
Poggi-Johnson M. – Amor m’accolse. L’ospitalità al cuore della vita.
Ed. Marietti, Genova 2014, pp. 134, € 15,00.
Un libro che, come un manuale di vita vissuta, cerca di illustrare il significato di parole come ospitalità e accoglienza. Scardinando facili luoghi comuni e diffusi stereotipi, l’A. affronta il tema dell’ospitalità, che è metafora di altri aspetti della vita e dell’esperienza umana, il matrimonio, la vita intellettuale, la spiritualità. Si respira in queste pagine la convinzione che pensare l’accoglienza sia un modo profondo si pensare ai propri rapporti non solo con stranieri, ma anche con le persone, con le idee, con Dio. Sono considerazioni nate dall’esperienza reale, capace di scardinare chiusure e di mettere ironicamente in luce atteggiamenti normali di esclusione.
Raineri P.L. – Nonnipoti. Un legame speciale. Ed. Effatà 2014, pp. 208, € 12,00.
Nessuno può fare per i bambini quel che fanno i nonni: essi spargono polvere di stelle sulla vita dei piccoli”: questa frase di Alex Haley dà il senso dell’intero volume della professoressa Paola Libanoro Raineri, mamma di tre figli e nonna. Il Legame familiare tra nonni e nipoti è del tutto particolare. E’ per sua natura lontano dalla competizione, dall’efficienza, dall’esigenza di dover costruire una buona immagine di sé, per sé e per gli altri. E’ caratterizzato dalla gratuità, dallo stare insieme godendo della reciproca presenza. Per un bambino avere un nonno significa avere la certezza che anche i suoi genitori sono stati piccoli come lui, e che crescerà sentendosi parte di una storia familiare continua, di cui anche lui sarà protagonista.
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La comunione sulla mano
PREMESSA
Comunicarsi alla mensa eucaristica, ricevendo il Corpo e il Sangue del Signore significa partecipare pienamente alla Messa, che è il Convito pasquale. La Chiesa, per ravvivare l’amore profondo a questo “Sacramento mirabile”, riserva grande attenzione anche nel modo di avvicinarsi alla mensa e di ricevere la Comunione.
COME ACCOSTARSI ALLA COMUNIONE EUCARISTICA
Disposizioni interiori:
- Innanzitutto la fede nella presenza reale del Signore sotto l’aspetto del pane e del vino consacrati. L’”Amen” che il fedele pronuncia rispondendo alle parole del ministro significa “E’ vero” o anche “Credo”, ed è il segno eloquente della consapevolezza di ciò che si va a ricevere.
- Lo stato di grazia: la Chiesa chiede che nessuno, consapevole di essere in peccato grave, per quanto si creda pentito, riceva il Corpo del Signore senza prima essersi riconciliato sacramentalmente, a meno che vi sia grave e urgente necessità.
- Il digiuno: la rinuncia al cibo comune (eccettuata l’acqua o le medicine), per almeno un’ora prima della Comunione, ci richiama al fatto che il pane eucaristico è il cibo che nutre la nostra fede ed ha un’importanza maggiore di ciò che serve a nutrire il nostro corpo. Da questo digiuno sono dispensati i malati, gli anziani e coloro che li assistono.
Il modo esterno di ricevere la comunione
– Chi riceve la particola sulla mano deve seguire il modo prescritto dai Vescovi Italiani, che è il seguente:
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si protendono entrambe le mani a ricevere il Corpo di Cristo: una manosopra, leggermente concava, dove lasciar deporre l’Ostia – poi conla mano che sta sotto, si prende la particola per portarla alla bocca (dopo essersi spostati di lato per consentire di avanzare a chi sta dietro).
Quest’ultimo gesto dev’essere compiuto stando ancora davanti all’altare e non è permesso portare la Comunione al posto, tanto meno fuori di chiesa.
– Anche l’atteggiamento del corpo deve esprimere dignità, e venerazione verso il Sacramento eucaristico: pronunciamo chiaramente e gioiosamente (non bisbigliando) il nostro “Amen”, per esprimere il desiderio di diventare sempre più membro vivo e responsabile del Corpo di Cristo che è la Chiesa. Dopo aver ricevuto il Pane eucaristico non è necessariofare alcun segno di croce, inchino o genuflessione. E’ raccomandabile invece unirsi agli altri, se l’assemblea sta cantando, oppure rimanere seduti in raccoglimento.
(Nota: Ricevere la comunione sulla mano risponde meglio alle parole del Signore che dice: “Prendetee mangiate”. Inoltre non c’è motivo di ritenere che la lingua sia una parte più degnadella mano, poiché il cristiano nel Battesimo diventa membro di Cristo e del suo corpo che è la Chiesa con tutto se stesso, e quindi con ogni parte del proprio corpo. Comunque, i Vescovi precisanoche: Chi desidera può continuare a ricevere la particola direttamente sulla lingua, come si faceva nel più recente passato. Il ministro rispetterà la scelta del fedele…)
UN TESTO MOLTO SIGNIFICATIVO
(tratto da un’Omelìa di Teodoro di Mopsuestia–Cilicia, IV secolo)
“Il corpo e il sangue di nostro Signore ci nutrono e ci fanno attendere di essere trasformati in esseri immortali ed incorruttibili. Ciascuno di noi si avvicina con umiltà e con le mani tese. Così il fedele confessa di ricevere il corpo del Re, che è divenuto Signore dell’universo per la sua unione con la natura divina e che è adorato come Signore di tutto il creato. Le mani tese indicano la grandezza del dono. “Si tende la mano sopra per ricevere l’oblazione che viene data; ma sotto si pone l’altra”, in segno di profondo rispetto. La mano tesa ha un compito più elevato per ricevere il corpo regale; l’altra fa da supporto e guida alla mano sorella, svolgendo rispetto ad essa per quanto sia eguale, la funzione di serva, e questo a motivo del corpo che porta.
“Distribuendo l’oblazione il pontefice dice: Il corpo di Cristo”. Questa parola ti impegna a non restare alle apparenze, ma a considerare nel tuo cuore quello che è diventato il pane offerto: per la venuta del Santo Spirito è il corpo di Cristo. Devi dunque presentarti con rispetto ed amore: con rispetto per la sua dignità, con amore per la grazia. “Per questo, infatti, dici dopo di lui: Amen”. Con la tua risposta confermi la parola del pontefice e la sottoscrivi.
Riconoscendo la tua debolezza e la tua indegnità di fronte ad un simile dono, devi pregare e glorificare chi ha colmato te, peccatore, di tale favore… Non solo il corpo, ma al tempo stesso anche l’anima è nutrita dalla grazia dello Spirito santo per mezzo di questa comunione santa…“Dopo aver fatto la comunione…rimarrai per compiere con tutti il tuo dovere di azione di grazie e di benedizione… E’ giusto che quanti hanno preso insieme questo cibo spirituale rendano in comune azione di grazie a Dio per il suo beneficio.