Comunità in cammino
Notiziario quindicinale della Parrocchia SS. Siro e Materno
Anno 13 numero 16 Domenica 12 Aprile 2015
Durante l’omelia in occasione della celebrazione penitenziale di venerdì 13 marzo scorso, Papa Francesco – dopo aver commentato l’episodio della peccatrice perdonata di cui parla il vangelo di Luca al cap. 7° – ha dichiarato: “Cari fratelli e sorelle, ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. E’ un cammino che inizia con una conversione spirituale; e dobbiamo fare questo cammino. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: <<Siate misericordiosi come il Padre!>> (cfr. Lc 6,36)”.
Prima di giungere a questo annuncio, comunque, il Papa aveva proposto alcune puntuali riflessioni sul brano evangelico sopra ricordato, sottolineando che, prima ancora dell’amore e del pentimento che la donna manifesta con il suo atteggiamento di umiltà nei confronti di Gesù, c’è soprattutto l’amore misericordioso di Gesù per lei che la spinge ad avvicinarsi. Il desiderio principale della donna è quello di avere la certezza di essere perdonata…e “Gesù le dona questa certezza: accogliendola le dimostra l’amore di Dio per lei, proprio per lei, una peccatrice pubblica! L’amore e il perdono sono simultanei”.
Tutto ciò, inoltre, è in netto contrasto con l’atteggiamento di Simone il fariseo che, dice il Papa: “non riesce a trovare la strada dell’amore…Il suo giudizio sulla donna lo allontana dalla verità e non gli permette neppure di comprendere chi è il suo ospite”. Il giudizio che spesso sbrigativamente diamo del prossimo – e che forse bisognerebbe chiamare ‘pregiudizio’ – ci impedisce di cogliere la vera realtà delle persone, perché si ferma alla superficie delle cose. Per questo Papa Francesco ci esorta “a puntare sul cuore per vedere di quanta generosità ognuno è capace. Nessuno può essere escluso dalla misericordia di Dio”.
A mio parere comunque l’osservazione forse più decisiva (e meno scontata) è quella che il Pontefice mette all’inizio della sua riflessione, quando osserva che “fare esperienza dell’amore di Dio, comunque, è anzitutto frutto della sua grazia…La trasformazione del cuore che ci porta a confessare i nostri peccati è ‘dono di Dio’…è un regalo, è ‘opera sua’”. L’annuncio della infinita misericordia del Signore, infatti, rischia di rimanere senza risposta se gli uomini non sono consapevoli del proprio bisogno di perdono e riconciliazione. E in generale oggi non è difficile scorgere come nella mentalità corrente si assista da tempo a un “deperimento delle evidenze etiche” (come diceva il Card. Martini), che si accompagna a un affievolirsi del senso di responsabilità e a un diffuso soggettivismo, i quali insieme fanno da ostacolo alla consapevolezza della propria condizione di peccatori. Si rischia spesso di rimanere chiusi nella presunzione di Simone il fariseo, che pensava di non aver bisogno di perdono.
Davanti a questa situazione, oltre alla testimonianza sincera dei praticanti e alla preghiera, penso sia necessario un particolare sforzo in campo educativo, rivolto quindi soprattutto alle giovani generazioni. Non conosciamo ancora le varie iniziative che saranno attivate nel prossimo Anno Santo della Misericordia, che il Papa ha affidato al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ma penso proprio che saranno date indicazioni e offerti sussidi e opportunità in questo senso. Auguriamoci perciò reciprocamente di poter ricavare il maggior frutto possibile da questa nuova iniziativa di Papa Francesco.
Mons. Elio Burlon
Vivere la settimana santa
Ma che cosa può voler dire vivere la Settimana Santa per noi? Che cosa significa seguire Gesù nel suo cammino sul Calvario verso la Croce e la Risurrezione?
Nella Settimana Santa noi viviamo il vertice di questo disegno di amore che percorre tutta la storia dei rapporti tra Dio e l’umanità. Gesù entra in Gerusalemme per compiere l’ultimo passo, in cui riassume tutta la sua esistenza: si dona totalmente, non tiene nulla per sé, neppure la vita. Gesù si è consegnato volontariamente alla morte per corrispondere all’amore di Dio Padre, in perfetta unione con la sua volontà, per dimostrare il suo amore per noi. Sulla croce Gesù «mi ha amato e ha consegnato se stesso per me». Ciascuno di noi può dire: Mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.
Che cosa significa tutto questo per noi? Significa che questa è anche la mia, la tua, la nostra strada. Vivere la Settimana Santa seguendo Gesù non solo con la commozione del cuore; vivere la Settimana Santa seguendo Gesù vuol dire imparare ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di consolazione, di aiuto. C’è tanto bisogno di portare la presenza viva di Gesù misericordioso e ricco di amore!
Vivere la Settimana Santa è entrare sempre più nella logica di Dio, nella logica della Croce, che non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell’amore e del dono di sé che porta vita. E’ entrare nella logica del Vangelo. Seguire, accompagnare Cristo, rimanere con Lui esige un “uscire”, uscire. Uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l’orizzonte dell’azione creativa di Dio.
La Settimana Santa è un tempo di grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, ed “uscire” incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede. Uscire sempre! E questo con amore e con la tenerezza di Dio, nel rispetto e nella pazienza, sapendo che noi mettiamo le nostre mani, i nostri piedi, il nostro cuore, ma poi è Dio che li guida e rende feconda ogni nostra azione.
Auguro a tutti di vivere bene questi giorni seguendo il Signore con coraggio, portando in noi stessi un raggio del suo amore a quanti incontriamo.
Don Gì

| Lunedì santo 30 marzo | Ore 16.50: catechesi 4° elem. Ore 18.30 incontro adolescenti di 1-3° sup. |
| Martedì santo 31 marzo | Ore 16.50 : catechesi della V elementare. |
| Mercol santo 1° aprile | Ore 18.30 PREGHIERAquaresimale in piazza per adolescenti, giovani e adulti |
| Giovedì santo 2 aprile | ore 17.00 S Messa con lavanda dei piedi in Basilica. |
| Venerdì santo 3 aprile | Via Crucis ragazzi al mattino. Pasto povero a mezzogiorno. Alla sera VIA CRUCIS per le vie della città |
| Sabato santo 4 aprile | |
| Domenica 5 aprile |
Domenica di risurrezione |
| Lunedì 6 aprile |
Pellegrinaggio diocesano 14enni a Roma. Oratorio Chiuso |
| Martedì 7 aprile |
Pellegrinaggio diocesano 14enni a Roma. Oratorio Chiuso |
| Mercoledì 8 aprile |
Pellegrinaggio diocesano 14enni a Roma. Oratorio Chiuso |
| Giovedì 9 aprile | ore 16.50: catechesi 2° elementare. |
| Venerdì 10 aprile | Ore 16.50: catechesi 3° elem; ore 18.30 catechesi preado (1°- 2°-3 m). |
| Sabato 11 aprile |
GIORNATA dello SPORT in ORATORIO (cfr avviso qui in seguito) |
| Domenica 12 aprile |
Alle ore 11.15 nella Chiesa di S Giovanni Battista S Messa di professione di Fede per i ragazzi di 3° media delle cinque Parrocchie di Desio |
| Lunedì 13 aprile | Ore 16.50: catechesi 4° elem. Ore 18.30 incontro adolescenti di 1-3° sup. alla sera alle ore 21 per 18/19enni inizio Corso sulle dipendenze |
| Martedì 14 aprile | Ore 16.50 : catechesi della V elementare. |
| Mercoledì 15 aprile | |
| Giovedì 16 aprile | ore 16.50: catechesi 2° elementare. |
| Venerdì 17 aprile | Ore 16.50: catechesi 3° elem; ore 18.30 catechesi preado (1°- 2°-3 m). |
| Sabato 18 aprile |
Alle ore 18.30 in Basilica S Messa di “patto educativo” per i preadolescenti di 1° media delle cinque parrocchie di Desio |
| Domenica 19 aprile |
RITIRO SPIRITUALE in Oratorio, dal mattino al pomeriggio in preparazione alla Messa di 1° Comunione per genitori e ragazzi di IV elem anche di S Giorgio.
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Comunità Pastorale S. Teresa di Gesù BambinoEntrando nella Settimana Santa (nel Rito Ambrosiano è chiamata “Autentica”), ci facciamo accompagnare ancora dal monaco benedettino P. Anselm Grun per ravvivare in noi sentimenti adatti a vivere con autenticità la Pasqua, centro e vertice di tutte le feste cristiane.