11 novembre 2012
In questa giornata diocesana Caritas, vogliamo parteciparvi di quanto abbiamo ascoltato e visto in questo anno
perché riteniamo che ogni persona e l’intera comunità debbano essere informati di quali e quanti problemi vive la città
e perché la prossimità interessa tutta la comunità e non solo pochi volontari o generosi cristiani che si rendono disponibili.
Cosa abbiamo ascoltato e visto in questo 2012
Abbiamo visto crescere in misura sempre maggiore:
– persone in cassa integrazione o in disoccupazione
– persone in cerca di un lavoro – qualunque lavoro – (che non si trova)
– persone e famiglie che perdono la casa perché non riescono a pagare l’affitto o il mutuo
– persone con redditi ridotti o inesistenti che non possono mantenersi e mantenere la famiglia
– famiglie toccate dalla separazione o da un rapporto affettivo finito o da una malattia improvvisa e grave
– famiglie indebitate per finanziamenti troppo onerosi
– famiglie con attività in proprio ma senza lavoro
– risorse pubbliche falciate
Insomma, abbiamo visto uomini, donne, bambini, famiglie intere che stanno attraversando disagi e vivendo in sofferenza….
Non sono i volti anonimi o sconosciuti e lontani da noi, ma piuttosto il volto del nostro vicino di casa, del papà del compagno di nostro figlio, di un nostro amico… Volti di persone italiane e non, con un lavoro specializzato o generico, giovani e non più giovani.
Sono i volti di questo terzo millennio, il prossimo di questo terzo millennio che a causa della crisi epocale grave e perdurante scivolano nella spirale della povertà e da soli non riescono a risalire la china e a rimettersi in cammino….
Cosa ci è chiesto di fare singolarmente e come comunità. E cosa possiamo fare
Di fronte a questo scenario, per la verità poco tranquillizzante, cosa ci è chiesto di fare singolarmente e come comunità? E cosa possiamo fare?
Ha scritto il Cardinal Carlo Maria Martini nella postfazione al rapporto 2012 dell’Ambrosianeum: “Benedetta la città che si prende cura”, dove il prendersi cura evoca la parabola del Samaritano che non passa oltre, si ferma, si avvicina, guarda l’altro in faccia e negli occhi, vede il suo bisogno e si prende cura di lui….
La comunità cristiana e la città hanno bisogno di testimoni veri e autentici che non si illudono di sconfiggere la povertà: “i poveri li avrete sempre con voi”, si narra nel Vangelo, ma hanno il coraggio di interessarsi all’altro, di impegnarsi e di prendersi cura di lui anche con piccoli e semplici gesti di condivisione e di prossimità possibili a tutti.
Abbiamo bisogno di te! Perché nessuno sia lasciato o possa sentirsi solo…..


