





Un grazie dalla TerraSanta per il gesto di carità quaresimale
Cari fratelli e sorelle della Comunità Pastorale S. Teresa di Gesù Bambino, un sincero e fraterno ringraziamento per la vostra offerta di € 6.843,00
a sostegno delle opere dei francescani in Terra Santa, in occasione della Colletta pontificia del Venerdì Santo 2024.In questo momento storico il vostro generoso contributo aiuta a ridare speranza ai nostri fratelli del Medioriente.
Dio vi benedica e vi custodisca.
Fr. Gianluigi Ameglio
Commissario di Terra Santa del Nord

“Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore.»”
Gv 21,15-17
In queste tre domande che Gesù Risorto rivolge a San Pietro e nelle sue tre risposte si gioca la vita di ogni cristiano e in particolar modo di ogni prete. Essere preti prima di essere un “fare” un certo tipo di cose, “vestire” in un certo modo, “comportarsi” in una certa maniera, è abitare queste domande di Cristo Vivo e provare a dare una risposta generosa di amore. San Pietro, da sempre entusiasta discepolo del Cristo, per arrivare a una risposta autentica dovette passare attraverso l’esperienza del rinnegamento, del fare i conti con il proprio limite e peccato, della croce del Maestro e della Sua Resurrezione. Solo allora fu pronto per la missione che Gesù voleva affidargli come guida della Sua Chiesa.
Essere preti parte spesso dalla fede semplice vissuta in famiglia, in parrocchia, in oratorio e nelle associazioni e gruppi giovanili cattolici. Parte dall’essere cristiani, amici autentici di Gesù, amati e perdonati, in cammino con Lui, con Maria, nella Chiesa: Suoi discepoli. È Lui che ci guida verso uno sviluppo maturo della nostra umanità e virilità, pronte al servizio e al dono di sé. Queste dimensioni fanno parte della vita di un sacerdote e non vanno mai trascurate.
A un certo punto però quest’amicizia con Lui diviene incontro e chiamata. Qualcosa nei pensieri, tra le opzioni belle che balenano per il futuro, diventa chiaro: “Pasci le mie pecore”. È una Parola che un po’ spaventa, ma che dall’altra riempie il cuore di commozione e di stupore.
È una Parola che rende partecipi, uniti all’Ordine dei Vescovi, dell’Autorità con cui Cristo fa crescere, santifica e governa la Sua Chiesa con il dono di Sè. Ringraziamo il Signore per aver rivolto questa Parola di chiamata ad un nostro giovane, Edoardo, e anche per il suo generoso e gioioso “Sì”! Continuiamo a pregare per la fede nelle famiglie e perché la nostra terra sia sempre terra attenta e docile alla Voce di Cristo!
Don Marco Albertoni

| DOMENICA 2 GIUGNO II Domenica dopo Pentecoste Sir 16,24-30; Rm 1,16-21; Lc 12,22-31 Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell’alto dei cieli Liturgia delle ore: I settimana | ✙ 8.30 Basilica ✙ 9.30 San Francesco ✙ 10.00 Basilica ✙ 10.30 Sacro Cuore ✙ 11.00 Crocifisso ✙ 11.30 Basilica ✙ 18.30 Basilica |
| LUNEDÌ 3 GIUGNO Ss. Carlo Lwanga e compagni, martiri Es 12,43-51; Lc 5,1-6 Diremo alla generazione futura le meraviglie del Signore | ✙ 7.30 ✙ 9.00 ✙ 18.30 Francesco Pizzimenti, Italo Spigarelli, Silvana Torzoni, Maria Sperlinga, Diega D’Angelo |
| MARTEDÌ 4 GIUGNO Per i sacerdoti Es 15, 22-27; Lc 5,12-16 Benedici il Signore, anima mia! | ✙ 7.30 ✙ 9.00 Angelo, Angela e Maria Faresin ✙ 18.30 Fam. Piccaluga e Baioni |
| MERCOLEDÌ 5 GIUGNO S. Bonifacio, vescovo e martire Es 17,8-15; Lc 5,33-35 Il nostro aiuto viene dal Signore | ✙ 7.30 ✙ 9.00 Maria e Salvatore Laudani ✙ 18.30 Natale Marrone |
| GIOVEDÌ 6 GIUGNO Per le Vocazioni Sacerdotali Es 35,1-3; Lc 5,36-38 Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre | ✙ 7.30 ✙ 9.00 Fortunata Rosato e Pietro D’Aguì ✙ 18.30 Salvatore Scardino |
| VENERDÌ 7 GIUGNO Sacratissimo Cuore di Gesù Os 11,1.3-4.8c-9; Ef 3,8-12.14-19; Gv 19,31-37 Il Signore su di me si è chinato | ✙ 7.30 Angelica Rigo ✙ 9.00 Giuseppe Aliprandi ✙ 18.30 S. Messa Chiesa Sacro Cuore |
| SABATO8 GIUGNO Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria Lv 23,9-14; Eb 10,1-10; Mt 5,20-24 Popoli tutti, date gloria al Signore! | ✙ 9.00 Giuliana Calca e Gaetano Rech ✙ 16.15 S. Messa in RSA ✙ 18.00 ROSARIO ✙ 18.30 Bianca Legnami e Angela Tagliabue Letture della domenica: Gen 2,18-25; Ef 5,21-23; Mc 10,1-12 |
Giornata del malato – S. Giovanni Battista – per tutta la Comunità Pastorale:
Giorni feriali: 8.30-9.00 e 17.00-18.15; sabato ore 16.00-18.15
sabato 8 e domenica 9 giugno
Per la raccolta di questo mese, i generi più urgenti, che siamo invitati a consegnare sono:
caffè – olio – sale fino – succhi di frutta – detersivo lavatrice – spugne
Grazie a chi vorrà farsene carico. I generi alimentari saranno messi a disposizione delle famiglie indicate dai Centri di Ascolto Caritas e Posteria Sociale

Nell’articolo di domenica scorsa, rileggendo l’omelia dell’Arcivescovo proposta nelle nostre Parrocchie, ho fatto emergere le prime due priorità di quelle indicate alla Comunità Pastorale.
Oggi, proseguendo la lettura, ne faccio emergere altre.
Ricollegandosi alla centralità della Risurrezione di Gesù, il Vescovo afferma:
“La cultura contemporanea non vuole ascoltare, a proposito di Gesù, che sia risorto: è considerato incredibile che Dio risusciti dai morti. Ma il Cristiano, senza Cristo, non ha senso.”
E, nell’annunciare questo fatto, continua Monsignor Delpini:
“Noi abbiamo da dire di Gesù che lo incontriamo e lo riconosciamo presente nello spezzare del pane: la liturgia, in particolare la Messa domenicale, possa essere il cuore della fede dei Cristiani nella città, adulti, giovani e bambini”.
Prendere con seria attenzione questa priorità, è cercare di far sì che la Messa non solo sia frequentata, ma partecipata e ogni nostra Chiesa non sia “monumento”, anche se storicamente significativo, ma casa di preghiera, di silenzio, di adorazione, ascolto, lode, intercessione. É necessario rilanciare un gruppo liturgico della città che abbia a cuore una preghiera capace di favorire l’incontro con Dio e tra di noi.
Riconoscendo il contesto in cui, come cristiani, viviamo oggi, caratterizzato da indifferenze e ostilità, l’Arcivescovo ci offre una ulteriore consegna quando dice: “Lo Spirito di verità ci viene donato perché la missione continui nella nostra testimonianza di oggi. Il mondo, del resto, ne ha bisogno”. Siamo presenza nella città con una originalità, che è quella di rendere concreto il Vangelo, la buona notizia, in azioni di annuncio, catechesi, in gesti di carità e di promozione culturale, oltre che di cittadinanza virtuosa, alla ricerca del bene di tutti e non di una parte.

Celebriamo oggi il mistero della SS. Trinità, mistero centrale della nostra fede che ci contraddistingue dalle altre grandi religioni monoteiste.
È il mistero che richiamiamo tutte le volte che facciamo il segno della Croce: nel nome singolare della Trinità. La S. Messa è tutta una preghiera al Padre, per Cristo, animati e sostenuti dallo Spirito. Tutti i sacramenti sono incontri con Gesù risorto, reso presente dallo Spirito santo, che ci fanno riscoprire in Dio un Padre.
Ma all’importanza di questo mistero corrisponde l’indifferenza o l’ignoranza di tanti cristiani: la Ss. Trinità sembra quasi un teorema irrisolvibile, più che una “ bella notizia”.
Forse perché definire la Trinità un mistero toglie la volontà di approfondimento.
Eppure l’unicità traspare nel disegno di salvezza di Dio che rimane fedele al suo piano lungo tutta la storia umana: la Trinità si manifesta nei tempi e nelle operazioni diverse in questa storia.
Pensiamo al primo capitolo della Genesi, dove viene detto che siamo stati creati “ a immagine e somiglianza di Dio”: se Dio è comunità di amore, se è “ tre Persone” che si conoscono, si parlano, si donano totalmente l’una all’altra, l’uomo sarà riflesso di Dio quando conosce, parla, si dona, in una parola quando ama e fa comunità con gli altri: la Comunità per il cristiano, è un’esigenza stessa dell’uomo, è il rivelare la sua natura.
Lo Spirito Santo che è l’amore, che ci fa riscoprire in Dio il Padre e negli altri, in Gesù, dei fratelli e ci permette di costruire una comunità.
don Alberto
don Alberto

Padre Adili Emmanuel é destinato ad essere missionario nel suo paese: la R.D. del Congo. Parte il prossimo luglio 2024

Cari amici e amiche: GRAZIE E A RIVEDERCI
Un confratello, poco fa, mi ha augurato buona missione con queste parole: «c’è una missione di andata e una di ritorno, che è una nuova ripartenza”.
Il Signore mi ha concesso il dono di trascorrere quattordici anni in Italia al servizio del Vangelo: sei anni a Desio e otto a Parma. Sono grato a Dio, ai confratelli saveriani e a tutte le persone che il Signore mi ha fatto incontrare. Ora mi è stato chiesto – e sono grato e contento – di andare ad annunciare il Vangelo d’amore, di pace, di tenerezza, di misericordia, di liberazione ai miei fratelli congolesi che mi aspettano già.
Sento forte queste parole di Paolo VI: “Voi africani siete oramai i missionari di voi stessi. La Chiesa di Cristo è davvero piantata in questa terra benedetta”».
Ci lega la fede in Gesù Cristo, ci lega la preghiera quotidiana, ci lega l’affetto. Ci lega l’Amore di Cristo che ci spinge a raccontare ad altri come Lui ci ama.
Ci lega la nostra umanità bella e ricca, benedetta e degna.
A rivederci
Non dimenticatevi di pregare per me
Emmanuel Adili Mwassa
Saluteremo Padre Emmuel nella Santa Messa sabato 1 giugno ore 20 nella casa dei Missionari Saveriani