Autore: Paolo Redaelli

  • Notiziario settimanale SS. Siro e Materno 7 gennaio 2024

    Notiziario settimanale SS. Siro e Materno 7 gennaio 2024

    L’Eucaristia al centro della comunità

    DOMENICA 7GENNAIO
    Battesimo del Signore
    Is 55,4-7; Ef 2,13-22; Mc 1,7-11
    Gloria e lode al tuo nome, Signore Liturgia delle ore: I settimana
    ✟ 8.30 Basilica
    ✟ 9.30 San Francesco
    ✟ 10.00 Basilica
    ✟ 10.30 Sacro Cuore
    ✟ 11.30 Basilica
    ✟ 18.30 Basilica
    LUNEDÌ 8 GENNAIO
    Per la pace
    Sir 24,1-2.13-22; Mc 1,1-8
    Il Signore ha creato ogni cosa con sapienza e amore
    ✟ 7.30
    ✟ 9.00 Abbondio Imprenti e fam. Binotti
    ✟ 18.30 Sergio Ghirardi, Pierina Zenato, Maria Rosa e Eugenio Pasquali, Marisa Nava, Federica e Michele Caporale
    MARTEDÌ 9 GENNAIO
    Per promuovere la giustizia
    Sir 42,22-25;43,26b-32; Mc 1,14-20
    Della gloria di Dio risplende l’universo
    ✟ 7.30 Vincenzo Ascenzio
    ✟ 9.00 Anna, Gino e Simone
    ✟ 18.30 Giuseppe Galimberti
    MERCOLEDÌ 10 GENNAIO
    Per la remissione dei peccati
    Sir 43,9-18; Mc 1,21-34
    Tu hai fatto con saggezza, Signore
    ✟ 7.30
    ✟ 9.00 Fam. Faccio e Urbani
    ✟ 18.30 Diego, Giuseppe e Peppe
    GIOVEDÌ 11 GENNAIO
    Per le vocazioni sacerdotali
    Sir 44,1.15-18; Mc 1,35-45
    Beato l’uomo che teme il Signore
    ✟ 7.30 Rinaldo Giambelli e Maria Luisa Colombo e famiglia
    ✟ 9.00 Fam. Pittarello Croce e Silvana
    ✟ 18.30 Paolina Sorrenti e Giovanni Panarello
    VENERDÌ 12 GENNAIO
    Del Sacratissimo Cuore di Gesù
    Sir 44,1.19a.22-23; Mc 2,13-14.23-28
    Gioisca il cuore di chi cerca il Signore
    ✟ 7.30
    ✟ 9.00 Maria e Salvatore Laudani
    ✟ 18.30 Giovanni Lancelotti e Angela Cirelli
    SABATO13 GENNAIO
    S. Ilario, vescovo e dottore della Chiesa
    Es 6,1-13; Rm 9,1-5; Mt 5,17-19
    Il Signore regna, saldo è il suo trono per sempre
    ✟ 9.00 Francesco e Pierino Draghi
    ✟ 18.00 Rosario
    ✟ 18.30 Basilica – Santa Zanchi e Antonio Munaretto
    Letture della domenica: Is 25,6-10a; Col 2,1-10a; Gv 2,1-11

    SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE IN BASILICA:

    Giorni feriali: 8.30-9.00 e 17.00-18.15; sabato ore 16.00-18.15

    Vita della comunità

    MARTEDI 9 GENNAIO

    • 10.00 Diaconia a SS. Pietro e Paolo
    • 16.00 Presso la Sala Manzotti del Circolo Culturale Pro Desio in via Garibaldi 81 – Presentazione UNITEL (Università del Tempo Libero)
    • 21.00 Segreteria Consiglio Pastorale

    MERCOLEDI 10 GENNAIO

    • 21.00 Presso i Saveriani – Incontro in preparazione alla marcia della pace

    GIOVEDI 11 GENNAIO

    • 17.30 In Basilica – Adorazione Eucaristica Comunitaria

    VENERDI 12 GENNAIO

    • 21.00 Presso IL CENTRO – sala Castelli nel contesto del percorso Sicomoro:“E’ meglio “sotterrare” i propri disagi in una vita dissoluta oppure cercare di lottare con le proprie difficoltà?”Daniel Zaccaro, educatore e formatore ci accompagnerà nella riflessione a partire dalla sua esperienza.

    SABATO 13 GENNAIO

    • 18.30 In Basilica – Adorazione Eucaristica Personale

    DOMENICA 14 GENNAIO

    • 16.00 In Basilica – Dialoghi di pace

    MARTEDI 15 GENNAIO

    • 21.00 Presso IL CENTRO – sala Castelli – inizia il percorso per coppie in preparazione al Matrimonio Cristiano

    sabato 13 e domenica 14 gennaio

    UN DONO DA CONDIVIDERE:

    Per la raccolta di questo mese, i generi più urgenti, che siamo invitati a consegnare sono:

    ZUCCHERO – BRIOCHES – TONNO – CARNE IN SCATOLA – POLPA E PASSATA – SUCCHI DI FRUTTA (BRICCO E BOTTIGLIA) – TUTTO IGIENE: DENTIFRICIO E SPAZZOLINO – BAGNO SCHIUMA – DETERSIVO PER BUCATO IN LAVATRICE

    Grazie a chi vorrà farsene carico. I generi alimentari saranno messi a disposizione delle famiglie indicate dai Centri di Ascolto Caritas e Posteria Sociale

    GRAZIE PER LA GENEROSITÀ

    • Offerte raccolte in parrocchia nell’ ultima settimana: 4.390,00
    • Grazie a chi sostiene la vita della comunità tramite altre offerte o bonifici, o in occasione di SS. Messe, battesimi, matrimoni, funerali..

    LA COMUNITÀ PREGA PER

    • I defunti della settimana: Giuseppe Paolo Campisi, Vincenza Alfieri, Giovanni Bonfà, Carmelo Moncato
  • Il Sicomoro

    Il Sicomoro

    Venerdì 12 gennaio, ore 21 presso Il Centro riprendono gli incontri formativi per adulti, organizzati da “Il Sicomoro”.

    Interviene DANIEL ZACCARO, educatore e formatore, sul tema. “Voglio una vita spericolata”

    Zaccaro era un ragazzo ‘problematico’ accolto nella comunità Kairos di don Claudio Burgio.

    É poi diventato un educatore, a sua volta.Su di lui è stato scritto il libro “Ero un bullo” da Andrea Franzoso.

  • Battesimi 2020-2021

    Battesimi 2020-2021

    Calendario Battesimi

    Santi Pietro e Paolo

    • Domenica 8 dicembre 2020, ore 16:00
      Incontri di preparazione 31 ottobre e 7 novembre

    Gli incontri di preparazione si svolgono alle 15.00 presso la Basilica

    Santi Siro e Materno

    • 15 novembre 2020
    • 13 dicembre 2020
    • 17 gennaio 2021
    • 14 febbraio 2021
    • 14 marzo 2021
    • 25 aprile 2021
    • 23 maggio 2021
    • 20 giugno 2021
    • 11 luglio 2021

    La celebrazione si tiene sempre la domenica pomeriggio alle ore 16:00

    Per informazioni ed iscrizioni si invitano i genitori a rivolgersi personalmente all’Ufficio parrocchiale (via Conciliazione 2, tel 0362-621678) aperto dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.’00

    È opportuno fissare la data del battesimo con almeno due mesi di anticipi

    Si prega di verificare anticipatamente le condizioni richieste per il compito di padrino e madrina, informandosi presso il Parroco o l’Ufficio Parrocchiale

    Date e modalità del percorso di preparazione, richiesto a genitori, padrini e madrine vengono comunicate al momento dell’iscrizione

    Per chi abita a Desio, si consiglia di celebrare il Battesimo nella propria parrocchia di residenza.

    Nota bene: il numero di iscrizioni e di partecipanti al rito sarà limitato in ragione di eventuali norme in vigore a causa dell’emergenza sanitaria.

  • Lo sappiamo già

    Lo sappiamo già

    Inizia la Settimana Santa: la sequenza dei giorni è nota, dalle Palme alla Cena e dalla Croce alla Risurrezione. Ritirare l’ulivo e baciare il Crocifisso – usanze quest’anno limitate o impedite dalle restrizioni in atto – sono i segni per farsi vicini a Gesù e ai momenti centrali della sua vita.

    Qualcuno sarà tentato di chiedersi perché occorra ripetere gesti e parole noti, che caratterizzano la durata di una settimana, ma poi non producono effetti nel resto del tempo.

    Di Gesù e di ciò che ha fatto si può essere tentati di dire «Lo sappiamo già». Specialmente per chi vive in un paese di forte tradizione cristiana, può sembrare che qualche nozione del catechismo o qualche conoscenza scolastica siano più che sufficienti per dirsi cristiani.

    Anche nei vangeli leggiamo che i discepoli, man mano che si avvicinavano i giorni della Passione, ignoravano ciò che stava per verificarsi e non comprendevano gli avvertimenti di Gesù circa il suo destino di crocifisso, poiché pensavano di sapere tutto di lui.

    A ben guardare, ciò che sappiamo di ogni persona si accresce o si modifica man mano che l’incontro si fa frequente, profondo, ricco di confidenza. Nemmeno di un coniuge o di un figlio è corretto dire che sappiamo tutto di lui o di lei, figurarsi di Gesù! Eppure le parole dei profeti e degli evangelisti rischiano di passare su di noi come un déjà vu che non apre la mente e non scalda il cuore. Evitiamo di dire di Gesù «Lo sappiamo già» e impariamo a distinguere la sua voce e la sua parola sempre nuova in mezzo ai rumori e alle attrazioni della città distratta.

    don Gianni

  • La settimana “Autentica”, “Santa”

    La settimana “Autentica”, “Santa”

    I riti della settimana Santa sono i più ricchi di tutto l’anno liturgico e la liturgia, capita e vissuta,
    è veramente, come dice il Concilio Vaticano II, la sorgente e il culmine della vita cristiana:
    la liturgia è ascolto, catechesi, culto, memoria viva dei misteri che si celebrano. Dobbiamo prepararla con momenti di silenzio, di preghiera personale, trovando il tempo per riascoltare dentro di noi la Parola di Dio.

    La tradizionale espressione “Settimana Santa” è tradotta nel rito ambrosiano con l’aggettivo “Autentica”. Si apre con la Domenica delle Palme.
    Ma cosa significa autentica?

    L’autenticità cui ci si riferisce è quella della vita di Gesù Cristo, il vero agnello immolato, che rivela il valore autentico della vita dell’uomo nella totale, libera e volontaria offerta di sé per la salvezza di tutti. L’etimologia di questa parola ci offre la chiave per trovare una risposta. Essa deriva dal verbo greco authentèo, che esprime l’idea di “avere autorità”. Autentico, dice la verità di una cosa, in quanto diventa autorevole per noi, cioè criterio vivente del nostro modo di guardare e trattare la realtà. Così celebrare i giorni della passione, morte e risurrezione di Gesù significa riconoscere che “il criterio” della nostra vita è Gesù, il Crocifisso Risorto.
    L’inizio è fissato nella mattina di domenica, detta delle Palme, a ricordare l’ingresso del Signore a Gerusalemme, salutato dal festoso sventolio dei rami di palme e ulivo.
    Quest’anno nelle chiese parrocchiali i presbiteri presiederanno la celebrazione commemorando l’ingresso del Signore in Gerusalemme in forma semplice senza processione introitale alla Messa.

    Giovedì santo, inizia il Triduo, ma non con la Celebrazione della mattina.


    La Messa Crismale, con la benedizione dell’olio per gli Infermi e i Catecumeni e dell’olio del Crisma, prelude al Triduo pasquale, ma non ne è parte. Questa celebrazione, che prende nome dal Crisma, è presieduta in Duomo dal Vescovo, insieme a tutti i Sacerdoti della Diocesi. Nel pomeriggio in tutte le Parrocchie si dà avvio ai tre giorni del Triduo con la Messa della Cena del Signore e la Lavanda dei Piedi – che nel Rito ambrosiano non è inserita nella celebrazione eucaristica, ma la precede e che quest’anno, purtroppo, si ometterà per i motivi che tutti sappiamo. Al termine della celebrazione, l’Eucaristia viene riposta in un altare laterale detto della Riposizione, da cui verrà riportata al Tabernacolo sull’altare maggiore, nella Veglia di Risurrezione.

    Venerdì santo, giorno della Passione del Signore.

    Nella giornata, che è aliturgica, e nella celebrazione del Passio si vivono i momenti più drammatici delle ultime ore di vita terrena di Gesù, essi sono accompagnati dalla lettura continuativa del Vangelo di Matteo. Nel momento in cui Cristo spira, cade un’oscurità completa, a significare che il mondo perde la sua luce. Particolarmente importante è il gesto di esporre il Crocifisso alla pietà dei sacerdoti e dei fedeli che lo baciano in segno di devozione dolorosa. Anche questa significativa azione liturgica, quest’anno non si ripeterà per garantire il rispetto delle norme anti covid, ma, l’atto di adorazione della Croce mediante il bacio è limitato al solo presidente della celebrazione. A seguire la preghiera universale proclamata dal Celebrante che è emblema di una famiglia, grande quanto il mondo, stretta intorno alla Croce.

    Il Sabato santo, invece, è il giorno del silenzio, della preghiera e della riflessione, nell’attesa della gioia che erompe nell’Alleluia della Veglia di Risurrezione.

    Cristo è risorto, come canta tre volte il celebrante con voce crescente.
    Nella Veglia l’abbondanza della Parola di Dio, attraverso nove letture, il canto del Preconio – come “mirabile sintesi” della storia della salvezza -, l’annuncio della Risurrezione, il battesimo dei Catecumeni che iniziano il loro cammino di luce cristiana, ritmano il ritorno alla vita che, nel solenne Pontificale di Pasqua, definisce il senso compiuto della nostra fede.

    Le celebrazioni della Settimana Santa saranno trasmesse anche in streaming sul canale YouTube Pastorale Desio

  • Calendario delle confessioni nella Settimana Santa

    Nel perdono la vera gioia

    Papa Francesco invita ad aprire i cuori all’amore infinito di Dio, “alla sua misericordia piena di tenerezza e di bontà”. E invita a impegnarci di più, durante la Quaresima, ad accogliere la luce di Cristo nella nostra coscienza.
    «Non dimenticatevi che Dio perdona sempre, sempre se noi, con umiltà, chiediamo il perdono. Soltanto chiedere il perdono, e Lui perdona. Così troveremo la vera gioia e potremo rallegrarci del perdono di Dio che rigenera e dà vita».

    SS. SiroSan Pio XSan Giovanni BattistaSS. Pietro e PaoloSan Giorgio
    Lunedì20:30 comunitariedalle 10,00 alle 12,0020:30 comunitarie
    Mertedì 30 marzoore 20.30ore 20.30
    Mercoledì 31 marzoore 20.30
    Giovedì 1 apriledalle 8,00 alle 12,00
    dalle 15,00 alle 17,00
    dalle 9,00 alle 12,00
    dalle 15,00 alle 18,00
    dalle 15,00
    alle 16,30
    dalle 16,30 alle 18,30
    Venerdì 2 apriledalle 8,00 alle 12,00
    dalle 16,00 alle 19,00
    dalle 9,00 alle 12,00
    dalle 16,00 alle 18,00
    dalle 16,00 alle 18,00dalle 10,00 alle 12,00
    dalle 16,00 alle 19,00
    Sabato 3 apriledalle 9,30 alle 12,00
    dalle 15,00 alle 19,00
    dalle 9,00 alle 12,00
    dalle 14,30 alle 18,00
    dalle 10,00 alle 12,00
    dalle 16,00 alle 18,00
    dalle 10,00 alle 12,00
    dalle 15,00 alle 18.00
    dalle 10,00 alle 12,00
    dalle 15,00 alle 18,00
  • Il pentimento: volgersi a Dio con speranza

    Quando ci comportiamo male e diciamo ciò che non va detto, quando pensieri oscuri mina­no la nostra mente o un velo nero si stende sul nostro cuore, se arriviamo a fare appena appena un po’ di luce in noi, allora sentiamo i ri­morsi di coscienza.

    Ma il rimorso non è ancora pentimento; noi possiamo passare tutta la vita a rimproverarci la nostra cattiva condotta in azio­ni o in parole, e non per questo emendarci. Il rimorso può fare della nostra vita un vero e proprio inferno, ma non ci fa accedere al regno dei cieli; bisogna aggiungervi un altro elemento, che si trova al cuore del pentimento, e cioè il fatto di volgerci a Dio con la speranza, con la cer­tezza che Dio ha amore sufficiente per accordar­ci il perdono, e forza sufficiente per cambiarci.

    Il pentimento è quella svolta nel modo di pensare, quella trasformazio­ne del cuore, che ci fa stare faccia a faccia con Dio pieni di una speranza tremante, nella certezza di chi è cosciente di non meritare la misericordia di Dio, e tuttavia sa che il Signo­re è venuto sulla terra non per giudicare ma per salvare, che è venuto sulla terra non per i giusti ma per i peccatori.

    Volgersi a Dio con speranza, chiamarlo in no­stro aiuto, non è sufficiente, perché molte co­se nella nostra vita dipendono da noi. Quando si presenta l’occasione di compiere azio­ni conformi alla nostra preghiera noi seguiamo le inclinazioni del nostro cuore, così che ci man­cano il coraggio e la risolutezza per mettere in atto quello che abbiamo chiesto a Dio. Così il nostro pentimento e lo slancio del­la nostra anima restano sterili.
    Il pentimento de­ve essere determinato appunto da questa speran­za nell’amore di Dio, e da uno sforzo risoluto che ci costringa a condurre una vita retta e ad abbandonare gli errori del passato. Il pentimento ha inizio quando all’im­provviso la nostra anima riceve uno shock, la nostra coscienza ci parla, Dio c’interpella con queste parole: “Dove vai? È proprio questo che vuoi?”.
    E quando rispondia­mo: “No, Signore, perdona, abbi pietà, salva!”, e ci volgiamo a lui, Cristo ci dice: “Io ti perdono e tu, come riconoscimento per tale amore, e pro­prio perché rispondendo al mio amore hai la ca­pacità di amare, comincia a cambiare vita”.

    A. Bloom

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