Autore: Paolo Redaelli

  • Istituito l’ufficio per l’accoglienza dei fedeli separati

    Il Card Scola istituisce in diocesi di Milano l’ufficio per l’accoglienza dei fedeli separati

     

     Milano, 6 maggio 2015

    Un Ufficio diocesano per l’accoglienza delle persone il cui matrimonio è andato in crisi. Un servizio pastorale per coloro che vivono l’esperienza della separazione coniugale o sono giunti alla scelta di separarsi.

    Oggi, mercoledì 6 maggio, l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha firmato il decreto con il quale istituisce il nuovo organismo di Curia denominato “Ufficio diocesano per l’accoglienza dei fedeli separati”

    Scrive il cardinale Scola nel Decreto che istituisce l’Ufficio: «La presenza di molti fedeli che vivono l’esperienza della separazione coniugale e lo specifico dovere del Vescovo di provvedere adeguatamente all’accompagnamento di queste situazioni, suggeriscono la costituzione di una nuova e specifica articolazione organizzativa della Curia arcivescovile che offra la sua competenza ai fedeli che vivono la prova della separazione, valorizzando al meglio le numerose risorse già operanti nel territorio diocesano in questo ambito (in primo luogo i Consultori familiari cattolici, i patroni stabili e il Tribunale ecclesiastico)».

    Un Ufficio che – aggiunge il Cardinale nella lettera ai fedeli che accompagna il Decreto – nasce dal desiderio della Chiesa ambrosiana di «approfondire il significato e le conseguenze pratiche dell’affermazione centrale della Relatio Synodi circa la famiglia come soggetto di evangelizzazione. Il Santo Padre, nell’intervento finale della III Assemblea Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, ha rivolto a tutti i fedeli questa raccomandazione: “Ora abbiamo ancora un anno per maturare, con vero discernimento spirituale, le idee proposte e trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare; a dare risposte ai tanti scoraggiamenti che circondano e soffocano le famiglie”».

    Cosa farà concretamente il nuovo Ufficio? È lo stesso cardinale Scola a spiegarlo nella lettera ai fedeli: «L’Ufficio è pensato come un servizio pastorale per i fedeli che vivono l’esperienza della separazione coniugale agevolando, laddove se ne diano le condizioni, l’accesso ai percorsi canonici per lo scioglimento del matrimonio o per la dichiarazione di nullità. Caratteristiche peculiari di tale ufficio sono le seguenti: essere espressione diretta della cura del Vescovo verso i fedeli; favorire l’accelerazione dei tempi per un eventuale avvio del processo di verifica di nullità; collaborare con l’opera dei consultori familiari, le cui competenze restano immutate, e con i patroni stabili del Tribunale ecclesiastico. L’Ufficio svolgerà le sue funzioni in modo gratuito».

    Il nuovo servizio sarà operativo dall’8 settembre 2015, festa di Santa Maria Nascente. La sede principale sarà a Milano in Arcivescovado e – novità per un ufficio di Curia – avrà due sedi periferiche a Lecco e a Varese per avvicinarsi sempre più ai bisogni di tutti.

    «L’Ufficio ha una spiccata sensibilità pastorale e pertanto l’ascolto dei fedeli separati comprende anche l’aiuto ai fedeli per una rilettura della loro situazione alla luce dell’insegnamento cristiano. In questo senso, quando ne ricorrono le condizioni, può invitare la coppia a prendere atto della sua condizione di separazione, esortandola a viverla in modo conforme all’insegnamento della Chiesa, secondo lo stile di misericordia e reciproco perdono richiesto dalla legge evangelica. In quest’ultimo caso l’Ufficio può anche promuovere la formalizzazione della separazione in presenza di vincolo, con decreto canonico dell’Ordinario», spiega il Cancelliere arcivescovile, monsignor Marino Mosconi.

    Il nuovo Ufficio dipenderà direttamente dall’Arcivescovo, sarà posto sotto la responsabilità del vicario episcopale per la Cultura, la Carità e la Missione, monsignor Luca Bressan e sarà condotto da un responsabile, nominato per l’occasione, don Diego Pirovano, affiancato da consulenti che a loro volta potranno avvalersi di esperti esterni scelti tra i collaboratori dei Consultori familiari e del Tribunale ecclesiastico regionale.

    N_56_Lettera Scola presentazione Ufficio ai fedeli

  • Com’è profondo il mare

    Com’è profondo il mare, così nel 1977 cantava Lucio Dalla in una canzone contro la guerra, una canzone che parla di violenza, violenza fatta al pensiero (il mare): “Così stanno bruciando il mare, così stanno uccidendo il mare, così stanno umiliando il mare, così stanno piegando il mare”, con questi versi si conclude la canzone.

     

    Ebbene oggi nel 2015 siamo ancora tutti fermi con gli occhi fissi sul mare, un mare che sembra non smettere mai di urlare, portavoce di tutta la disperazione di chi in questo mare ha perso la vita, annegato in una buia notte, abbandonato ad un destino forte e violento, che forse non era il suo. Ecco che allora tutte le lacrime e le grida di questi migranti vanno ad alimentare il mar Mediterraneo, trasformato in uno sterminato campo santo che non smette mai di farsi sentire nel rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, nel fragore che accompagna il venire e tornare dei suoi flutti.

    Dovremmo fare più silenzio, abbassare le nostre voci confuse per ascoltare questo lamento straziante di fronte al quale non possiamo restare indifferenti: se continuiamo ad urlarci dietro l’un l’altro non potremo che uccidere il mare, umiliarlo, piegarlo ancora una volta, come cantava Lucio Dalla.

     

    Non è nel caos frenetico di un talk show che troveremo le risposte, non è nell’acceso confronto sui social che capiremo cos’è meglio fare, non è nella rabbia di chi si sente sempre più stretto in questo Paese che avremo la capacità di cambiare le cose.

     

    Sicuramente dobbiamo agire, siamo chiamati a fare il possibile per evitare il ripetersi di stragi come queste, il Papa stesso ha dichiarato la necessità di un’azione internazionale decisa, ma prima è necessario fermarsi ed ascoltare, capire che stiamo parlando di “uomini e donne come noi, cercavano la felicità”. Mi auguro che a nessuno venga mai tolto quel desiderio di gioia e felicità che custodiamo nel nostro cuore, perché è proprio quello che da’ la forza di non arrendersi mai, di rialzarsi dopo ogni caduta, di saper amare, insomma di essere uomini!

     

    La prossima volta che avremo la fortuna di passeggiare lungo una spiaggia o sederci su di uno scoglio, concediamoci qualche minuto per ascoltare il rumore delle onde, lasciamo che questo canto entri nel nostro cuore e pensiamo ai volti sconosciuti che esso racchiude, alle vite interrotte come un romanzo con le pagine strappate.

    don Pietro

  • Comunità in cammino

    Comunità in cammino basilica-al-tramonto

    Notiziario quindicinale della Parrocchia SS Siro e Materno in Desio

    Anno 13 Numero 17 Domenica 26 aprile 2015

    IL NUOVO CONSIGLIO PASTORALE

    TRA PASSATO E FUTURO

    Si ritiene utile portare a conoscenza di tutta la Comunità almeno alcuni passaggi del testo di un’intervista rilasciata dal Prevosto a un periodico locale.

    LA FUNZIONE DEL CONSIGLIO PASTORALE NELLA COMUNITÀ CRISTIANA

    Ricordiamo che la missione della Chiesa (e quindi anche di ogni comunità locale) è quello di annunciare, celebrare e testimoniare nella storia il Mistero Pasquale, cioè l’amore di Dio per gli uomini, manifestato nella venuta tra noi del Figlio di Dio e culminato nella croce e risurrezione di Cristo. Affinché questa missione sia esercitata in un cammino di partecipazione e corresponsabilità tra tutte le componenti del popolo di Dio, e quindi anche dai laici (che sono i comuni battezzati) insieme ai preti e ai religiosi, in ogni Comunità viene costituito un Consiglio Pastorale che – dopo aver cercato di cogliere la situazione concreta dell’ambiente umano in cui la comunità è inserita – stabilisce gli orientamenti e le linee guida per le varie attività ecclesiali (evangelizzazione, catechesi, liturgia, educazione dei giovani, attività caritative ecc.). La componente laicale, tra l’altro, rappresenta la maggioranza dei membri del Consiglio, e affinché sia il più possibile rappresentativa dell’intera popolazione, i membri vengono eletti nella misura dei 2/3 del totale. E’ bene notare che il Consiglio, una volta costituito, vede articolarsi il suo lavoro anche attraverso le varie Commissioni che si formano al suo interno. Possiamo ricordare, ad esempio, la Commissione Caritas, quella di Pastorale Familiare, di Pastorale Sociale, di Pastorale Giovanile ecc.

    I RISULTATI OTTENUTI DAL CONSIGLIO USCENTE

    Nei 4 anni in cui ha esercitato il suo mandato, il Consiglio Pastorale uscente ha affrontato diverse problematiche, tutte tendenti – è bene sottolinearlo – a creare una sempre maggiore conver-genza di iniziative tra le 5 parrocchie cittadine, sia nei contenuti che nei metodi. Ciò ha portato ad unificare alcune proposte nell’ambito della catechesi, della formazione e delle celebrazioni, come ad esempio le Giornate Eucaristiche, gli Esercizi spiri-tuali (comuni nel tema e nei tempi) e il cammino unitario della Quaresima, sia negli incontri sia nella scelta del gesto di solidarietà da proporre alla popolazione. Certamente una delle scelte più signi-ficative, che dovrebbe essere ormai nota a tutta la città, è stata l’avvio, nell’ot-tobre di tre anni fa, della “Mensa solidale” per andare incontro alle neces-sità di chi non ha le risorse per garantirsi in modo costante il pasto quotidiano. La Mensa solidale fa seguito a un’altra scelta importante di qualche anno prima e cioè la creazione della “Casa di Mamre”, ossia un appartamento in città per ospitare donne e bambini in emergenza abitativa. Recentemente invece sono stati indetti alcuni incontri dal titolo “Fare Impresa, creare Lavoro”, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, che hanno dato origine ad alcune opportunità che si stanno ancora sviluppando. Sul versante educativo si sono stabilite insieme anche le tappe dell’Iniziazione Cristiana dei ragazzi con la relativa celebrazione dei sacramenti della Confermazione ed Eucaristia. Un’iniziativa che ha visto una buona partecipazione a livello cittadino è stato anche il percorso delle “Serate di Gerico”, cioè una serie di incontri di catechesi per gli Adulti, con un’impostazione innovativa. Ci sono state senz’altro altre scelte significative, ma ci vorrebbe troppo tempo e spazio per ricordarle tutte.

    I PRINCIPALI OBIETTIVI PER IL PROSSIMO CONSIGLIO PASTORALE

    Non dimenticando il fatto che sarà il Consiglio stesso, quello che risulta dalle elezioni di questo 19 aprile, che – dopo aver fatto il punto della situazione attuale – si darà degli obiettivi su cui puntare prioritariamente nel qua-driennio in cui rimarrà in carica, mi sembra di poter indicare a grandi linee qualche orientamento di fondo. Innanzitutto bisognerà intensificare gli sforzi perché la Comunità Pastorale che è stata avviata 5 anni fa e che raccoglie le parrocchie di Desio, diventi una realtà sempre più concreta, non solo, ma anche meglio percepita e assimilata dal comune sentire dei desiani. A questo proposito dovrà acquistare sempre più spessore l’unità della Caritas cittadina (che comunque è già ben avviata). Recentemente è stato stilato anche un progetto intitolato “Diventare Famiglie Cristiane” che andrà riformulato e precisato per diventare al più presto operativo. Rimane comunque un vasto orizzonte che va meglio esplorato e che – in una parola – può essere espresso con le parole di Papa Francesco: “Come la Comunità cristiana di Desio può diventare davvero una «Chiesa in uscita»?” E’ una sfida che sta davanti a tutti noi.

    Mons. Elio Burlon (altro…)

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