
Autore: Paolo Redaelli
-
A Messa, di domenica, perché?
Da giovedì 24 a domenica 27 ottobre vengono proposte in città le Giornate Eucaristiche, momenti in cuisarà possibile fermarsi per la preghiera personale o comunitaria davanti a Gesù, pane vivo disceso dal cielo. Ciascuno può individuare gli orari adatti per vivere una sorta di pellegrinaggio eucaristico. Le occasioni itineranti nelle parrocchie favoriscono gli anziani, che non devono spostarsi troppo, e chi lavora, con orari serali o nel pomeriggio del sabato e della domenica. E’ stato preparato un sussidio per i momenti comunitari che può aiutare ad adorare anche in quelli di preghiera personale. Le giornate hanno come titolo A Messa, di domenica, perché? Dal momento che il dono dell’Eucarestia è offerto da Gesù nel contesto della sua Pasqua, non è possibile non ricordare che la celebrazione comunitaria dell’Eucarestia è, e rimane, il centro della vita della comunità (M. Delpini).
Ma cosa comunica, oggi, a un ragazzo o a un giovane la Messa? E’ ancora comprensibile per la maggior parte degli adulti?
Il più delle volte sembra di non riuscire a comunicare la decisività nella vita di un cristiano della Messa domenicale! In realtà la Messa è molto più di un rito, di una sana abitudine o di un’occasione aggregativa. E’ un vero appuntamento d’amore. Scrive un autore, al quale affido l’invito per vivere le Giornate Eucaristiche 2024: la Messa è un roveto ardente nel quale Dio si manifesta in mezzo a noi per farsi conoscere. E’ la montagna delle beatitudini dove chi si riunisce rimane affascinato dalla ricchezza della sua Parola. E’ il luogo della crocifissione, il Golgota, dove si rivive realmente il più grande atto d’amore di sempre. E’ un cenacolo dove si tocca con mano che lo Spirito di Gesù risorto non abbandona la sua presenza nella mia vita e nella nostra storia”.
-

Il pensiero della settimana – Dedicazione del Duomo
La Liturgia ambrosiana celebra oggi la festa della Dedicazione della Cattedrale, cioè l’anniversario della consacrazione del Duomo, detto Cattedrale perché risiede il Vescovo che, come successore degli Apostoli, è il Maestro che ha, lì, la sua cattedra.
La Chiesa cattedrale è un po’ il cuore di una diocesi: in essa vengono consacrati, il Giovedì Santo, gli Oli santi per tutti i sacramenti, e vengono ordinati i Sacerdoti; è la sede del Vescovo, successore degli apostoli, pastore del gregge.
Ecco perché le indicazioni pastorali che il Vescovo ci dà, ci devono stare a cuore.
Non è che Dio ha bisogno di una casa. Siamo noi ad averne bisogno, come segno della sua presenza e Dio ci viene incontro e ha voluto una casa tra le nostre case. Dovremmo ricordare sempre che è “casa di Dio“: il silenzio, il raccoglimento, il purificarci con l’acqua benedetta, la genuflessione, l’inchino, l’abbigliamento. Su questo punto, del “galateo “, abbiamo tutti da migliorare e da richiamarci a vicenda.
Ma tutto il discorso sulla chiesa edificio ci porta al nostro essere Chiesa. Paolo raffigura la Chiesa come un edificio in cui Cristo è la pietra angolare e ci ricorda: “non sapete che siete Tempio di Dio e che lo Spirito abita in voi?”
Preghiamo, allora, perché il nostro Arcivescovo sia sempre il maestro della nostra fede, perché abbiamo a sentire la Chiesa come la nostra seconda casa per la presenza particolare del Signore e perché ciascuno di noi si sente responsabile della vita della Chiesa, riscoprendo la sua vocazione.
-
Questa settimana in città 20-27 ottobre
SANTI SIRO E MATERNO – BASILICA
- domenica 20 ottobre
- ore 16: celebrazione comunitaria del battesimo di (mancano i nomi)
SAN GIOVANNI BATTISTA
- domenica 20 ottobre
- ore 15: castagnata in oratorio
- ore 16: celebrazione comunitaria del battesimo di Nicole, Matthew, Romeo
- sabato 26 ottobre
- ore 21: teatro amatoriale in dialetto milanese, in oratorio
- domenica 27 ottobre
- ore 10.30: S. Messa a ricordo del 25° anniversario della dedicazione della chiesa parrocchiale
- ore 12.30: pranzo comunitario, con prenotazione anticipata in sacrestia
- ore 15: inizio catechesi 2^ elementare con bambini e genitori
- giovedì 31 ottobre
- ore 18: S. Messa nel giorno esatto del 25° anniversario della dedicazione della chiesa (31 ottobre 1999 – 31 ottobre 2024)
SANTI PETRO E PAOLO
- domenica 20 ottobre
- ore 16: celebrazione comunitaria del battesimo di Maddalena, Evan, Aurora, Federico, Jacopo e Ines
- giovedì 24 ottobre
- ore 21: incontro genitori dei bambini di 4^ elementare
- venerdì 25 ottobre
- ore 18: incontro preado 1^ e 2^ media
- sabato 26 ottobre
- ore 14: incontro preado 3ªmedia
- ore 16: adorazione eucaristica e confessioni
- domenica 27 ottobre
- ore 15: inizio catechesi 2ª elementare con bambini e genitori
SAN GIORGIO
- domenica 20 ottobre
- banco vendita dell’associazione Talità Kum operante in Centrafrica, a favore della ristrutturazione della scuola materna e della costruzione della cappella dedicata a San Francesco nel villaggio di Yolè.
- mercoledì 22 ottobre
- ore 21: assemblea parrocchiale
SAN PIO X
- domenica 20 ottobre
- ore 15: castagnata in oratorio, con aggiunta di vin brulè, zucchero filato e pane e salame
- domenica 27 ottobre
- ore 15: domenica insieme, genitori e bambini, in oratorio
- domenica 20 ottobre
-

Camminare …
Chi vive incarnato nella situazione storica odierna non può non interrogarsi sul senso di una festa patronale. Se qualche decennio fa la festa del Patrono di un paese o di una città rimandava immediatamente alla vita cristiana con i suoi ritmi e scadenze, oggi non è più così. Occasioni per fare festa non mancano, anzi sono quotidiane! Sembra inevitabile chiedersi se il festeggiare la Madonna del Rosario, Patrona della città di Desio, parli ancora a gente di ogni età, alle prese con algoritmi, intelligenza artificiale, forme di comunicazione istantanee, conflitti locali e mondiali che aprono scenari impressionanti nel tentativo di sdoganare la guerra come modalità di soluzione alle tensioni internazionali.
Alla luce e sollecitati dalla Parola di Dio suggerisco due percorsi di riflessione per agire da cristiani nella città ben consapevoli della potenzialità e delle sfide in atto.
Il primo: nel racconto di Atti degli Apostoli (Atti 1,12-14) si descrive una situazione simile alla nostra. I testimoni della resurrezione di Gesù, pur avendo avuto riprova della presenza del Risorto, sono in preda a smarrimento e paura. Non hanno ancora il coraggio di uscire e annunciare la notizia buona che cambia il modo di vivere: Gesù è vivo e noi siamo amati e salvati da Dio, perché figli di un Dio che è Padre. Nonostante questo timore riconoscono nella presenza di Maria di Nazareth la donna capace di accoglierli perseverando nella preghiera e nella fraternità. Maria indica che la strada da percorrere è quella della fiducia incrollabile nella presenza di Dio. Questo annuncio ci interpella e, aiutati da un prete educatore, desiano di nascita e di formazione alla vita cristiana, troviamo la prima consegna: “Il problema dell’educazione dei giovani è che hanno assolutamente bisogno di una sola cosa: la presenza dell’adulto. I giovani hanno bisogno di una presenza, cioè che l’adulto sia una presenza”. Noi cristiani abbiamo la gioiosa responsabilità di educarci ed educare ad essere e diventare adulti appassionati e fiduciosi soprattutto nelle situazioni maggiormente complesse e precarie tipiche di una società definita destrutturata e liquida.
Il secondo percorso: il tratto che caratterizza l’adulto è la consapevolezza di essere partecipe di un dono ricevuto e come tale da trasmettere. S.Teresa di Gesù Bambino, dopo il travaglio vissuto nel diventare adulta, arriva ad affermare: “Compresi e conobbi che l’amore abbraccia in se tutte le vocazioni, che l’amore è tutto, che l’amore si estende a tutti i tempi e i luoghi, in una parola che l’amore è eterno”. Vivere nella realtà come adulti è non recriminare né rimpiangere, ma assumersi le responsabilità che ci vengono affidate operando, a volte anche soffrendo e lottando, nella consapevolezza che Dio Padre ci assegna una vocazione specifica, così che lo stare nel mondo diventa il tempo nel quale investire i talenti ricevuti mettendoli a servizio della pace e della fraternità. Come discepoli di Gesù, non stiamo nella città per dividere, ma per unire e valorizzare ogni contributo. In concreto: camminare uniti e pronti a riconoscere ogni scintilla di bene per metterla in relazione con altre scintille di bene e togliere la cenere dalla brace che impedisce al fuoco di ardere e riscaldare. Accompagnati dalla Madonna del Rosario, da S.Teresa di Gesù Bambino e dai molti testimoni di ieri e di oggi, viviamo con fiducia laboriosa questo tempo di grazia.
-

Il pensiero della settimana – VII domenica dopo il Martirio di San Giovanni
Il Vangelo di oggi ci riporta la parabola della zizzania: una delle più conosciute e una delle poche spiegate da Gesù. La parabola ci ricorda che Dio è sempre presente nella storia dell’umanità ed è paziente con l’uomo. Non sfugge nulla al padrone del campo, anche se non è imputabile a lui la zizzania; sa che c’è e chi l’ha seminata. Ha presente la situazione del mondo, sa che c’è il bene, ma sa che purtroppo c’è anche il male.
Al contrario di noi uomini, che vorremmo subito la divisione tra il bene ed il male e l’annullamento di questo, Dio sa aspettare perché, a differenza di quanto avviene nel mondo vegetale, la zizzania potrebbe diventare buon grano, una persona cattiva può diventare buona. La storia ci presenta delle conversioni clamorose.
Il discepolo di Gesù deve essere attento ai fenomeni del suo tempo. Sa che nel mondo c’è zizzania, che c’è il demonio, il male, ma sa anche che c’è il Signore che è superiore ad ogni forza cattiva, c’è anche il buon grano.
Buon grano e zizzania non sono due categorie di persone, ma modi di vivere che possono essere presenti in ciascuno di noi.
Il cristiano non nega il male, ma di fronte alla persona che sbaglia ha sempre speranza che si converta e lo sforzo che deve fare, nel punire il colpevole, è di recuperarlo. Devi imitare Gesù che condannava il peccato salvando il peccatore.
Chiediamo allora al Signore di saper guardare il mondo, la storia con i suoi occhi, di avere la sua pazienza e misericordia con chi sbaglia e di essere strumento del suo amore nel mondo.




