Ogni giorno potremmo avere occasioni per fare festa: un anniversario, un compleanno, il raggiungimento di una meta conquistata, spesso con molti sacrifici.
Anche nella vita familiare non mancano motivi e occasioni per fare festa: il figlio o la figlia che vengono promossi dopo un anno di impegno, una risultato sportivo particolarmente soddisfacente, l’incontro tra amici che non si vedono da tempo.
Ogni Comunità ha i suoi momenti di festa e, in particolare, la Comunità dei discepoli che vivono nella città torna ogni anno a ricordare i Santi patroni.
Oggi facciamo festa per San Giovanni Battista e, domenica prossima, per i Santi Pietro e Paolo.
È la festa patronale di due delle nostre cinque Parrocchie, che ci coinvolge insieme a riconoscere come fare festa sia “alzare lo sguardo” dal quotidiano, per ritornare poi alle occupazioni di ogni giorno con maggiore consapevolezza e motivazione.
Le Parrocchie della città fanno esperienza di un “cammino comune”, cioè sempre più fraterno, ma non per questo vengono meno nelle loro identità.
L’identità non è un mettersi contro e vivere il cammino credente nella estraneità gli uni dagli altri, ma dare ciascuno il proprio contributo per il bene dell’insieme.
I Santi, anche quando hanno avuto motivi di confronto, come Pietro e Paolo, non hanno mai rinunciato ad annunciare che Gesù è il Signore, è vivo e, per questo, i discepoli non possono che tendere ad essere fratelli e sorelle.
Domenica scorsa siamo stati invitati a riflettere sul mistero del peccato, del rifiuto della salvezza. Questa domenica ci presenta Abramo, il capostipite del Popolo eletto e ce lo presenta come modello di uomo di fede.
Fede che è anche il tema del Vangelo in cui Gesù si presenta come la luce del mondo che si può accogliere o rifiutare. Sappiamo che questo è uno dei temi ricorrenti nel Vangelo di Giovanni: già all’inizio, nel Prologo, Gesù viene presentato come “luce che brilla nelle tenebre e le tenebre non l’hanno accolto”.
Anche in questo brano è ribadita l’immagine di Gesù luce nel mondo e le diverse reazioni.
C’è chi lo rifiuta, non vuol neppure vedere le continue prove della sua Persona.
C’è chi lo accetta, ma non si espone, non vuole la scomunica della Sinagoga.
C’è chi crede e questo è dono dello Spirito.
Sono situazioni che si ripetono anche oggi, magari nelle stessa persona che, di volta in volta, lo rifiuta, o apertamente negandone la divinità, riducendolo a un predicatore della pace, della fraternità universale o concretamente: credo ma ho una mia morale, dei miei valori. La fede è qualcosa di intimo che non sconvolge la nostra vita, che non ha molto da dire alla vita sociale, politica. Ma ci sono tanti che credono in Dio e testimoniano la loro fede.
Dovremmo esaminarci e vedere quali sono gli atteggiamenti che più ricorrono nella nostra vita. Dobbiamo sempre ricordarci che la fede è un dono da chiedere nella preghiera, da accogliere nel cuore e da testimoniare nella vita.
Come ogni anno anche questa volta la Comunità Parrocchiale di San Giovanni Battista si ritrova tra sabato 22 Giugno e lunedì 24 Giugno per festeggiare insieme la tradizionale festa patronale. Si comincia con l’Adorazione Eucaristica di sabato pomeriggio: un momento di silenzio in cui ciascuno si mette in ascolto di ciò che Dio comunica e ritrova il bello di un dialogo con Lui. Segue la solenne celebrazione della Domenica alle 10.30, al termine della quale il ritrovo è al pranzo comunitario, un momento di allegra convivialità. Come ormai storica tradizione, durate la solenne Messa si celebrano e si festeggiano gli anniversari di matrimonio (5, 10,15,20, etc.. anni insieme!). Le celebrazioni si concluderanno lunedì con la S.Messa delle 20.30 in cui si commemoreranno tutti i defunti della Parrocchia.
Siamo alla seconda settimana di oratorio estivo. Vogliamo raccogliere qualche testimonianza di chi si trova sul campo a donare il proprio tempo, la propria disponibilità, e perché no, anche la propria pazienza ai nostri bambini e ai nostri ragazzi che stanno vivendo l’estate nei tre oratori estivi della nostra città. A volte viene da chiedersi “Ma chi te lo fa fare?”. Eppure se ancora ci sono giovani e adulti che lo fanno, qualcosa di importante ci sarà.
Oggi raccogliamo la testimonianza di una volontaria adulta dell’oratorio Beata Vergine Immacolata. Sono pensieri semplici ma che raccontano volti di presenze silenziose e costanti, colonne dei nostri oratori. “Sembra impensabile che donne e uomini semplici, ogni anno di mettono a disposizione con un occhio di attenzione a quello che accade durante l’oratorio estivo, anche se stanno tirando sù il solito pacchetto di patatine abbandonato.
Ma lo si fa con devozione spendendosi al massimo per il servizio per cui siamo stati chiamati o che ci è stato affidato. Per i bambini, per i genitori, per il prete e per l’oratorio.
La gratuità stimola l’amore per tutto questo. È vero, a volte troviamo situazioni che ci indispettiscono. È quasi inevitabile. Ma la perseveranza nel continuare evidenza che la/il volontaria/o è in “continuo in cammino” (tema di quest’anno) verso la generosità, la gratuità e la collaborazione.
A volte potremmo essere un po’ “grezzi”, o non si ha la professionalità di un professore, di una assistente sociale . Ma la disponibilità che si offre con fatica, a volte, è per garantire al meglio la riuscita dell’oratorio estivo. Ringraziamo per questa opportunità e impariamo a crescere insieme. Per questo non si finisce mai.
DOMENICA 23 GIUGNO V Domenica dopo Pentecoste Gen 17,1b-16; Rm 4,3-12; Gv 12,35-50 Cercate sempre il volto del Signore Liturgia delle ore: IV settimana
LUNEDÌ 24 GIUGNO Natività di S. Giovanni Battista Ger 1,4-19; Gal 1,11-19; Lc 1,57-68 La mia lingua, Signore, proclamerà la tua giustizia
✙ 7.30 Elsa e Enrico Ghezzi ✙ 9.00 Pantaleo Evangelista, Franca e Famiglia ✙ 18.30 Grazia Lapiscopia, Diego, Giuseppe e Peppe, Francesca Prina e Mario Sala, Franco e Michele Sollami, Federica e Michele Caporale
MARTEDÌ 25 GIUGNO Per la remissione dei peccati Dt 25,5-10; Lc 8,16-18 Dono del Signore sono i figli
✙ 7.30 don Primo, don Mario, don Antonio ✙ 9.00 Alfonso Giannuzzo, Angelo Guttadauro ✙ 18.30 Pierina Crotti e Enrico Motta
MERCOLEDÌ 26 GIUGNO S. Josemarìa Escrivà de Balaguer, sacerdote Dt 30,15-20; Lc 8,19-21 La legge del Signore è tutta la mia gioia
✙ 7.30 Mons. Luigi Stucchi ✙ 9.00 ✙ 18.30 Alberto e Luigi Orsenigo
GIOVEDÌ 27 GIUGNO S. Arialdo, diacono e martire Dt 31,1-12; Lc 8,22-25 Signore, il tuo ricordo resterà per ogni generazione
✙ 7.30 Fam. Barlassina e Invernizzi ✙ 9.00 Fam. Faccio e Urbani ✙ 18.30 Nazareno Patrizi e Giuliana Martinetti
VENERDÌ 28 GIUGNO S. Ireneo, vescovo, martire e dottore della Chiesa Dt 31,24-32,1; Lc 8,26-33 Beato il popolo che ha il Signore come Dio
Cosa ci può essere di significativo nel revocare una battaglia avvenuta secoli fa nella nostra città?
Senza trascurare il rilievo storico della battaglia di Desio del 21 gennaio 1277, riproporre ogni anno il Palio degli zoccoli è un’opportunità per noi, oggi, almeno per i seguenti motivi:
riconoscere e riaffermare il desiderio di libertà che c’è nel cuore degli uomini e delle donne di ogni tempo;
ritrovare le motivazioni capaci di sostenere relazioni attente a risolvere eventuali conflitti e contese;
spendersi per la via dell’interesse nei confronti della nostra città, compiendo scelte che ci permettano di prenderci cura delle persone, delle situazioni e delle strutture che ci sono affidate;
sperimentare che la storia, anche nei risvolti più quotidiani, è “maestra di vita”, dal momento che ci aiuta a compiere, nell’oggi, un attento discernimento per arrivare a intraprendere scelte di rinnovamento.
Negli accenni offerti si può allora affermare che non si tratta solo di rievocazione del passato, ma di esercizio di vita comunitaria.