Don Elio Burlon è spirato in queste ore.
Alle 18 in Basilica pregheremo per lui il S. Rosario e la S. Messa delle 18.30 sarà in suo suffragio.
Autore: Paolo Redaelli
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Alla ricerca del dialogo
I mesi di luglio e agosto possono essere un tempo nel quale recuperare qualche spazio di silenzio e raccoglimento. E’ opportunità anche per vivere con maggiore calma la preghiera.

A partire da oggi, questa prima pagina di ‘Comunità in cammino’ offre qualche spunto per favorire la preghiera personale.
Attingo ampiamente da un libro che consiglio, dal titolo “Iniziazione alla preghiera” di padre Roberto Pasolini, pubblicato dalla casa editrice San Paolo.
Premessa:
Non è mai possibile parlare in astratto della preghiera, perché è un’esperienza nella quale decidere di lasciarsi coinvolgere. Diversamente, si cade nel ragionamento astratto che, con il passare del tempo, rende sterile e non percorribile il dialogo con l’Assoluto.
Mantenendo aperto questo orizzonte, si può affermare che:
- Da sempre gli esseri umani, uomini e donne con volti e storie concrete, hanno espresso il desiderio di rivolgersi a Dio con parole, canti, riti, orazioni.
Perciò, è fondamentale chiedersi da dove nasca questo bisogno.
Sant’Agostino lo dice, con lucidità, quando afferma che “il cuore dell’uomo è inquieto finché non riposa in Dio”.
Si può asserire che, nella preghiera, sono in gioco due interlocutori: l’uomo o la donna che cerca Dio e Dio che viene di continuo in nostra ricerca.
- Con la morte e la resurrezione di Cristo, il dialogo tra Dio e gli uomini si è intensificato ed è ancora più necessario.
Scrive padre Pasolini:
“Non potendo più sopportare la distanza che si era creata tra noi e lui, Dio non si è accontentato di avvicinarsi alla nostra umanità, mettendo in fuga paura e vergogna: ha voluto donarci lo Spirito Santo per ridare vitalità a quella confidenza così necessaria per vivere da figlie e figli amati”.
Cos’è allora la preghiera? Un mistero indescrivibile?
E’ certamente una esperienza non dicibile nella sua efficacia, ma si può affermare che la persona che prega usa parole, espressioni, vive silenzi e atteggiamenti con cui entra nel dialogo d’amore con Dio Padre.
E’ un dialogo tanto più efficace e concreto, quanto più è libero sia da parte di Dio che da parte nostra. Suggerisco di pregare così per iniziare questo dialogo:
“Apri il mio cuore e le mie labbra, Signore, perché con libertà possa arrivare a riconoscere che Tu mi stai cercando”.
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L’agenda della Comunità Pastorale
DOMENICA 14 LUGLIO
VIII Domenica dopo Pentecoste
Gdc 2, 6-17; 1Ts 2,1-2.4-12: Mc 10,35-45 Ricordati Signore del tuo popolo e perdona
Liturgia delle ore: III settimana
DOMENICA 14 LUGLIO
VIII Domenica dopo Pentecoste
Gdc 2, 6-17; 1Ts 2,1-2.4-12: Mc 10,35-45 Ricordati Signore del tuo popolo e perdona
Liturgia delle ore: III settimana✙ 7.30 S. Giovanni Battista
✙ 8.00 S. Pio X
✙ 8.30 Basilica
✙ 9.00 SS Pietro e Paolo
✙ 9.00 S. Giorgio Martire
✙ 10.00 Basilica
✙ 10.30 S. Pio X
✙ 11.00 S. Giorgio Martire
✙ 11.00 Crocifisso
✙ 11.30 Basilica
✙ 18.00 San Pio X
✙ 18.30 BasilicaLUNEDÌ 15 LUGLIO
S. Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa
1Sam 1,1-11; Lc 10,8-12
Accogli, Signore, il sacrificio della nostra lode✙ 7.30 Basilica – Francesca Calleia
✙ 8.30 San Pio X
✙ 8.30 SS Pietro e Paolo – Redaelli Alessandro, Maroni Christian, Panzeri Alberto
✙ 9.00 Basilica – Giuseppina Spinelli e Giuseppe Aliprandi
✙ 18.00 S. Giorgio Martire
✙ 18.30 Basilica
✙ 20.30 S. Giovanni Battista – Impalà Antonio; Giussani FrancaMARTEDÌ 16 LUGLIO
B. Vergine Maria del Monte Carmelo
1Sam 10,17-26; Lc 10,13-16
Beato il popolo che ha il Signore come Dio✙ 7.30 Basilica – Rinaldo Giambelli, Maria Lisa Colombo e famiglia
✙ 8.30 San Pio X
✙ 8.30 SS Pietro e Paolo – Sacerdoti e religiosi defunti
✙ 8.30 San Giovanni Battista – Luigia, Gaspare Casiraghi; Gianni, Tina, Andrea Maglio; Brioschi Erminio, Paolina, Pietro
✙ 9.00 Basilica
✙ 18.00 S. Giorgio Martire – Ferraro Salvatore; Giuseppe, Caterina, Carmine, Anna
✙ 18.30 Basilica – Cesana Maria e Monguzzi LuigiMERCOLEDÌ 17 LUGLIO
S. Marcellina Vergine
1Sam 17,1-11.32-37.40-46.49-51; Lc 10,17-24
Dio è per noi rifugio e forza✙ 7.30 Basilica
✙ 8.30 SS Pietro e Paolo – Nicola Lagravinese, Famiglia Riva
✙ 9.00 Basilica – Giuseppina e Francesco Arosio
✙ 18.00 S. Giorgio Martire
✙ 18.30 Basilica – Adele e Giovanni Teruzzi
✙ 20.30 San Pio X
✙ 20.30 Chiesa di S. Rocco – Sala Carlo, Luigi, Camilla, zio VincenzoGIOVEDÌ 18 LUGLIO
Dell’Eucarestia
1Sam 24,2-13.17-23; Lc 10,25-37
A te mi affido: salvami Signore!✙ 7.30 Basilica
✙ 8.30 San Pio X
✙ 8.30 San Giovanni Battista – Piera e i suoi cari vivi e morti
✙ 9.00 Basilica
✙ 18.00 S. Giorgio Martire
✙ 18.30 Basilica – Ettore Malberti
✙ 18.30 Madonna Pellegrina – Crotti Maria, Ranghelli Angelina, Briani Antonia, Bonfanti Antonio, Barisone Alessandro, Monguzzi Ernesto, Cappello Carlo, Toma FilomenaVENERDÌ 19 LUGLIO
Del Sacratissimo Cuore di Gesù
1 Sam 28, 3-19; Lc 10, 38-42
Viene il nostro Dio e non sta in silenzio✙ 7.30 Basilica
✙ 8.30 San Pio X
✙ 8.30 SS Pietro e Paolo – In suffragio dei bambini non nati
✙ 8.30 S. Giovanni Battista – Familari Maria
✙ 9.00 Basilica – Federica Parravicini
✙ 18.00 S. Giorgio Martire – Mariuccia Mariani
✙ 18.30 Basilica. Giuseppe Marelli, Giuseppina Gerosa e Edoardo BellottiSABATO 20 LUGLIO
Della Beata Vergine Maria
Nm 10, 1-10; 1Ts 4; 15-18; Mt 24, 27-33
Il Signore è l’Altissimo su tutta la terra✙ 9.00 Basilica – Valeria Colombo e Giuseppe Negri
✙ 17.30 Cappella Dei Boschi
✙ 18.00 S. Giovanni Battista – Camilla, Cesare Meda
✙ 18.00 S. Giorgio Martire – Moscato Antonio, Ambrogio Pozzi e Limonta Franco, Calare Irene
✙ 18.00 BASILICA ROSARIO
✙ 18.30 Basilica – Maria Arosio e Ferruccio Vergani
✙ 18.30 SS Pietro e PaoloDefunti della settimana: Basilica: Antonietta Carati Varisco, Carmelo Vella, Romano Sgarbossa S. Giovanni Battista: Giardina Carmela S. Giorgio Martire: Torrone Mario Battesimi domenica 14 luglio h. 16.00 Basilica: Isabel, Arianna, Giacomo, Nicole, Emma Sofia, Vittorio, Nicolò Calogero h. 16.00 S. Giovanni Battista: Aurora Adduci -

“Basta”: molto più di un grido
Alcune parole fanno pensare: Altre, non solo fanno pensare, altre spronano, dopo aver pensato, ad agire in modo rinnovato, come conseguenza del pensiero e della preghiera.
Una di queste parole è posta come titolo alla proposta pastorale che l’Arcivescovo Mario ci ha offerto in questo giorni: BASTA!
In che senso BASTA? E’ un grido accorato e, forse, drammatico, oppure una via per affrontare la complessità di vicende sempre più inestricabili?
Leggendo la proposta pastorale ci si accorge che si tratta di un grido di insofferenza, di ribellione verso il male che abita l’oggi della storia.
Il male che ha il volto delle guerre, dei conflitti interpersonali sempre più accesi, della relativizzazione di ogni scelta e della tendenza a voler definire ‘bene’ anche ciò che fa soffrire e che frantuma l’armonia e la pace del cuore.
Eppure, non è solo un grido accorato, ma anche l’annuncio della novità cristiana, così attuale e necessaria al nostro contesto.

Scrive l’Arcivescovo che “è proprio questo senso di impotenza a trovare una risposta nella proposta cristiana. Il Signore parla a Paolo, che si lamenta dei limiti che gli impone la sua fragilità, dicendogli: “Ti basta la mia Grazia”.
Dunque, questo legame tra l’insofferenza per l’intollerabile e la fiducia nella grazia del Signore, può essere l’argomento che permette di dire che abbiamo ragioni per sperare, per lottare, per pensare?
Nell’anniversario dell’Anno Santo, una proposta così ci permette di pregare, pensare, parlare, protestare e, anche, agire, perché noi non siamo quello che facciamo nella frenesia di un ritmo spesso eccessivamente vertiginoso, ma uomini e donne che vivono anzitutto perché “Dio solo basta”.
E, nella scoperta di questa realtà, siamo costruttori di pace e speranza.
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Il pensiero della settimana – VII domenica dopo Pentecoste
La Liturgia oggi ci presenta Giosuè, il successore di Mosè che introdusse il popolo eletto nella Terra promessa. Non è stata un’impresa facile: ha dovuto combattere i nemici, a Gabaon, dove per poter vincere pienamente, chiese al sole di fermarsi perché si prolungasse la giornata. Una pagina che, purtroppo, a chi non sapeva leggere bene la Bibbia, nel suo senso vero, ha dato uno dei motivi di condannare Galileo che ricordava che non è il sole che si muove, ma la terra.
Ha dovuto inoltre mettere in guardia il popolo dalla tentazione dei culti pagani e, a Sichem, in un’assemblea popolare, Giosuè chiede alla gente di fare pubblicamente una scelta o con Dio o con gli dei pagani, proclamando da parte sua la scelta di fedeltà a Dio.
Ora Giosuè è immagine di Gesù.
Anche Gesù chiede di fare delle scelte: non lascia indifferenti: scelte che comportano la Croce. Gesù la prevede e preannuncia tribolazioni e persecuzioni, ma non dobbiamo scoraggiarci perché il Signore con noi.
Il filo che lega le Letture mi pare proprio un invito alla speranza. Proviamo a chiederci, ripensando a Giosuè e a Gesù: abbiamo il desiderio della Terra Promessa, della vita eterna, cioè di una comunione profonda e intima con il Signore? La nostra vita ha come guida Gesù o abbiamo tanti idoli? Quali in particolare sono in contrasto con il Vangelo: soldi, successo, orgoglio, pigrizia? Abbiamo fiducia nel Signore che ci dà forza di vincere contro tutte le tentazioni e gli insuccessi?
Chiediamo al Signore di accompagnarci nel cammino della nostra vita, donandoci forza e luce.
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Don Edoardo Vicario ad Olgiate Olona

Lo scorso 20 giugno, nel corso dell’Ora media, nella Cappella arcivescovile l’Arcivescovo Mario Delpini ha comunicato ai sacerdoti novelli ordinati lo scorso 8 giugno in Duomo, la loro destinazione, ossia i nomi delle parrocchie e delle Comunità pastorali in cui svolgeranno il ministero di Vicari, accompagnandole con alcune raccomandazioni per il loro primo incarico.
Tra loro anche il nostro concittadino don Edoardo Mauri, che è stato nominato Vicario della Comunità Pastorale “S. Gregorio Magno” in Olgiate Olona, composta dalle Parrocchie dei Santi Stefano e Lorenzo, S. Giovanni Bosco e S. Giuseppe in Buon Gesù,
Che il Signore illumini sempre i tuoi passi!


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5 parole per i PreAdo
Il cammino di questo oratorio estivo sta per concludersi: ancora una settimana e i circa 220 ragazzi delle medie, 60 animatori e 35 volontari adulti saluteranno le aule e i campi.
In queste 4 settimane di intenso via vai le esperienze che hanno arricchito i nostri giovani sono state molte: alcuni hanno incontrato i ragazzi della cooperativa Il Seme, altri hanno visitato la RSA giocando e chiacchierando con i suoi ospiti, e tutti hanno ascoltato le parole dei testimoni della comunità Cenacolo, venuti a raccontarci i loro difficili cammini.
Uno dei temi portanti di questa esperienza è stato l’inclusione delle persone disabili, in un percorso che ha portato i ragazzi ad imparare ad accettare le diversità e a riconoscere che queste possono essere una ricchezza e non un limite.
L’hanno ben dimostrato i ragazzi di Calcio Integrato e di BaskIn, che si sono messi in gioco per spiegare ai giovani che uno sport più inclusivo è possibile per tutti e non è certo meno emozionante.
Non sono mancati i giochi, organizzati ogni giorno da arbitri e animatori con grande impegno ed i laboratori organizzati dai volontari adulti: tra un gelato, una partita di palla base e uno scoobydoo, le giornate si sono riempite di risate, divertimento e preghiera.
Cinque le parole che hanno guidato il percorso spirituale dei preadolescenti in queste settimane, con l’aiuto degli educatori: desiderare, silenzio, essenziale, arrendersi e arrivare.
Il cammino continua, anche se settimana prossima l’oratorio estivo si concluderà, ma speriamo di rivederci l’anno prossimo con lo stesso entusiasmo!
Selene Stefanoni educatrice




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San Materno e le sue immagini nella nostra basilica

I patroni della chiesa prepositurale di Desio sono san Siro e San Materno; la tradizione vorrebbe che il secondo sia stato “aggiunto” perché la sua festa liturgica cadeva il 18 luglio, giorno in cui sarebbe stata consacrata la Basilica.
San Materno fu il settimo vescovo di Milano. Non possediamo informazioni sicure sulla sua figura storica; sappiamo che resse la diocesi dopo San Mirocle e che il suo episcopato andrebbe collocato dopo il 314 e sarebbe terminato prima del 342. Sarebbe stato sepolto nella chiesa di San Nabore e poi forse traslato tra San Celso e Sant’Eustorgio. Alcuni testi a carattere leggendario lo collocano nel periodo delle persecuzioni di Diocleziano o di Massimiano. Alcuni autori indulgono nel descrivere le sue virtù nel difendere la propria fede nei confronti dell’imperatore. Avrebbe inviato i santi Carpoforo e Fedele a predicare Gesù Cristo nella città di Como e avrebbe affidato a San Vittore l’incarico di evangelizzare i fedeli nei dintorni di Milano. Secondo questi racconti, i suoi resti riposerebbero nella Basilica Ambrosiana.
La più antica immagine di Materno è un mosaico nella basilica di Sant’Ambrogio, che risale alla fine del V secolo. Il santo è rappresentato con la barba e vestito con una dalmatica tra i santi Nabore e Felice.
Nella chiesa di Desio troviamo diverse immagini del Santo che normalmente è raffigurato insieme a San Siro. A Desio compare senza il suo “compagno” in tre occasioni: nella statua posta a lato della facciata e nella vetrata dell’abside. L’immagine più importante che lo raffigura è collocata nel transetto sud della Basilica e lo presenta in catene davanti all’imperatore Massimiano. L’affresco fu eseguito da Giuseppe Riva nel 1911. Il Santo in catene è presentato all’imperatore che lo invita a bruciare incenso davanti ad una divinità pagana.L’affresco è molto puntuale e vorrebbe riproporre in modo dettagliato costumi ed arredi riferiti ad un’antichità decisamente immaginata più che reale. Irreale è anche la scena che mescola personaggi vissuti in epoche diverse; l’imperatore Galerio Massimiano governò dal 305 al 311, dunque precedentemente all’episcopato di Materno. Va inoltre sottolineato che Galerio fu il vero artefice dell’editto di tolleranza verso i Cristiani, pertanto la traduzione in catene dell’arcivescovo davanti all’imperatore, in quel periodo, risulta un assurdo storico. L’insegna retta dal soldato sulla destra della composizione in realtà è uno sportello in legno che funge da spioncino. Dietro l’affresco è collocata la stanza del custode notturno che in passato poteva controllare eventuali intrusioni. Da ultimo va anche ricordato che San Materno appare effigiato (senza San Siro) nella croce del Carcassola che abbiamo già visto.
Massimo Brioschi